Una storia personale, una caduta dalla vespa, un lungo coma, il risveglio con la perdita della memoria. Una storia vera, dolorosa e difficile, ma per certi versi esaltante che  Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, i due protagonisti della vicenda, hanno trasformato in uno spettacolo teatrale nel quale la rappresentazione è la realtà coincidono totalmente.

Loro vivono ciò che recitano e recitano ciò che vivono, raccontano la lunga opera di ricostruzione di una vita: Giuseppe Maineri, dopo l’incidente non ricordava nulla, né l’amore con Ginetta, né la nascita del figlio, né i mondiali, ma solo qualche vaga immagine di piazza degli anni ’70, un reperto archeologico di quella vita e di quella politica che oggi pare venire da un passato incommesurabile.

Ma, l’Italia intera sembra essere caduta dalla vespa, sembra smarrita in vaghe immagini che non sa ricollocare, sembra aver perso la memoria. Così “Non mi ricordo”, (è il titolo del lavoro teatrale) diventa in qualche modo rappresentazione per metafora di un’intera paese che vive dentro un’amnesia che oltre al passato gli toglie il futuro. Ecco un piccolo brano.