I cavalieri dell’ipocrisia

ipocrisiaAnna Lombroso per il Simplicissimus

“Nulla da eccepire sulla figura specchiata del candidato M., ma …”. “Non abbiamo alcuna riserva sull’uomo P., del quale ammiriamo incondizionatamente le qualità intellettuali e morali. Ma…”. “Nutriamo una profonda ammirazione per la persona dell’On. B, che stimiamo e ammiriamo, ma…”.
Tra le molte umiliazioni inferte all’intelligenza dei cittadini dai “grandi” elettori (cui non attaglia lo slogan proverbiale del pennello Cinghiale, che di grande non hanno proprio niente) vanno annoverate certamente anche le fantasiose acrobazie verbali cui hanno fatto ricorso i cavalieri dell’ipocrisia per motivare il fermo diniego al voto di illustri proposte, da Marini, a Prodi, ma soprattutto a Rodotà, per il quale impudentemente si è armeggiato perfino intorno alla povera e reietta costituzione.
Come se l’onestà intellettuale fosse una qualità trascurabile rispetto alla distrazione del pubblico o privato denaro, nel caso di Marini, mai accertata, peraltro, in virtù della negazione dell’autorizzazione a procedere. Come se la coerenza fosse un risibile optional. Come se l’appartenenza – perfino l’ “insegnamento” – a una scuola di pensiero fosse un fastidioso residuo del tempo finito delle ideologie. Come se la competenza, di tecnici o no, non fosse una qualità integrante e un bene prezioso della persona, conquistato con esperienza e studio, e senza la quale vengono compiute scelte lesive dell’interesse generale. Come se la laicità rappresentasse la più sofisticata forma di integralismo, da respingere in favore di un esibito massimalismo rassicurante.

Da ora in poi, dato fondo a tutto il possibile repertorio, ci aspettano motivazioni ancora più sconcertanti: l’indicazione della base ci spinge a non votare candidati il cui cognome inizia con la lettera D. I nostri costituzionalisti hanno confermato un’interpretazione del dettato della carta, che sconsiglia la preferenza per personalità politiche che fumano la pipa, hanno gli occhi azzurri, preferiscono la bicicletta. Ma soprattutto per candidati che esplicitamente fanno riferimento alle stelle polari della sinistra, che mica vorrete solidarietà, equità, libertà, rispetto dei diritti, tutti fardelli dell’arcaico passatismo e ostacoli alla libera iniziativa e alla dinamica modernità?

Ma non si era ampiamente sdoganato il pregiudizio arbitrario e il legittimo impedimento nei confronti di personalità dai comportamenti fortemente esuberanti, vizi privati assurti a pubbliche intemperanze, usi ipersessuali unanimemente riprovati, esternazioni anche gestuali oggetto di condanna internazionale? considerato ben più censurabili dei conflitti di interessi, della privatizzazione della politica e delle istituzioni, dell’evasione fiscale, delle concessioni a razzismo e fascismo, delle determinazione a trascinare il paese in una crisi tal da giustificare la cancellazione dei diritti, la fine del lavoro in favore della servitù, la manomissione della costituzione, l’abrogazione del welfare, dell’istruzione, del paesaggio e del futuro.

Però voglio essere ottimista magari i “saggi”, i facilitatori, il presidente bis, i riedificatori post rottamatori, i pasticciocrati perfezioneranno le mie ipotesi, magari riusciamo a fare breccia nella loro impermeabile e cialtrona tracotanza, magari la prossima volta dichiarano ineleggibili i candidati che cominciano per B.

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One response to “I cavalieri dell’ipocrisia

  • Philosophus Padova

    Ironia aspramente e persino spietatamente corrosiva ma ben meritata da personaggi che hanno sulla bocca in continuazione la parola responsabilità quasi tentassero di evocare un demone protettore per altro ad essi completamente sconosciuto ed estraneo.

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