Ma come sono biblici questi brembani e brambilli e, in generale, come sono biblici gli italiani quando possono scaricare le colpe su qualcun altro. Occhio per occhio, dente per dente: il grido, come era prevedibile, si è subito alzato a Brembate appena è giunta la notizia del fermo di un marocchino per il rapimento e , forse, l’omicidio di Yara.
Ma,chissà, il destino, questo terribile destino, ci permetterà di fare un esperimento psicoanalitico. Se venisse fuori che il giovane immigrato ha avuto un ruolo solo marginale nella vicenda e che il carnefice di Yara va cercato fra qualche valligiano di razza purissima, quali cartelli vedremmo?
Nessuno, naturalmente. Occhi e denti subito sparirebbero dall’orizzonte per lasciare spazio a un penoso e peloso silenzio, da un lavorio interiore per trovare un senso e una qualche giustificazione all’errore del bravo o dei bravi ragazzi. Perché, dopotutto, sono dei loro e bravi lo sono per definizione.

In questa omertà della coscienza, fallito il tentativo di attribuire ad altri le ombre che invece si aggirano autoctone nella valle, si cercherà semplicemente di seppellire in qualche luogo inaccessibile le domande che ognuno si dovrebbe fare. E paradossalmente tutto questo sarebbe rassicurante: donne, buoi e assassini dei paesi tuoi.