Ieri sera da Fazio abbiamo potuto assistere a un clamoroso caso di sdoppiamento della personalità: il Veronesi che parla di testamento biologico, che si occupa delle cose che conosce bene, che ha affrontato e studiato per un’intera vita. E il Veronesi che parla di ciò per cui non ha alcuna competenza, che anzi proprio non conosce e che tuttavia vuole gestire ai massimi livelli, non si sa bene per quale protagonismo, quale narcisismo, per quale interesse.

Ma certo se si trattasse solo del personaggio non varrebbe la pena parlarne, se non fosse che dentro questa schizofrenia c’è tutto il Paese. L’Italia umana, seria, anche appassionata, capace di essere protagonista e l’Italia cialtrona, bugiarda, assetata di cariche, opaca e dilettantesca, irresponsabile. Perché è fin troppo ovvio che solo la competenza può assicurare di vegliare seriamente sulla sicurezza.

La pena che ho provato quando ho sentito parlare Veronesi  di centrali di quarta generazione, è stata grandissima, perché non si capiva se il luminare stesse mentendo o proprio non sapesse che quelle da impiantare  in Italia sono della terza generazione e che la quarta è solo un complesso di possibili progetti sulla cui sicurezza è impossibile pronunciarsi.

Purtroppo la trasformazione tra una personalità è l’altra è ormai automatica, la pozione del berlusconismo, presa per troppo tempo, non richiede nemmeno più una volontà precisa, crea da sola la trasformazione da uno stato all’altro, dal dottor Jekyll a mister Hyde.

Che alla fine rischia di rimanere l’unico personaggio in campo, per l’impossibilità di ricordare e di concepire la dignità.