Ferrero-Barilla
Ferrero, il vincitore è il quarto da sinistra a una manifestazione Barilla

Il blogger si diverte, pazzamente, smisuratamente. Non lo state a insolentire, lasciatelo divertire poveretto, queste piccole corbellerie sono il suo diletto. Insomma è sabato, è primavera e non c’è niente di meglio per mettersi di buon umore di sapere che la gara culinaria planetaria, nella sua versione italiana, è stata vinta da uno che non sa cuocere la pasta, come nemmeno un single dilettante si potrebbe permettere. Insomma sappiamo bene che tutto ciò che è televisione è falso e basta una diretta per accorgersi che Cracco non è Eraclito, è solo un chef con poco da dire che s’è inventato un uovo di Colombo. Però persino in cucina l’Italia offre miasmi tutti particolari.

Siamo abituati ai cuochi, quelli che avvisavano Berlusconi che stavano parlando di lui in tivvù, quelli che servivano alla corte di D’Alema e la cui ispirazione era la battaglia in cucina di Gassman e Tognazzi con caffè nelle cozze e sigari toscani nel pollo. Non eravamo abituati però alle gare di cucina e a ciò che ne esce fuori, così si scopre che il vincitore di quest’anno, tale Federico Ferrero medico nutrizionista, collabora a un programma di Healthcare Food Marketing per la Barilla che guarda caso è anche lo sponsor pubblicitario ufficiale della trasmissione. Certo il marketing del cibo sano è una delle più insane trovate su come orientare i consumi creando convinzioni e pregiudizi che hanno come base scientifica il profitto nella catena agroalimentare, spesso ingannando clamorosamente il pubblico. Ma questo è un altro problema, il fatto è che per singolare coincidenza vince il collaboratore dello sponsor. Il quale, peraltro è stato il primo a congratularsi su Twitter: “Bravissimo #Federico, hai fatto vedere di che pasta sei fatto! I nostri complimenti al terzo MasterChef italiano!”. Se non altro possiamo essere ragionevolmente certi è che Federico Ferrero non è gay.

E non è un fatto isolato: anche l’anno scorso la vincitrice, Tiziana Stefanelli, dedicatasi al poi al dado della star, non era una sconosciuta casalinga di qualche Voghera, ma la consorte di Paolo Girasole, numero uno di Finmeccanica in India dal 2009 fino al marzo del 2012, coinvolto in una opaca storia di tangenti. Anzi la cuoca in persona aveva uno studio, la Stefanelli & Partners legato con una collaborazione esclusiva a uno studio indiano O.P.Khaitan &Co tra i cui soci compare anche l’avvocato Gautam Khaitan, membro di rilevo della sua squadra di corruttori, guidata dallo svizzero Guido Haschke, il quale sostiene di di aver consegnato a Girasole una somma complessiva tra i 200 e i 220 mila euro “per tenerselo buono” ed evitare che mettesse becco nell’opera di corruzione per vendere un certo numero di elicotteri.

Insomma, visto che i piatti nessuno del pubblico li assaggia, c’è forse da temere che qualsiasi orrenda schifezza venga impiattata possa essere giudicata con criteri del tutto extra culinari. Ma a quanto pare, come in tutto il resto, o mangiar questa minestra o saltar dalla finestra.