Questo Paese, in linea con le prodigiose trasformazioni introdotte dal premier, ha anche la sua eroina a ore. La signora Prestigiacomo, divenuta ministra dell’ambiente, nonostante la tradizione familiare dallo zio Santi Nicita (qui) in poi, la porrebbe tra i  devastatori del medesimo, ha fatto ancora gran rifiuto: ha dichiarato che non voterà la legge di stabilità.

La ragione è semplice: Tremonti ha praticamente cancellato il ministero attribuendo fondi per soli 120 milioni, a parte i 360 necessari al funzionamento della macchina amministrativa e con così pochi soldi non sarà possibile fare nulla. Il che, in riferimento a quanto le aziende di famiglia stanno combinando nell’area del petrolchimico di Gela, grazie a Stefania e alle solite scatole cinesi societarie, forse non è del tutto negativo (qui). Sarà ma guarda caso, Siracusa, città natale della ministra dell’ambiente, è anche quella più inquinata d’Italia.

Purtroppo però la Prestigiacomo non è nuova ai litigi con Tremonti che rientrano dopo poche ore senza che la ministra abbia mai ottenuto nulla. Diversi scontri che poi vengono ricuciti grazie alla mediazione di Gianni Letta e a una suadente telefonata di Berlusconi. E’ stato clamoroso il dissidio del 22 dicembre dell’anno scorso: la mattina la ministra Prestigiacomo ha dichiarato di voler passare al gruppo misto per il mancato rinvio dell’articolo 5 della proposta di legge sull’imprenditorialità e il sostegno al reddito. Avrebbe mantenuto la poltrona ministeriale (cà nisciun’ è fesso) ma avrebbe abbandonato il Pdl.  Però la sera stessa, dopo la telefonata del premier, tutto è rientrato come se nulla fosse accaduto.

Nel frattempo però qualche giornale on line, ne aveva fatto una Giovanna d’Arco, una ribelle che si oppone all’arroganza del governo. Purtroppo era semmai Giovanna d’Arcore, un’eroina a ore che ci mette poco a capire dove stia il proprio interesse.

E se volessimo dare un senso a questo interesse che non è soltanto quello di svettare sulle poltrone ministeriali e magari di prendersi una laurea triennale a 40 anni suonati presso la prestigiosa Libera università Maria Santissima Assunta, (immagino a tempo indeterminato), basta solo questo quadretto:

La signora Prestigiacomo detiene quote piuttosto alte  di almeno 3 società: Fincoe Srl, Ved Srl (di proprietà di papà Prestigiacomo, con sede a Priolo, Siracusa) e Coemi Spa (ancora Priolo). Quest’ultima è un’industria elettromeccanica con clienti altolocati:  Enel, Enel Produzioni, ErgRaffinerie Mediterranee, Isab Energy, Air Liquide, Esso Italiana, Sasol, Snam Rete Gas Messina 

Chissà perché la cosa non mi stupisce. E non mi stupisce nemmeno che l’area siracusana, enormemente inquinata abbia infrastrutture idrauliche per il riciclo delle acque reflue di assoluta eccellenza. Il governo ha stanziato una cifra intorno ai 770 milioni, per il recupero ambientale del polo industriale (Priolo, Augusta, Melilli) di cui la gran parte vanno a questi impianti gestiti dalla Ias, l‘Industria Acqua Siracusana. Dando uno sguardo ai soci aziendali si scorgono nomi e sigle di aziende familiari. Ancora alcuni nomi: Esso Italiana, Isab Energy, Sasol, Polimeri Europa (Eni). E Priolo Servizi, Erg Raffinerie Mediterranee. L’azienda di famiglia più i suoi clienti.

Si, difficile essere eroine per più di qualche ora.