Anna Lombroso per il Simplicissimus
Non rimpiangiamo l’Andreotti statista..ma ci vorrebbe una delle sue fulminanti battute, come quando definì la popolosa missione di Stato dell’allora presidente del Consiglio in Cina accompagnato da familiari, amici, mami e ballerine, la gita di Craxi con i suoi cari.
Per carità, assuefatti a fioriti e belsiti di ogni schieramento, avvezzi alla sopportazione di ogni sopruso, addestrati ad assistere a sussiegosi abusi e schizzinose prepotenze, potremmo anche considerare un peccatuccio veniale l’affollata partecipazione al funerale di Mandela della presidente della Camera, circondata dall’amorevole corte di fidanzato e collaboratori, della quale dà notizia il Giornale, ripreso solo dal Huffington post, che gli altri media sono restii si sa offuscare l’irradiamento di certe icone pop.
Eh si, altro che Craxi in Cina, a Johannesburg, in aereo di Stato e a nostre spese, per presenziare alla toccante cerimonia mediatica c’è andata una bella comitiva: Letta, la sua signora e il suo staff, cui si sono aggiunti la Boldrini, non invitata ufficialmente – ma perché perdere l’occasione di una gita gratis? – il portavoce, il responsabile della comunicazione, la consigliera delle relazioni internazionali (e relativa scorta) e il compagno.
Infastidita dalla grettezza delle miserabili critiche dei suoi detrattori, la Presidente ha fatto rispondere dal suo ufficio stampa, che in fondo viaggia con lei proprio per essere pronto a dichiarare da ogni dove e su ogni tema, miss Italia compresa, che la Boldrini e i suoi collaboratori “sono stati ospitati sul volo del Presidente del Consiglio dei Ministri“, che “non vi sono state dunque spese di viaggio, né vi è stata alcuna spesa di soggiorno”, e infine che tutto lo staff ” aveva già rinunciato alla corresponsione dell’indennità di missione, in considerazione della particolarità dello storico evento”. Facendo intendere che dove sale uno si può salire in tre, quattro, cinque, che dove mangia uno si può mangiare in due, che a Johannesburg, megalopoli di estesissime bidonville, un posto per dormire gratis si trova facilmente.
E tra ieri e oggi la signora Boldrini, dismesse le cotonature e le stole da sovrana della dinastia Ming, divisa cui ci aveva abituati a conferma della sua imperiale autorevolezza, è comparsa tra noi in versione sobria e addirittura spettinata, senza il tramite di portavoci e ambasciatori, con un paio di dichiarazioni che per il loro esauriente vuoto torricelliano, avrebbero potuto agevolmente essere oggetto di telegrammi di Saragat, raccomandando di attribuire priorità alla riforma elettorale, della quale è stata munificamente insignita, e di non lasciare spazio a populismi e strumentalizzazioni delle manifestazioni che si stanno svolgendo nel Paese.
La giornalista portavoce di potenti organizzazioni umanitarie (si potrebbe ipotizzare più per specializzazione che per affinità e partecipazione emotiva alle loro cause), aveva ostentato un certo stupore in occasione della sorprendente scoperta del Terzo mondo in casa, affrontando come una sfida spericolata qualche malumore popolare, immaginandosi esente da critiche per curriculum professionale e nomina partitica.
Dopo aver gareggiato in atteggiamenti choosy con altre avventizie di governo, in cotonatura con altre elette e eletti, in vanità con altri innumerevoli esponenti bipartisan, la Presidente promette di vincere in esercizio di inopportunità. E sarà questo il motivo per il quale, sia pure impermeabile a critiche e refrattaria ad obiezioni, comincia a sentirsi minacciata da qualche valutazione che potrebbe mettere in discussione la sua edificante immaginetta.
Non basteranno a risparmiarla le irriducibili della superiorità morale di genere, le convinte ultrà della specificità femminile dell’onestà e della sensibilità, le persuase sostenitrici dell’immunità delle donne a farsi contagiare dai vizi del potere. E nemmeno quelli che ancora credono alla diversità della sinistra, talmente differente da non essere più in parlamento.
Che invece la Boldrini è proprio uguale, esemplare perfettamente rappresentativo di un ceto che si sente superiore, quindi inviolabile dalle critiche, quindi non soggetto a regole di comportamento, , quindi autorizzato a discernere tra quanto è lecito o non lecito fare, quindi abilitato a decidere che cosa sia opportuno o inopportuno. Quindi investito dell’autorità di essere più disuguale in tempi di disuguaglianze feroci, grazie alla ferocia di stare collocati più su rispetto agli altri, senza rispetto per gli altri.


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Da quando ho scoperto Anna Lombroso ho ritrovato il piacere di leggere correttezza,verità,cultura.
si Angelo è proprio così come dici tu e i commenti in rete confermano che l’indulgenza realistica o peggio le accuse di sessismo nascondono un’indole a autorizzare e quindi a legittimare per sè comportamenti analoghi, scorciatorie, discrezionalità, familismo e piccola grande corruzione..
