Largo alle nuove generazioni. Finalmente. E così se Alfano aureo ex ministro della giustizia ad personam ora siede alla destra del Papi per buona condotta, anche Totò Riina il giovane, è stato scarcerato  e mandato a casa, a Corleone.  Sempre per buona condotta.

Forse si tratta di una nuova guerra di mafia perché non appena il riinuccio ha respirato l’ aria di casa, un pentito, Luigi Rizza ha fatto sapere che il pargolo progettava un attentato contro Angelino Alfano per via dell’inasprimento del 41 bis. O meglio è saltato fuori che lo aveva riferito nell’aprile scorso, senza che però la cosa fosse trapelata o che qualcuno si sia data la pena di accertare la circostanza e il giro di pizzini tra mafiosi dietro le sbarre. Forse per non turbare le reciproche buone condotte.

Chiamiamola ingiustizia ad orologeria, ma le coincidenze sono così sorprendenti che potremmo dire “cielo, la realtà supera la fantasia” come pensosamente direbbe la casalinga di Voghera, prima di far cadere la gonna. Oppure potremmo credere che la fantasia sta ammazzando la realtà.

Forse a Corleone Riina jr ci sta troppo bene e con questa nuova faccenda magari qualcosina la dice ai magistrati. Forse Angelino era stanco che nessuno se lo filasse e invece ora ci ha pensato la mafia a fargli gonfiare il doppiopetto: adesso è persino degno di un attentato invece del solito tentato processo breve. Ma sì, che guerra tra cosche, è scoppiata la pax mafiosa: io do una cosa a te e tu dai una cosa a me, come al monopoli.

Ma questo è il vantaggio delle nuove generazioni.