Berlusconi sta cercando un nuovo nome per il prossimo partito visto che Pdl secondo il premier non emoziona e non commuove. Oddio, non so quanto sia vero, a me suscita delle emozioni, tanto che non posso leggerlo prima e dopo i pasti, ma comunque il Cavaliere vuole qualcosa di coinvolgente. Certo non è facile tanto che la stessa Unità sta cercando di dare una mano al premier in questa affannosa ricerca.

Ma non voglio far mancare anche il mio modestissimo aiuto allo sforzo di Publitalia: dopotutto ricordo gli appassionanti tempi di Banale 5 e di Corri a casa in tutta fretta, c’è un piscione che ti aspetta. Per non dire di striscia la novizia.

Si bisogna dire che è una sfida divertente. Al Cavaliere, si sa, sarebbe piaciuto Forza Silvio o Forza Gnocca anche se il primo è stato cassato per paura  di reazioni troppo emotive ai seggi  con imbarazzanti conseguenze  e il secondo per l’eccessiva goliardia che non si addice a chi organizza “cene eleganti e corrette anche se divertenti e allegre”. Per la verità non è che la soluzione gnocca dispiacesse a tutti e sono state proposte diverse varianti, ma quando la Gelmini ha suggerito Forza Minchia in consiglio dei ministri, è caduto il gelo. La ministra dell’ istruzione non ha ancora capito perché, ma questa soluzione è stata definitivamente abbandonata.

Viva l’Italia sarebbe buono, ma potrebbe trovare delle resistenze nella Lega e portare alla necrosi del dito medio di Bossi.  La stessa cosa accadrebbe con Fratelli d’Italia, mentre Popolo d’Italia è un po’ troppo mussoliniano, farebbe apparire il miglior presidente del consiglio degli ultimi centocinquant’anni, come una velina della Stefani, che per Silvio sarebbe davvero il colmo.*

E allora si fa dura. Fede ha suggerito Fott’Italia, conciso, cantabile… e fott’italia tattaratattà… ricordate? Un programma personale ed economico che va incontro alla semplificazione. Altri dell’entourage preferirebbero Fatt’Italia che andrebbe a sottolineare  il tratto volitivo anche se in modica quantità. Però anche qui ci sono delle difficoltà: monsignor Bagnasco non ritiene opportuni questi nomi, nonostante l’ampia possibilità di contestualizzare. Il presidente della Cei ha fatto sapere in via confidenziale, tramite Gianni Letta, che preferirebbe qualcosa come il Papi buono oppure Vota pro nobis. Ma il segretario di stato vaticano, Angelo Sodano non è molto d’accordo con questi interventi impropri: pare infatti che il Papa stia preparando l’enciclica Ite rissa est.

Gli esperti di comunicazione pubblicitaria stanno studiando queste soluzioni, ma non sarebbero pienamente soddisfatti, anche perché le le sigle derivanti, sono poco incisive e potrebbero confondere Foi, Fai, Ppb, Vpn. E poi manca il nome di Silvio, il popolo, l’idea di movimento. E stanno mettendo assieme nuove proposte. Piacciono molto Silvio Italia e Movimento Silvio Italia che darebbero tra l’altro ottime sigle come SI e MSI. Però il primo sembra un nome e cognome un po’ sfigato e il secondo, a detta di qualcuno, farebbe venire il mente il su e giù oltre ad avere problemi di copyright.

Nessuno rinuncia comunque a dire la sua. Il circolo letterario di dell’Utri, lo Sturm undrangheta, mentre è impegnato a scrivere un autentico diario di Silvio, ha fatto giungere a Palazzo Grazioli alcuni pizzini con dei suggerimenti per il nome del partito: Liberalità organizzata e  Più Pil per tutti. Non sembra siano molto piaciute. La parte democristiana del Pdl storce un po’ il naso di fronte a queste trovate e vorrebbe qualcosa di più scontato e tradizionale, visto anche il tipo di elettorato, sulla falsariga de  il Popolo di Silvio, Berlusconi presidente, Popolo e libertà. Però verrebbero fuori sigle inquietanti, come PS o Pds, BP (e ci mancherebbe che la British petroleum facesse causa), insomma non mancano i problemi. I ciellini da parte loro pensano a un ritorno alle origini e insistono su un nome – slogan che a loro piace molto: Liberi e Corti, dal vecchio degasperiano liberi e forti. Ancor meglio Corti e Liberi che farebbe di sigla cl. Una proposta troppo di parte però.

In mezzo a questo  brain storming  ha suscitato simpatia e perfino commozione la letterina di una nipotina del gran Mogol di Babur, Mica Teladogratis, nella quale si suggerisce Un $ilvio per tutte. Forse non è granché però Mica è ancora minorenne, una ragazzina e in questo caso più che la proposta vale il pensiero. Del resto sui siti del Pdl molti ragazzini si esercitano con wiwa. Silvio.it , oppure iSilvio, insomma cose dell’ultima generazione, tra cui spicca un carinissimo simbolo con la faccia sorridente del Cavaliere e il nome del partito, Phottoshopping.

Di nomi ne girano centinaia e certamente al premier farà piacere questa partecipazione, ma con tutta probabilità prevarrà la geniale proposta del guru californiano della pubblicità, Dick Head, che fa piazza pulita di ogni stereotipo e deja vu elettorali. Secondo Head più di due parole confondono inutilmente l’elettorato di riferimento che ha invece bisogno della massima semplicità. Così dopo un intenso programma di focus group condotti in varie città italiane ha stabilito che il nome di maggior successo sarebbe semplicemente Partito! Secondo il guru otterrebbe il 78 per cento dei voti.

 

*il Popolo d’Italia era il giornale fondato da Mussolini e l’organo del regime per eccellenza. L’agenzia di stampa Stefani oltre ai dispacci faceva pervenire ai quotidiani le indicazioni su come e quali notizie trattare, quanto spazio dare e via dicendo. Operazione questa svolta anche dal Minculpop. Le disposizioni  erano scritte su carta velina e da lì il significato di notizia “suggerita”.