Obama arriva in Italia per mettere di persona Renzi sull’attenti. Ma è reduce da un grandioso lop all’Aja di cui i media non hanno ovviamente parlato. Finito il solito discorso accattivante e grottesco sull’Ucraina, il presidente americano si è trovato circondato da un’imbarazzante silenzio: niente applausi, nemmeno qualche timido accenno a parte quello dell’ambasciatore americano in Olanda. Forse non erano stati attivati dai presenti i pulsanti del clap clap oppure molto più presumibilmente, promesse e tesi strampalate per difendere la vicenda di Kiev non hanno proprio convinto nessuno.
Ecco la scena


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Obama all’Aja è il posto perfetto (TPI).
Va bene il colpo di stato, ma non dimentichiamo che gli ucraini patiscono miseria da anni. E una corruzione bestiale, detestabile persino agli occhi di Putin (ed è tutto un dire). Chi ha fatto leva su questa situazione ha avuto gioco facile: ora vediamo come risponderà ai problemi quotidiani dei cittadini.
Comunque davvero imbarazzante la comparsata di Obama, mi è semrato un venditore di pentole. Ammaccate.
ops.. 😉
ops … 😉
La cosa buona di internet è che la gente, molta gente, ha smesso di informarsi sugli organi di stampa ufficiali e per sapere come stanno le cose bazzica di più i mille blog piccoli ma ben informati di cui Il Simplicissimus 2 è un ottimo esempio.
Credo quindi che il colpo di stato ucraino sponsorizzato dagli euroamericani non sia passato inosservato a nessuno tra chiunque sia in grado di pensare e ragionare, anche quando militi nelle file del regime, e che questo abbia comportato e comporterà sempre di più una certa mancanza di entusiasmo, una sorta di tetro grigiore delle facce e delle espressioni che richiama quello che si notava alle assemblee sovietiche di un tempo e cinesi attuali. A questo siamo arrivati! E del resto a chi piacerebbe avere come capo supremo un signore come Obama la cui voce incerta e spenta, come di chi stenti a trovare non solo la parola giusta ma anche lo slancio vitale che la deve animare, ci rivela che è lui il primo a non credere più nelle cose che dice. Dio ci guardi dai presidenti annoiati dalla loro stessa retorica!