Sconfitti ci provano lo stesso con i trucchi. Abituati a devastare ogni angolo della vita nazionale con i loro affari e la loro mancanza di etica, il raggiro è diventato parte integrante del mondo berlusconiano, un istinto prima ancora che un habitus. Così per  Cagliari il Viminale si è “scordato” di assegnare il premio di maggioranza ai vincitori, cioè al centrosinistra e a Massimo Zedda, nonostante ci sia  una chiarissima sentenza del consiglio di Stato in questo senso.

Naturalmente il premio di maggioranza alla fine verrà attribuito, ma intanto si rischia di vedere passare settimane o forse anche mesi in una situazione di incertezza e di confusione. Una vendetta infantile, un dispetto che viene da chi non sa perdere, da un ambiente ormai marcio fino al midollo. E alla fine si dirà che è stato un disguido informatico, anche se l’espressione di per sé non ha alcun senso. Ma bisogna capire Maroni, il titolare dell’Interno e dunque il responsabile ultimo delle sviste: lui è lì che conta e riconta clandestini, mica può badare anche alle elezioni. Salvo quando si tratta di sprecare centinaia di milioni di euro per non accorpare i referendum.

O forse, assieme al pensatoio Cappellacci,  ha pensato di venire incontro ai pastori di sardi pensando di far loro cosa gradita con quale trucco pecoreccio. In fondo cosa si può chiedere di più a chi si dovrebbe togliere da se stesso?