C’è una piccola diocesi in Slovenia che sta mettendo in crisi il Vaticano, visto che ha accumulato debiti per circa un miliardo. Una cifra colossale venuta alla luce quando una tv appartenente alla chiesa di Maribor, quella incriminata, si è messa a trasmettere film porno per tirare un po’ su le finanze mentre provocava analoghi bradisismi tra i devoti.

Tutti i particolari sull’incredibile vicenda sono qui, sull’Espresso. Ma poco conta che cosa ha portato al disastro, ciò che invece viene subito da chiedersi è quando questi santi signori abbiano avuto il tempo di pregare o di meditare i testi sacri o di dedicarsi alle opere di carità mentre mettevano in piedi un gigantesco, confuso, ma anche spregiudicato giro d’affari.

Naturalmente nessuno si assume responsabilità e i vertici vaticani sostengono di non aver saputo nulla  fino a sei mesi fa di questo crack da capogiro. Può darsi, anche se  ci vuole un atto di fede e di quelli tosti per crederci. Però, visto che comunque alla Santa Sede giungevano comunicazioni sugli affari, le acquisizioni societarie, i prestiti, le compravendite, la domanda che sorge spontanea è come mai tutto questo non ha destato alcun sospetto?

Non dico sospetto per le possibile disavventure finanziarie, ma sospetto perchè alla fine una piccola diocesi non è una multinazionale e affari di quella portata non dovrebbero essere nella vocazione di gerarchie che si dichiarano soccorrevoli e vicine agli ultimi. E che pretendono persino la primazia dell’etica e della morale.

Evidentemente in Vaticano ci si è assuefatti alla realtà della chiesa d’affari e chissà quante diocesi, magari più importanti di quella di Maribor fanno passare i messaggi evangelici mediante assegni, joint ventures, acquisizioni e quant’altro. Anzi sostituendo con gli affari i sacri testi. Approfittando di una posizione di privilegio per rastrellare quanto più sterco del diavolo possibile.

Mi chiedo  se nelle prediche domenicali non sia più opportuno informare sugli investimenti e sui futures piuttosto che sui valori poco redditizi del nuovo testamento. Se non altro le omelie parlerebbero di cose che il Vaticano conosce molto meglio.