Alla fine credo che non funzionerà. E penso pure che sia ingiusto che funzioni. Parlo del salvataggio dell’Italia da parte dell’Europa che si presenta di fatto come un regalo all’ingiustizia. Non funzionerà perché a parte qualche temporaneo sollievo sugli spread dei titoli di stato, le misure che sono richieste tenderanno a deprimere il pil e dunque a peggiorare la situazione, lasciando il tempo per una lunga agonia . E’ bene che non funzioni perché esse in sostanza vanno a colpire i ceti popolari, i servizi, il lavoro, il futuro di milioni di persone, lasciando intatte, anzi più fiorenti, le possibilità dei ricchi.

“Je ne veux pas payer plus d’impôts pour aider les Italiens riches qui achètent des villas à Cannes”, questo mi diceva qualche giorno fa un ricercatore francese che sta a Nizza e che conosce bene la situazione italiana. E infatti fossi un operaio tedesco o olandese sarei molto incazzato di dover pagare qualcosa per i ricchi italiani. E se fossi un operaio italiano sarei ancor più incazzato di loro per non dire come mi sentirei se fossi un precario o un disoccupato che oltre a non avere nessun salario di disoccupazione come nel resto d’Europa, mi vedessi tagliare i servizi.

Al di là dell’interpretazione di ingiustizia radicale che il governo Berlusconi darà delle richieste europee, a parte la grottesca volontà di mettere in Costituzione il pareggio di bilancio, l’insieme degli aiuti e delle richieste fa parte del canovaccio del liberismo europeo che mentre permette ai privati di fabbricare soldi inesistenti, pretende invece bilanci rigorosi dagli Stati, anche a costo di deprimere le economie e di alimentare una spirale al peggio, che ovviamente colpisce sempre chi ha di meno e aggredisce il ceto medio.

Siamo di fronte a una sorta di iniquità continentale  resa ancora peggiore, se possibile, proprio dalla sua estemporaneità e incertezza. Perché se la signora Merkel e Trichet e i banchieri che ci stanno commissariando, sapessero (ma lo sanno benissimo) che l’evasione in Italia è sette volte superiore a quella di Francia e Germania forse avrebbero chiesto qualche misura di perequazione fiscale, anche perché  se a fare i sacrifici saranno soltanto i soliti noti, tutto sarà inutile. Sarà salva solo il glorioso pensiero unico del liberismo.

Di certo il governo Berlusconi non farà assolutamente nulla in questo senso, perché va contro la sua “filosofia” di base che è appunto la fuga da ogni regola, come del resto gli chiede quel 25 per cento di italiani che la praticano. In questo modo l’Europa delle normative, anzi dell’ossessione normativa finirà per finanziare la sua antitesi oltre che la macelleria sociale per interposte banche.

Mi meraviglia il fatto che taluni ingenui abbiano trovato strano che Bossi ora invochi l’Europa da sempre demonizzata dai leghisti. Invece si tratta di assoluta coerenza: la rozzezza piace ai barbari. Quello che non piace loro è l’involucro di regole e di mediazioni che la nasconde.

Ecco perché il default, controllato almeno su quel 50% di titoli di stato che sono in mano italiana sarebbe meglio di questo aiuto a sopravvivere  dentro una società sempre più diseguale e sempre meno meno democratica, piuttosto che a vivere.