Gli sciacalli non mancano mai. Così mentre prosegue il tam tam spideresco, ecco che l’establishment italiano tenta di sfruttare la rabbia anti casta, per abbandonare gli agi estivi di ville lussuose e imboscarsi in mezzo al popolo, fingere di farne parte. E partecipare allo sdegno confondendo le acque.  “E’ inaccettabile – dice la signora Marcegaglia – che tutti facciano sacrifici tranne la politica”.

Il sottinteso è chiaro, tutti quindi anche io, anche noi imprenditori. Tutti? Mi piacerebbe davvero sapere quali sacrifici farà la presidente di Confindustria visto che nello scannatoio sociale della manovra di Tremonti, fra le cose che colpiscono le fasce sociali più deboli figura, almeno come programma, una riduzione graduale dell’Irap fino alla sua estinzione e uno corposo sconto Irpef per le fasce di reddito più alte. O forse si riferisce al lieto tentativo di sfasciare diritti e contratti nazionali per aver maggior potere di ricatto sui lavoratori e salari?

Di che sacrifici sta parlando la Marcegaglia? Quelli degli altri evidentemente, ma di cui si appropria in modo fraudolento. E sapete ci vuole proprio una faccia di tolla di quelle storiche a prendersela con la casta politica quando l’ultima singolare vicenda in casa Marcegaglia è la gestione dell’Arsenale della Maddalena, trasformato in hotel a 5 stelle con i soldi pubblici per il G8 tenutosi poi a L’Aquila. Un’operazione gestita da Bertolaso, uomo per tutte le caste e finita poi in gestione alla presidente grazie a relazioni e intrecci con la politica.

Scenderà in piazza la Marcegaglia? Ma no scenderà in piazzetta, una di quelle per vlasti in vacanza. Naturalmente indignata.