Forse sono malato, ma la prima volta da 25 anni ha questa parte ho avuto un moto di simpatia per Berlusconi. Si, quando ha fatto spallucce alle richieste di Bossi, a quella sceneggiata patetica e infame di Pontida in cui non si è detto nulla, ma si è gridato tanto sperando di risollevare le sorti della Lega.

Silvio ha fatto spallucce perché sa bene che Bossi e l’intero display leghista che avrebbe fatto la sua porca figura in un esposizione settecentesca di fisiognomica, non possono fare a meno di lui, della placenta berlusconiana, dell’atmosfera e della cultura, dei disvalori che ha creato: sono la stessa repellente ricetta, presentata in modo diverso: possono gridare e digrignare fin che vogliono, ma in Parlamento voteranno come dice lui. Pena contare come un partitino all’ 8%  e non come al 30 grazie al diritto di ricatto che ha la sua radice nel porcellum.

Certo  fa impressione vedere che ieri tutto il  Paese mediatico fosse su quel prato in attesa di chissà quale buona novella, quando era assolutamente prevedibile cosa sarebbe stato detto e deciso: nulla. Telecamere e taccuini accorsi ad ascoltare un leader biascicante e spesso del tutto incomprensibile, a guardare qualche migliaio di persone che non costituiva nemmeno il tradizionale popolo leghista di un tempo, ma era formato in gran parte da truppe raccogliticcie e già abbondantemente bevute, scomposte persino nell’inneggiare: il peggio di quanto il Paese possa produrre.

E infatti non poteva venire fuori nient’altro che l’acclamazione di Maroni come possibile, futuro premier: un mediocre e meschino maneggione che è tuttavia l’unico personaggio presentabile dell’ensemble. Questo è quanto la Lega ha da offrire. Non l’affossamento di Silvio, non programmi per salvare il Paese dalla situazione in cui essi stessi l’hanno cacciato, ma la caricatura del federalismo dei ministeri e Maroni. Certi carnevali sono più seri, certi carri di cartapesta più spiritosi.

E’ con questa canea xenofoba e secessionista, radunata a forza di salsiccia e vino, che si vogliono fare accordi, con cui si vuole parlare? Possibile che qualcuno da altre sponde non abbia capito che la Lega non è altro che il berlusconismo da strapaese, quello che coltiva gli umori e i rancori più rozzi ed elementari della medesima cultura?  O forse non lo si vuole capire perché l’unica cosa che si rifiuta del berlusconismo é Berlusconi?