Pensione a 67 anni. E la sinistra tace

Come era immaginabile alla fine ci rimetteranno gli italiani che hanno lavorato una vita o quelli che sono stati licenziati: l’età pensionabile sarà alzata a 67 anni  o giù di lì nonostante la commediola leghista ad uso elettorale. 67 anni  come in Germania. Anzi no come ci fanno credere che sia in Germania dove si può andare in pensione anche un decennio prima perdendo lo 0,3% della pensione per ogni anno di anticipo. E potendo cumulare altri redditi.

Un piccolo inganno dentro una grande menzogna che la casta politica e l’establishment italiano, economisti di chicago compresi, stanno propalando da anni. E la mancanza della maiuscola per città simbolo del neoliberismo è voluta. Infatti tutte le analisi ci dicono, che al contrario di quanto avviene in altri Paesi, il sistema pensionistico italiano sarà stabile almeno fino al 2050 continuando a pesare sul Pil   più o meno per la stessa percentuale. E questo senza tenere conto sia dell’apporto dell’immigrazione, sia della nuova normativa per le donne, sia soprattutto del fatto che sul capitolo pensioni grava tutta una serie di prestazioni assistenziali che fanno parte di un welfare opaco, non dichiarato e spesso di scambio. Certo Se il pil diminuisce o rimane al palo la cosa cambia, ma questo è semmai dovuto alla mediocrità delle stesse classi dirigenti che chiedono sacrifici alle fasce deboli per non farli loro.

In sé non sono sfavorevole a un’aumento graduale dell’età pensionabile, visto l’allungamento medio della vita, anche se è un concetto improprio che andrebbe sostituito con quello dell’attesa di vita. Ma questo va fatto intanto preservando il diritto di decidere dei singoli, inventando delle forme nuove per un’uscita graduale dal lavoro, non impedendo ai giovani di subentrare e soprattutto non inventandoci patacche quando si sa benissimo che l’espulsione dal lavoro nelle imprese si aggira attorno ai 55 anni.

Non è che manchino problemi, ma certo l’ultima cosa a cui pensare per uscire dal disastro è proprio quello di aggredire il sistema pensionistico con la scusa che costa troppo o con quella terribile bugia del patto generazionale che semmai dovrebbe prevedere una diminuzione dell’età pensionistica . Francamente basta, la scelta è abbastanza chiara: si mette mano alle pensioni per non dover affrontare finalmente la gigantesca evasione fiscale istituzionalizzata.

Ecco allora la domanda alle forse di opposizione e soprattutto a ciò che resta della sinistra, visto che personalmente non me ne frega nulla che siamo commissariati o delle dichiarazioni tipo “siamo all’ultimo giro” : si è d’accordo con il massacro delle pensioni per preservare l’attuale livello di evasione? Si vuole combattere una battaglia contro questa logica o invece si è completamente dentro di essa e magari si è felici che il macello lo faccia qualcun’altro? Nel nostro continente condividiamo soltanto con Grecia e Ungheria la mancanza di tutele come il salario di disoccupazione (di durata indefinita) e le molte garanzie ad esso collegate: vogliamo davvero prendere a colpi d’ascia più di quanto non sia stato fatto finora, l’unico settore, che oltre alla sanità, ci tiene collegati all’Europa?

Fatecelo sapere. Per carità con vostro comodo.

 

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7 responses to “Pensione a 67 anni. E la sinistra tace

  • Isabella Milani

    Voglio assolutamente andare in pensione quando è ora.
    Prima di diventare vecchia.
    Prima di perdere la dignità.
    Prima di fare danni.
    (….)
    Sognavo di riprendermi la mia vita a sessant’anni. O prima. (…)
    Era meglio se nascevo contadina. Mi sarei svegliata al canto del gallo e sarei andata a letto con le galline, rispettosa dei ritmi della natura. Avrei lavorato duro, ma sarei vissuta all’aria aperta e, quando fossi diventata troppo vecchia per i lavori dei campi, nessuno mi avrebbe obbligato a fare quello che non potevo e avrei dedicato il mio tempo alla casa, a fare la polenta e a raccontare favole ai bambini.
    Non lavoriamo per vivere, in realtà, ma per rendere i ricchi più ricchi. Per comprare cose inutili. Tutto il sistema ci rende schiavi di necessità che non sono vere necessità. Ci convincono che ci servono e ne diventiamo schiavi.

