455_mclc-pa0115Oggi vi parlerò di un coperchio, di un umile coperchio destinato a coprire le pentole del diavolo e molto utile a capire come viene cucinata l’informazione per nascondere cosa davvero bolla in pentola e quali siano le intenzioni degli chef che comandano. Il coperchio da cui parto non è però metaforico, è un coperchio materiale che pur essendo simile a qualunque altro con sistema di sfogo del vapore, viene venduto come uno strumento miracoloso in grado di sostituire forno, microonde, vaporiera, tostapane, friggitrice  e quant’altro, naturalmente a un prezzo altissimo per il genere e proporzionato alle sue declamate virtù. Anzi diciamo pure stratosferico essendo marchiato made in Italy, ma costruito in Cina. Si può star certi che avrà ancora successo sia perché il pomello superiore è circondato da un imponente e vistoso anello di plastica rossa che fa pensare a uno strumento molto più complesso o a qualche segreto trucco, sia perché qualche cuoco televisivo  già ne decanta le virtù, senza citarlo esplicitamente perché c’è un limite a tutto, ma circondandosi di numerosi esemplari del prodotto in tutte le misure e inducendo a credere che i manicaretti presentati siano frutto dell’imperdibile oggetto. Senza tenere conto della pletora di siti di cucina e food blogger che lo sponsorizzano o ne parlano dentro un coro di astuta ottusità consumistica..

Naturalmente se si vanno a leggere i siti su cui è pubblicizzata questa meraviglia, si leggono solo chiacchiere mentre non c’è traccia – et pour cause – di una qualche spiegazione verosimile e non semplicemente ridicola dei meravigliosi effetti e della differenza che intercorre con un qualsiasi altro coperchio, anche se in compenso si danno indicazioni inquietanti come ad esempio la possibilità di friggere nello stesso olio per 7 volte o consigli per rovinare la cottura di un patrimonio universale come la pasta. Non c’è bisogno di essere dei geni per capire che c’è fumo senza arrosto e non arrosto senza fumo, che le tecniche presentate sono quelle universali della cottura con coperchio e che dopo un mese la gran parte dei pezzi acquistati  finisce nei recessi della cucina o viene rivenduto on line.

Ora se si può credere davvero al coperchio magico che cucina tutto senza intervento umano, ma solo coprendo la padella, si può credere a qualunque cosa tanto più che  i meccanismi che vengono utilizzati sono sempre gli stessi a qualunque livello di complessità. Innanzitutto il coperchio affascina una grande massa di persone che non sa più cucinare, quindi agisce su una fondamentale ignoranza dove singole e circoscritte convinzioni, stimolano la ricerca di soluzioni semplicistiche. Poi la superficiale diversità dal coperchio comune lascia intuire, come una scatola nera, contenuti che non esistono e che vengono istintivamente attribuiti. Infine arriva lo sponsor diretto o indiretto che convince con la sua autorità. Se al posto del cuoco ci mettiamo per esempio Mario Draghi le cose non cambiano molto: non esiste una spiegazione plausibile e verosimile che non sia quella ovvia e meccanica del monetarismo a cui tuttavia si vogliono attribuire sorprendenti effetti. Se poi il pollo è bruciato e immangiabile come l’austerità o i padroni del vapore fanno finta che sia buonissimo (tanto loro vanno in rosticceria) oppure che si è bruciato per colpa di chi non capisce come funzionano le cose, non  ha seguito le dimostrazioni del venditore che in questo caso potrebbe chiamarsi Renzi. Infine c’è l’illusione che un solo strumento possa sostituire tutti gli altri e che dunque alcune semplicistiche  equazioni, sempre smentite, a cui corrispondono nel linguaggio comunicativo slogan come mercato, merito, meno stato e via dicendo, possano tranquillamente descrivere il mondo, regolarlo e prevederlo. Ridicolo e in questo caso destinato a nascondere ciò che la padella realmente contiene, ovvero la lotta di classe  al contrario. Ma ci dicono, non sollevate  il coperchio, lasciatelo agire, fidatevi che ne verrà fuori una squisitezza. La verità è che il diavolo fa i coperchi e non le pentole.