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La lista dei terroristi in Francia rifiutata per “ragioni ideologiche”

espionune-484431-jpg_330969I poveri cristi falciati a Parigi potrebbero essere  vittime dell’ideologia. Anzi di due, quella wahabita che anima l’Isis e quella ottusa e in qualche modo altrettanto feroce che abita in chi ogni giorno recita il salmo della fine delle ideologie e trova nel denaro, nel potere e nel suo cinismo, nella teoria della diseguaglianza l’unica realtà possibile. Adesso salta fuori da un intervista fatta all’ex capo  dei servizi segreti interni francesi, Bernard Squarcini, che i siriani nel 2013 avevano offerto all’intelligence transalpina  un elenco di cittadini francesi che combattevano in Siria in forza a varie fazioni del terrorismo anti Saddam ma la lista fu sprezzantemente rifiutata.

L’ex prefetto a capo dei servizi della DGSI (Direction generale de la securité interieure) tra il 2008 e il 2012, non parla certo per sentito dire, visto che Damasco lo aveva in qualche modo individuato come l’uomo giusto per riaprire il dialogo, libero da rigidi protocolli, o da problemi di carriera. Ma leggiamo le sue parole: ” Due anni fa l’intelligence siriana mi aveva effettivamente proposto una lista di cittadini francesi che combattevano in Siria. Ne ho parlato con i vertici del servizio che dirigevo e loro sottoposero l’offerta al primo ministro Manuel Valls. La condizione dei siriani era che la Francia accettasse nuovamente di cooperare con i loro servizi di sicurezza. Ma mi è stato opposto un netto rifiuto ideologico. Naturalmente la proposta era una buona occasione per riaprire le relazioni e soprattutto per identificare e sorvegliare tutti i francesi che facevano la spola tra il nostro Paese e la Siria. Il risultato è che adesso non ne sappiamo niente e abbiamo perduto troppo tempo”.

Evidentemente l’ultima cosa che il governo francese voleva era riaprire i canali con la Siria, essendo infedele ai propri cittadini ai quali non ha mai fatto sapere nulla, ma fedelissimo alla risoluzione di Lancaster House nella quale  assieme a Gran Bretagna e  Usa era stata decisa l’invasione della Libia e della Siria, quest’ultima saltata all’ultimo momento per un ripensamento americano. Ora qualcuno informato dei fatti potrebbe osservare che Squarcini era stato il “capo spione” di Sarkozy e che quindi queste rivelazioni possono inserirsi dentro una battaglia politica tutta francese. Può anche darsi nonostante l’identità quasi assoluta tra la politica estera di Sarko e di Hollande, tanto che il capo dì stato maggiore presso l’Eliseo, François Puga, grande creatore di terrorismo amico in Siria, è passato indenne da un presidente all’altro. Ma ciò non cancella i fatti e di certo un consulente di intelligence di livello internazionale come  Squarcini, non va in giro a dire cazzate in libertà per suicidarsi umanamente e professionalmente.

Adesso voglio proprio divertirmi  a vedere quanta eco avrà questa imbarazzante intervista  nell’informazione mainstream. E non c’è alcun bisogno di essere profeti per sostenere che sarà pochissima o nulla non solo perché essa costituisce un atto di accusa diretto alla governance francese che dovrebbe giustificare la propria  sconcertante superficialità, ma soprattutto perché rimarrebbe del tutto incomprensibile e grottesca senza le premesse che hanno fatto da sfondo alla costruzione del terrorismo anti Assad a cui oggi si dichiara guerra senza quartiere. Le ragioni ideologiche porterebbero fatalmente alle orecchie della vasta opinione pubblica ignara e non solo francese, il piano neo coloniale di Parigi, l’alleanza per la distruzione della Libia e la creazione di caos in Medio oriente. In fondo il silenzio su tutto questo equivale al chiasso che si fa  sulla gigantesca e generale  caccia all’uomo (pare partecipi pure l’Isis) nei confronti di Salah Abdeslam che se facesse perdere le sue tracce potrebbe in futuro fare rivelazioni spiacevolissime per tutte le parti in causa. Gli stessi  motivi per i quali non sarà mai catturato vivo.

Il testo originale in francese lo trovate qui: http://arretsurinfo.ch/quarcini-m-valls-a-refuse-la-liste-des-djihadistes-francais-pour-des-raisons-ideologiques/

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