Rosella Roselli per il Simplicissimus 

Sono troppo sentimentale… credo di essere incurabile. M’è uscito così, vabbè. “Leggo con piacere stamattina che anche Gramellini s’è svegliato. Almeno sembra. Dopo il mare di ovvietà – seppur illuminate da qualche lampo di vera imbecillità come le infelici considerazioni sul voto, secondo le quali sarebbe opportuna per accedere alle urne elettorali una specie di patente non meglio definita – che ha finora propinato ai fedeli lettori della Stampa, si è alzato questa mattina con ben chiaro in mente che il sottotitolo di ogni suo “Buongiorno” dovrà essere, d’ora in avanti: “Non lasciamoci mangiare!”. Riflessione che pare abbia fatto in seguito alle parole del prete che, officiando il funerale di uno dei tanti suicidi “causa crisi” di questi ultimi tempi, pare abbia detto che “questa società mangia tutti”.

Con buona pace di Gramellini, e anche del perspicace prete officiante, c’è da dire che Pasolini, per esempio, già quarant’anni fa aveva espresso più volte i suoi timori e lanciato l’allarme sui frutti avvelenati del consumismo e del capitalismo rilanciando una nuova resistenza proprio a partire dalla cultura e dalla poesia. E rimanendo nell’ovvio tanto caro a Gramellini prima di Pasolini lo fece Majakowskij. Ed altri ancora. Con ben altra forza e contenuti, con vere dichiarazioni di intenti che per quanto almeno in parte rimaste inascoltate, conservano ancor oggi la freschezza che invece manca tuttora al nostro. Che si accorge di essere troppo “sciolto nel maneggiare la paura”, forse perchè la paura gli arriva di striscio, nella redazione del suo giornale, e solo per sentito dire. Eh si, fa paura sapere che c’è gente che muore per i debiti, che ci sono famiglie intere che campano con solo l’incertezza del futuro da mettere in mezzo a due fette di pane.

Ma forse fa ancora più paura pensare che molti resistono e agiscono per sottrarsi a questo tritacarne, che insieme alla carne distrugge anche l’anima. E propongono e agiscono per creare alternative sostenibili, in tutti i campi. Che pensano che davvero sia possibile un altro modo di intendere la Vita. Non potrà essere fra i primi a saperlo Gramellini, nella quiete del suo ufficio o dello studio televisivo che lo ospita il sabato, non può saperlo chi vive tra le quinte di un palcoscenico impolverato nel vuoto pneumatico di idee. Idee che germogliano davvero come poesie, ma che solo chi fa’ i conti ogni giorno con la realtà riesce ad ascoltare.