    Il resto è qui:
    http://laprofessoressavirisponde.blogspot.com/2011/12/voglio-andare-in-pensione-quando-e-ora.html
    E qui:
    http://laprofessoressavirisponde.blogspot.com/2011/12/voglio-andare-in-pensione-quando-e-ora_09.html

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  • gabriella liberati

    non ho più parole,ogni giorno con la complicità dei giornalisti(che vanno in pensione tranquillamente con 35 anni di contributi)televisivi e della carta stampata in una gara al massacro non si fa altro che parlare di pensioni.Un giorno ci dicono 63 anni e fino a 67 (con varie penalizzazioni),questa sera la perla:43 anni di contributi.
    Sono disgustata.Stanno giocando con la pelle degli italiani allavigilia di Natale per di più, così ci avvelenano anche il panettone.Ci propineranno scene stucchevoli,benedizioni papali,bambini affamati d’Africa,come prima solo cronaca nera e paillettes,parleranno di tutto meno che di noi,cittadini in carne ed ossa che dobbiamo subire tutto e vivere nella paura quotidiana,giorno per giorno,nel terrore che quel mostro della Fornero si potrà inventare qualunque nefandezza e nessuno sarà lì a difenderci.Quanto possiamo odiarli!!!!,non ci sono parole.Avevamo bisogno di questi scienziati!Prima abbiamo sofferto Berlusconi per 17 anni e adesso….. e la Sinistra che fa la sinistra,ci risparmiassero la mistica dei sacrifici,non celo devono spiegare loro che non ne hanno mai fatti,non dicano che lo fanno per salvare l?Italia perchè non ci crede più nessuno,ho strappato tutte le tessere che avevo,almeno risparmio qualche soldo.Me ne ricorderò al momento del voto come tutti coloro che stanno subendo l’ultimo scippo:quello sulla vita.

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  • Anonimo

    ho sempre tenuto presente che questo governo di centro-
    destra era poca cosa, e tutti i nodi lo stanno a confermare.
    ma mai e dico mai mi sarei aspettato di sentire rosy bindi
    ieri sera sulla tv.la sette dire sulle pensioni a 67 anni
    se ne puo’ parlare a patto che via il berlusca.
    che desolazione che vergogna anche sul lato sinistro.

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  • domenico dragone via abruzzi 3- 20090 segrate / mi

    sono dal 04 .dicembre 2008 al 05. dicembre 2009 in cassa integrazione straordinaria, poi licenziato la crisi persiste.
    dal 05 dicembre 2009 sono in mobilità , dai conteggi fatti dovevo andare in pensione a maggio del 2012 . poichè ho superato i 50 anni spettano 3 anni di mobilità,.sono nato a marzo del 1955 , ho 56 anni.
    domanda se sono a casa dal dicembre 2008 perchè è stata alzata ancora a 41 anni per andare in pensione ?
    se io non lavoro e sono in mobilità come faccio a raggiungere l’età pensionabile.
    adesso percepisco circa 830 euro mensili, finita la mobilità cosa faccio? chi mi paga l’anno che devo aspettare la pensione ?
    avevo lavorato per 37 anni vi sembrano pochi?
    vorrei delle risposte in merito, è giusto che se sono in mobilità e non potendo lavorare , la famosa finestra viene alzata ancora per un anno.
    politici e sindacati ,mi date delle risposte .grazie

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  • Agi Berta

    Ottimo articolo! Come sempre.
    Grazie per aver chiarito in modo perfetto come viene manipolato una notizia parziale: in Germani si va in pensione a 67 anni.
    In Ungheria il governo di Orban con un colpo basso, da un giorno all’altro aveva nazionalizzato le pensioni private. Servivano i soldi per dimostrare una certa crescita. Ora l’economia di nuovo è in declino, i soldi sono stati spesi e i futuri pensionati interessati a questo fondo avranno le pensioni decisamente ridimensionate. Punto.

    Ancora un pensiero, questa volta personale. Mi sembra giusto che io vada in pensione a 65 anni….anche se molti miei coetanei godono il poco meritato riposo dopo appena 19 anni di lavoro. Anzi, dopo 15 anni di lavoro con il riscatto degli anni universitari.
    Ma mi terrorizza l’idea di dover resistere fino a 67 anni. Dopo una certa età gli anni pesano di più. Specialmente in un paese dove le donne sono i principali ammortizzatori sociali: sostituiamo gli asili, inesistenti per i nostri nipoti, le case da riposo per i nostri vecchi ecc.
    Sono una insegnante. Ho due figlie all’università. Vivo con mia madre che necessità cure costanti, ma nonostante il certificato di gandicap al 100% non le è stata riconosciuta l’accompagnamento. Cosi da 4 anni prendo cura di lei da sola. Sono stanca. Molto stanca.

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  • itesoridiamleta

    La sinistra? perchè esiste ancora una sinistra? e dov’è? Io non la vedo 😛

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  • Maria Verdi

    La seconda che hai detto: ” Si vuole combattere una battaglia contro questa logica o invece si è completamente dentro di essa e magari si è felici che il macello lo faccia qualcun’altro? “

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