Non appena eletti e liberati dal peso di una sconfitta, leghisti e pidiellini si sono subito dati da fare per pagare il loro obolo alla Chiesa che li ha sostenuti. La messa in mora della pillola abortiva da parte di Cota e Zaia sono il pizzo da pagare alla Cei sulla via di uno stato etico-confessionale. Sono un mercimonio che portano indietro di decenni il Paese. Voti in cambio della sofferenza delle donne. Difficile immaginare qualcosa di peggio.

Il bello, il triste, il miserabile di tutto questo non sta tanto nel fatto che i neoeletti siano già evidentemente dei venduti, il loro spessore è talmente modesto, il loro servire così scontato e naturale, che non vale nemmeno la pena parlarne.

No, la cosa triste è che questa imposizione di etica religiosa avviene nel momento stesso in cui alla Chiesa si rimprovera di non aver saputo o voluto imporre un’etica a se stessa. Nel momento in cui  proprio quell’etica laica che secondo il Papa non ha nemmeno senso, è ora in grado di rivendicare una primazia rispetto al vizio ormai non più segreto dei preti pedofili.

E’ ormai chiaro che non si tratta di singoli episodi  per quanto numerosi siano, ma di una pratica diffusa, coperta, nascosta per evitare scandali e processi, ma di fatto tollerata, tanto da non meritare attenzione da parte delle gerarchie.

E le risposte purtroppo non sono sincere, segno che la piaga è profonda, radicata: a parte gli scontati anatemi che si guardano bene dallo spiegare qualcosa, l’unica giustificazione che è venuta, è davvero singolare e scandalosamente superficiale: la piaga della pedofilia è diffusa e dunque non appartiene certo solo alla Chiesa.

Anche oggi  Navarro -Valls non fa che ripetere questo ritornello. Aggiungendo che la maggior parte delle molestie e delle violenze si verifica proprio in quella famiglia santificata ad ogni costo dal Vaticano. Il noto portavoce di Papa Wojtyla cita alcune stime, dimenticando che il fenomeno dei preti pedofili non si riduce certo ai casi che sono venuti alla luce: se lo si dovesse stimare alla luce delle coperture ossessive di cui ha goduto, assumerebbe di certo dimensioni diverse.

Ma non è questo il punto: è che le famiglie in cui avvengono abusi o i gruppi di depravati che si dedicano a queste attività di certo non pretendono di imporre la vera etica a nessuno. Né pretendono di essere portavoce di verità divine a cui tutti, che credano o meno, devono conformarsi. Anzi si guardano attentamente dai tribunali civili che dovrebbero essere di esempio a quelli ecclesiastici.

Ecco perché lo scambio di voti e favori suscita ora ancor più sconcerto: perché la squallida simonia avviene proprio nel momento in cui i primati morali vanno in crisi e dietro ai principi “irrinunciabili” è ancora più evidente la trama di potere e il tintinnio dello sterco del diavolo-

Nel momento in cui questa vicenda, unita al diretto coinvolgimento del Vaticano e della sua politica ultraconservatrice, fa apparire ancor più evidente la frattura che esiste nella Chiesa e la possibilità di un scisma che ha già la sua geografia.

Così i sepolcri imbiancati appena eletti dal popolo padano, diventano ancor più chiaramente schiavi di Roma. E stanno comprando indulgenze fasulle.