Alle volte anche le persone più insopportabili possono suscitare un moto di simpatia. Persino Fabrizio Cicchitto, la cui vita politica è stata un continuo, pervicace tradimento, uno capace di chiedere l’espulsione dal Psi di Claudio Signorile e Biagio Marzo per il solo sospetto che volessero allearsi a Forza Italia quando proprio lui è da 12 anni è uno degli scudieri di Silvio.

Bè anche Cicchitto può essere simpatico quando dice il fatto suo all’autoreggente governativa Michela Vittoria Brambilla. Autoreggente perché in effetti non è ministra, visto che il dicastero del turismo non esiste più, ma appunto una reggente. Oddio non molto efficace perché la calza delle iniziative e delle idee scende inesorabilmente, quasi trascinata da inveterati istinti.

E si la Michela Vittoria si è stizzita perché il gruppo Pdl le ha mandato ben due sms per raccomandarle di essere presente al voto su Papa, è andata da Cicchitto e lo ha investito con quel suo elegante  modo di esprimersi: ” mi sono rotta le palle di essere trattata come una scolaretta” . Certo è strano che la ministra reggente usi espressioni simili quando da dieci anni fa di tutto perché gli italiani siano assolutamente certi che non ha le palle.

Ma comunque il capogruppo Pdl alla Camera le ha spiegato che i messaggini vengono mandati a tutti i deputati e tanto più a lei che ha il record assoluto dell’assenteismo, essendo sempre in missione. Certo non è detto che questo le impedisca di seguire ciò che si svolge in camera, ma lei se ne andata inviperita, taccheggiando sugli undici centimetri.

Giusto in tempo per evitare che Cicchitto le spiegasse che il gruppo non la tratta da scolaretta. La ragione degli squilli è un’altra: farla sentire più a suo agio.