Ce la regali Lei, Janos Boka, quella arguta e volontaria.
Ne avremmo davvero bisogno.
Cari eva-lombroso-kinder siete le iconcine-eroine-della-comicita’-involontaria. Grazie.
Chiarissimo ed efficace anche Angelo Kinder. Grazie.
Mah, a me pare che l’oggetto dell’articolo sia abbastanza chiaro, con una Presidente della Camera che dopo aver fatto attendere vergognosamente nell’androne delle sale di Montecitorio Aung San Suu-Kyi, fa rimpiangere persino Irene Pivetti, la quale, pur con gli atteggiamenti da maestrina dalla penna verde che qualcuno ricorderà, almeno interpretava il suo ruolo super partes con la dovizia richiesta. La signora cotonata, il cui parrucchiere combutta con l’illustratore delle copertine di Vanity Fair nell’abuso di Photoshop, invece bacchetta sempre i discoletti che non si confanno alla sua parte politica, per non dire che il tempo contingentato degli interventi in Aula, magic-einsteinianamente si dilata per esponenti di pd, Sel, SC, NCD e si accorcia per M5S, Lega, Fd’I e tutti quelli che non sostengono la maggioranza, indipendentemente dal peso politico che hanno queste forze.
Ma, al di là di dell’inaccettabile parzialità della peggiore Presidente della Camera degli ultimi 152 anni, concordo con lo spirito dell’articolo che si legge in filigrana. Forse è il tempo che qualche iconcina di Donna-di-Sinistra-per-bene, la cui superiorità di genere in politica mi sembra ancora tutta da dimostrare (e l’esempio di Boldrini non porta sicuramente argomenti all’uopo, aridatece Nilde Iotti!), personaggi che l’autrice di questo bel Blog ha riassunto con la geniale formula di “Senonoraquandiste”, insomma quella folta schiera di signore ‘gauchistes’ tacco-12 che inondano i media della loro non sempre politicamente fondata presenza (dalle poltroniste di Vespa, la ‘dernière cri’ del fenomeno sono le renziane, ultima a salire sul carro la veltronian-d’alemian-franceschinian-bersanian-lettian Marianna Madia, oltre le new entry boschi-picierne-morani, molto glamour e zero idee politiche valide, in questo assolutamente in linea col loro mentore); è tempo, dicevo, che certe iconcine-eroine scendano dal piedistallo costruito dalle Conchite De Gregorio, dalle Barbare Serra, dalle Marie Latelle o dalle Gruber vestite Armani di turno. In questo poco edificante quadro sono esemplari le storie di false figurine quali Rosy Canale e Carolina Girasole, eroine dell’anti’ndrangheta da baraccone (l’Unità ha praticamente affossato la notizia, Europa, lasciamo perdere, La Repubblica l’ha nascosta tra le interne, con un richiamo mini in prima pagina, nell’articolo ripreso a malavoglia la parola-chiave “pd” è comparsa una sola volta…).
Forse è il caso di chiedersi per quale Sinistra hanno votato quei signori che hanno speso due euro per le Primarie la settimana scorsa (i berlusconiani erano una foltissima schiera, per cui possiamo ben immaginare per quale Sinistra abbiano votato…). Ma io sogno un Paese che invece che renziane, bersaniane ecc., magari si dotasse di una personalità femminile con statura politica propria, sarei tanto felice di dirmi Maria-Rossiano o Giovanna-Bianchiano. Una anti-Merkel, un’anti-Marine Le Pen, magari di Sinistra tacco-rasoterra, la sogno davvero.
non ho capito esattamente l’oggetto dell’articolo, tanto meno quali siano e siano stati i tuoi politici di riferimento….
vabbè sfogarsi di solito fa bene.
L’ha ribloggato su umpkkete ha commentato:
Non mi stupisco più, ma non sopporto più. un esempio? dopo aver sentito la balle del “abolito i finanziamento pubblico ai partiti” ho vomitato. La rabbia mi spacca lo stomaco. Li denuncerò, TUTTI, per farmi pagare le cure mediche? Intanto sono IO CHE PAGO IL DENTISTA A LORO E AI LORO FAMILIARI….
Eva, amica mia, come immagini sono regali molto esclusivi.. pare che essere presi per i fondelli sia un istinto che accomuna molti.. nel migliore dei casi.. Pa altri, temo molti, è il modo più ipocrita per legittimare e autorizzare comportamenti analoghi, su scala, naturalmente
Novelle avventure delle gran dame di sinistra: come di spocchia si può far morire ogni credibilità.
Grazie, Anna di questi graditi doni sotto l’albero laico – un po’ spelacchiato – di questo Natale.