Girano voci che rimbombano nei corridoi e rimbalzano con echi sinistri sui larghi lombi di Giuliano Ferrara: Berlusconi sta pensando ad una formazione politica di appoggio a se stesso (ma guarda che novità) che potrebbe chiamarsi Forza Silvio.  La derivazione da forza italia è evidente, ma avendo nel frattempo portato il Paese allo sfacevo sarebbe stato un tantino controproducente tornare all’antico.

Invece Forza Silvio è perfetto: la politica entra in comunione col corpo mistico dell’autocrate, diventa tutt’uno con i suoi vizi e li esalta. E non mi viene difficile pensare ad Alfano che si prodiga nell’ostensione del premier: “Il corpo di Silvio”. E la platea che risponde: “Meno male che Silvio c’è”. Da fare invidia alle allucinazioni del Cronenberg di qualche anno fa. E  da far angoscia a noi.

Ma non si pensi che “Forza Silvio” sia solo una trovata: in realtà nasconde molti messaggi, è una mappa politica, un programma occultato, come nei migliori romanzi che si leggono nei peggiori bar di Caracas, un Codice da Vinci condensato in poche parole. E infatti anagrammando il nome della nuova formazione abbiamo il senso dell’operazione ad personam: “forza il viso” non è soltanto un incitamento al chirurgo estetico, ma un invito a fare della faccia la sostanza e il motore delle elezioni. Infatti vi si può leggere anche “forzavo il si” , l’intenzione di accaparrarsi il il consenso con il potere conseguito

Poi viene il programma articolato in due punti essenziali: “Far solo vizi” che è la proposta al Paese di cene eleganti, affari, cricche, evasione, condoni, un denso manifesto di cosa da fare. E poi “forza si vola” che si riferisce alle modalità di attuazione: voli di stato per futili motivi come emblema di sprechi e leggerezze.

E ce ne anche per l’opposizione: dietro l’anagramma “sforzi viola” si legge l’intenzione di tenere d’occhio soprattutto le iniziative dei cittadini, piuttosto che le formazioni parlamentari sempre aggirabili con qualche acquisto, con qualche ninnolo pio. Non c’è che dire c’è un progresso evidente rispetto al popolo della libertà che nascondeva come significato solo  l’anagramma “balle del polo porti” . Un grande evoluzione politica.