iussoliAnna Lombroso per il Simplicissimus

Lo ius soli, in Europa, non è presente “se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate”. Lo scrive il leader del Movimento 5 Stelle, in un post sul suo blog, nel quale chiarisce che in Italia, “se si è nati da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni”, lo ius soli è già un fatto acquisito. E in fondo, ma cosa vogliono?: “Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano”. Tornando su quella che lo scorso anno aveva definito una “questione priva di senso”, il leader che pensa che l’Europa sia una camera a gas , colloca lo ius soli tra quei “temi sensibili” che dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con i partner e raccomanda di rimandare le decisioni a una consultazione referendaria.

C’è sempre da aver paura quando gli incendiari diventano pompieri, reclamano prudenza, riflessione e cautela, i motivi non sono quasi mai nobili. In questo caso il grillo urlante, mutua le abitudini inveterate della Lega di opposizione e di governo, di populismo e di razzismo, facendoci intendere che ascolta e rappresenta la pancia dei cittadini. Ma in realtà ne suscita gli umori più neri e più tossici, pesca nel marcio più torbido degli istinti e delle paure che consumano chi rivendica una superiorità, proprio quando sta scivolando della perdita di identità e nella povertà, in modo che possa rifarsi con la sopraffazione, l’arbitrarietà, il sopruso esercitato sui deboli e se sono bambini meglio.
In questo caso non stanchiamoci di dire che si tratta di atteggiamenti e convinzioni, non solo xenofobe, razziste, autoritarie, ma anche francamente cretine: questo Paese è vecchio e largamente morto, come proprio lui non si perita di rinfacciare al ceto dirigente. Ha bisogno di giovani, di bambini, di donne, di persone e di forze fresche che contribuiscano con il pensiero, le idee, il lavoro, le tasse, la conoscenza, gli innesti, le poesie, le canzoni, i piatti, tutti nuovi e che si mescolino coi vecchi, come deve essere la cittadinanza.

Non credo che il movimento 5stelle sia monolitico, difatti Alessandro Di Battista, che ha già dimostrato una vis politica e civile encomiabile, si è dissociato. Ma temo invece per la velenosa omogeneità di un fronte referendario contro lo ius soli che coagulerebbe il peggio della società, misoneismo e neo liberismo, fascisti e futuristi, quelli per i quali l’antifascismo non è necessario e quelli che pensano che i diritti siano optional cui è ragionevole rinunciare i tempi di crisi. Un referendum che come nella sua natura abrogativa, cancellerebbe quel poco che resta di morale e civile e democratico, rappresentato dalla Costituzione, che forse è meglio non badare a spese e abrogare quella tutta intera. Che metterebbe insieme la Mussolini e Grasso, preoccupato che gravide si affidino a un gommone per venire a partorire qui, per quella commistione feroce tra destra sfacciata e sgangherata e legalismo autoritario, quello che funziona a intermittenza e possibilmente coi deboli.
Chiunque abbia frequentazione di bambini, sa che per loro il problema non si pone, che l’attenzione a certe differenze è una malattia degenerativa dell’età adulta, alimentata dall’ignoranza e favorita dalle crisi, che alimentano crociate di poveri contro altri poveri per affermare il perverso primato del bisogno.

Ma è anche vero che c’è una sinistra, che si rifà a valori di uguaglianza, solidarietà, giustizia e libertà, senza popolo, perché si è persa e l’ha perduto. E c’è un popolo senza sinistra, persuaso che si tratti di stelle polari inutili, sostituite da radar, laser, luci che vengono da altri soli, quelli del profitto, del mercato, del possesso, dell’accumulazione.
Forse a quei bambini che nascono per caso qui, questo “qui” non conviene. Non tutti i bambini vengono al mondo voluti, ma loro arrivano in un mondo che li condanna preventivamente ad essere indesiderati.