Dio acceca, si dice. Ma la cecità della Chiesa, ha altre ragioni che riguardano , la propria cecità, è un buio che nasce da dentro. Come dimostra anche l’inutile e poco elegante idea di prendersela con il Nobel conferito a Robert Edwards, pioniere della fecondazione artificiale. Qualcosa che ha meritato la prima pagina solo in Italia, mentre nel mondo civile ha meritato solo l’indifferenza che le si addiceva.

Invece di occuparsi del cancro etico che la investe, le cui metastasi sono molte e varie, dalla corruttela insidiosa del denaro e del potere, ormai pervasiva,  a quelle delle pratiche pedofile e sessuali accuratamente ci si accanisce con gli embrioni.

Un tema astratto, teologicamente ambiguo  e che coinvolge direttamente una minoranza di popolazione:  insomma un territorio nel quale può cavalcare una eticità che non sarà smentita dai fatti o che non dovrà essere svenduta al governo di turno o alle ambizioni e voracità dei pastori. Non è insomma come per il problema degli immigrati sul quale a volte tuona per poi ritirare la mano e suggerire il voto proprio all’area xenofoba, né come quello della cosiddetta dottrina sociale, auto contraddetta ogni giorno,  né come le mosse e le prese di posizione in tutti gli  ambiti in cui contestualizza a seconda della convenienza.

E tuttavia il modo e i termini in cui l’anatema a Edwards è stato lanciato ieri dall’Osservatore Romano e da Radio Vaticana, svela che anche qui in fondo esiste una forzatura strumentale di argomenti che semmai avrebbero bisogno di ben altre intelligenze e sensibilità. Un tal professor Lucio Romano spiega: “Teniamo conto  che Edwards segna la storia, perché pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali all’ambito umano”.  Oddio ma questo è  ciò che avviene normalmente in tutte gli ambiti delle scienze mediche e biologiche. Ma forse il professore non ne è al corrente e soprattutto spera che non lo sia chi ha ascoltato il proclama.

E poi il Monsignor Carrasco che dopo una serie di obiezioni poco meditate, alla fine se ne esce con una strizzata d’occhio al portafoglio: “Bisogna aspettare che la ricerca dia un’altra soluzione, anche più economica e quindi più accessibile della fecondazione in vitro, che tra l’altro presenta costi ingenti”. E’  l’argomento più consistente ed è anche il più ipocrita.

Intanto almeno dieci milioni di bambini nel mondo sono nati con la fecondazione artificiale alla faccia dei sedicenti amanti della vita e sono numeri destinati a moltiplicarsi: le parole del Vaticano cadono fuori dal mondo. E anche lontano dal cielo.