Esattamente un anno fa, il 3 novembre del 2010,  Il Tempo, che definire giornale di regime è fin troppo dignitoso, scriveva: “Nei giorni scorsi si è saputo che i Btp italiani sono ormai annoverati, con i Bund tedeschi e gli Oat francesi, in un paniere di titoli europei sicuri rispetto ai quali si misureranno le differenze di rendimento delle obbligazioni a rischio, pubbliche e private. I famosi spread. Cose da addetti ai lavori? Non proprio: avere titoli sicuri è un sollievo per le casse dello Stato, ma anche per i portafogli delle famiglie”.