Rosella Roselli per il Simplicissimus
E’ la rivincita delle buone maniere, ce lo dovevamo aspettare. La pacatezza e la robotica determinazione sono il vecchio che avanza e sovrasta. E ci fa sentire inadeguati, noi che le buone maniere le abbiamo imparate e dimenticate gioiosamente, sostituendo ad esse il rispetto, quello vero per chi lo merita, la compassione autentica, le emozioni, le passioni,la rabbia.
Perchè succede di arrabbiarsi, a quelli come me, distanti, diversi, sempre dimenticati. Che la voce l’hanno persa per il troppo gridare nelle piazze o per la frustrazione di anni trascorsi ad accumulare debiti e sacrifici. Fa paura questo silenzio, questa atmosfera che odora di sagrestia e anticamera, questo potere sempre più lontano dalle nostre vite, ridotte a numeri per fare cassa.
Aspettando. Mi sono chiesta se non sia stato controproducente il nostro furore, e l’amore, se non abbiamo disturbato con le nostre speranze e i sogni, con le nostre canzoni e i desideri. Se non abbiamo creato scompiglio più che i bimbi in cortile – adesso via però, che è l’ora del silenzio!- . Finora abbiamo imparato le regole nel modo più duro, subendole. Ma nonostante tutto penso che sia, ora più che mai, il momento di fare ancora più rumore, di ricordare tutti e a noi stessi che ci siamo e viviamo.
E che ci piace interrompere le lezioni e far domande, cercare soluzioni differenti, attuarle persino, partecipando attivamente, sempre. Come sappiamo fare, come possiamo fare. Prima che questo nostro adeguarci a nuove imposizioni ci costi ben più caro di una muta riprovazione e di un’alzata di sopracciglio.


RSS - Articoli


Bellissimo e sintetico Descrive perfettamente il mio stato d’animo e mi fa sentire il tanfo di sacrestia e le ipocrite buone maniere della mia triste educazione suoresca che tanto mi ha rovinato l’infanzia. E appena sento quel tanfo mi ritengo fortunata per aver dimenticato certe buone maniere untuose e inartapecorite, I fantasmi mummificati delle mie false e rapaci educatrici li ho inceneriti da lunghissimo tempo e non li posso accettare nuovamente nemmeno per pochi attimi. Indipendentemente dalla ondanna per la volgarita` fracassona e l’immoralita` precedente. Ma qusta e` forse una moralita`piu` morale?
Grazie, meraviglioso articolo. Condivido questa spiazzante inquietudine di fondo. Ci siamo svegliati da un lungo sonno, anche i più attivi e combattivi, da un periodo in cui si faceva fatica ad accettare certi soprusi, per poi scoprirne sempre di nuovi. Un po’ come il Sigismondo di “La vita è sogno” di Calderon De La Barca, ed è un augurio.
disturbiamolo pure! con antenne sempre accese e megafono e magari chiediamogli di comunicare tramite una pagina su fb …però non fingiamo di dimenticarci chi c’era al posto suo e dove saremmo arrivati…ciao