Mentre i precari manifestano, Berlusconi va a Lampedusa: abbandona  un vero problema per andare a fingere di risolvere un’emergenza, per fare il suo bagno mediatico ristoratore con claque locale. Tutto normale nell’anomalia italiana.

Ma ormai c’è un’escalation della fascia tosta, un debordare della favola verso i territori border line della politica. Perché se in passato la finzione veniva accompagnata da qualche trompe l’oeil, da qualcosa che potesse momentaneamente illudere, nel caso di Lampedusa manca totalmente ogni aggancio con la realtà.

Gli sbarchi proseguono e l’isola non può essere svuotata, nonostante i ponti aerei e gli sforzi eccezionali fatti proprio per la visita e oltre a questo il premier si è fatto vedere sfidando le bugie dette appena una settimana fa: la casa non l’ha comprata, anche se tenta di tenere ancora in piedi questa trovata, il casinò non ci sarà, il rimboschimento nemmeno. Certo ha fatto pulire dai rifiuti che si riaccumuleranno impetuosi appena andato via. Su questo ha un’esperienza consolidata e invidiabile.

Di fondo non c’è neanche traccia di qualche passo in politica estera che permetta davvero a Lampedusa di respirare. Così il premier promette e promette senza freni, compresa una campagna pubblicitaria per valorizzare turisticamente l’isola. Come se davvero potesse servire, quando la situazione è ben nota anche nel più sperduto angolo della Nuova Guinea.

L’operazione Lampedusa dopo due mesi di clamorosi rovesci sul fronte della politica estera, fallito a Tripoli, respinto con perdite a Tunisi, Parigi e Berlino, è una farsa in mezzo a un dramma epocale: il premier divenuto una maschera della commedia dell’arte, tenta di vendere al Paese un’altra nipote di Mubarak, un’altra balla stratosferica e penosa che si può far finta di credere solo dietro pagamento del mutuo.

Ed è questo che preoccupa per la vita delle istituzioni: la ormai totale assenza di realtà non solo di Berlusconi, ma dell’intero governo, dell’intera maggioranza immersa nei suoi baratti e nei suoi affari, nella sua corruzione. e incapacità.  Che certo non si ferma a Lampedusa, ma si allarga a qualsiasi provvedimento che non sia sulla giustizia, compresa la famosa sferzata all’economia che si è trasformata in pura chiacchiera. Fino a quando questa commedia sgangherata potrà andare avanti senza che la platea si metta a tirare pomodori o che gli attori tentino di limitare drasticamente la libertà degli spettatori?

Più la favola diventa diventa incredibile, più cresce il pericolo.