Massimo Pizzoglio per il Simplicissimus
Alle esternazioni del più, tristemente, noto fratello Pietro eravamo abituati, alle sue proposte “inconsuete, per essere di sinistra” (cosa che, infatti, nessuno di sinistra ha mai pensato).
Ma la discesa “in video” di Andrea Ichino, in qualità di economista, ce la saremmo anche risparmiata.
Soprattutto quando appare evidente che, interrogato sul commercio al dettaglio in Italia, dimostra di essere fermo ai libri di testo su cui ha studiato, ormai parecchi anni fa.
Facendosi scudo del titolo di professore, dell’essere stato allievo prediletto di Monti (non il traduttore dei traduttor d’Omero, l’altro), di essere andato a studiare negli Stati Uniti (manco fosse, di per sè, un merito), il nostro parte in quarta sulle liberalizzazioni del commercio, sui lacci e lacciuoli, sugli ostacoli alla “libera” concorrenza dovuti a leggi arcaiche tipicamente italiane, dimentico, o non aggiornato (forse allora era negli States), della legge Bersani (quando ancora decideva qualcosa) del 1998 sulla liberalizzazione del commercio al dettaglio, che molti di quei lacci e lacciuoli li scioglieva più di dieci anni fa.
Unico, isolato e sparuto esempio di liberalizzazioni in Italia, quindi, a modo suo, rimarchevole.
E, minor Ichino, continua con una filippica sulla concorrenza che migliora ogni cosa (come in America), sull’impossibilità di aprire un’attività in tempi ragionevoli (come in America), sulla frustrazione dell’inventiva imprenditoriale in Italia (invece che in Amarica), ignorando sistematicamente le obiezioni degi addetti ai lavori, dall’alto della sua carica professorale.
E dimostrando, se ce ne fosse stato bisogno, il totale distacco dalla vita reale, ma, soprattutto, piegando la “realtà” alla conferma delle sue teorie (e neanche sue, ma vecchie e ammuffite).
Il che non sarebbe neanche originale o raro, se non fosse che è professore di econometria, cioè della visione “pratica” delle teorie economiche.
Che è stato allievo dell’attuale Salvatore della Patria ed è fratello di colui che vorrebbe indirizzare la futura politica del lavoro per il PD, che della “vita reale” degli italiani si occupano e ne determinano le sorti.
Ma il clichè dei “professori di vita” di cui è costituito il governo e di cui ci si contorna con voluttà è questo.
E diventa difficile sentirsi rassicurati da “cotanta scienza”.
(Resta una domanda: perchè non torna in America?)


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a proposito di professori e di lavoro…
http://www.reset-italia.net/2011/12/18/la-fornero-i-totem-e-il-lavoro/
è il momento di affidare il paese a un docente di computisteria.. Chissà se Nettuno ne ha uno da prestare alla politica
Gli economisti, ormai è chiaro, sono personaggi con il compito di giustificare a posteriori qualsiasi stronzata decida il padroncino che li paga. Ho perfino sentito in TV un imbecille – non ricordo il nome, disperso nella fila di titoli di studio e di obbedienza atlantica che sputazzava orgogliosamente – rispolverare addirittura la teoria del trickle-down reaganiano. Cioè che tagli le tasse ai ricchissimi, loro spendono di più e man mano tutti si arricchiscono. Come in America. Che infatti è al collasso economico e si mantiene in piedi solo grazie ai prestiti cinesi.
MEGLIO IL NOSTRO TONINO CHE AVEVA SCOPERTO PRIMA DEGLI ALTRI……” IL MOSTROOOOOOOOOOOO””” CHE SI annida anche nella nostra cosiddetta “”””” SINISTRA””””….
Lui e suo fratello evidentemente non hanno mai lavorato, lontani anni luce dalla realtà.