Annunci

Archivi tag: torture

Kabul formato Saigon

afgaL’impero americano sa combattere ormai solo le guerre mediatiche, quelle delle parole e delle immagini; il solo campo di battaglia dove riesce a vincere è la rappresentazione bidimensionale degli eventi nella quale può sfruttare l’egemonia nell’immaginario che è riuscito ad imporre riuscendo temporaneamente a fare delle vittime  i propri alleati. Guardiamo al Sud America dove corrompendo, spiando, organizzando a suon di milioni di dollari opposizioni e pantografandone le dimensioni  attraverso i media, è parzialmente riuscito nell’impresa di fermare e invertire la crescita di autonomia del continente e la sua progressiva evoluzione sociale. Quando però mettono in moto la loro gigantesca, anche se inefficiente macchina da guerra, tutto questo viene spazzato via dalla realtà che si riappropria dei suoi diritti e la totale in incapacità di uscire dai propri modelli provoca a lungo andare il disastro .

Così mentre  Washington sta riuscendo nel suo intento di piegare il Venezuela deve invece ammettere la sconfitta totale in Afganistan dopo dopo oltre 18 anni di guerra. Negli ultimi mesi, i ribelli hanno fatto grandi progressi contro le forze governative dirette e armate dagli Stati Uniti: bombe cadono all’interno delle roccaforti fortificate di Kabul, le imboscate sono cosa quotidiana con decine di morti, la settimana scorsa un convoglio di quaranta camion carichi di armi e munizioni è stato completamente distrutto mentre l’altro ieri un raid a sorpresa ha ucciso 200 soldati nel centro addestramento della Cia. Sono solo alcune notizie di cronaca che naturalmente non compaiono sulla stampa occidentale perché troppo compromettenti, ma sta di fatto che quella è un guerra ormai persa anche se il velo di truppe occidentali se ne sta relativamente al sicuro dentro le sue ridotte e finge di tenere il Paese per conto dei signori dell’oppio. In un certo senso questo risultato era inevitabile visto che le forze afgane sono state organizzate a immagine di quelle americane, basate su tattiche e mezzi del tutto incoerenti con il campo di battaglia: basti pensare che è stata persino messa  in piedi a un’inservibile aviazione costata 8 miliardi dollari, tutte cose chiaramente volte più ad alimentare i profitti dell’industria bellica made in Usa che a costruire uno strumento efficace.

Peraltro l’unica area efficiente è quella sotto il comando diretto della Cia che si è distinta per crudeltà e atrocità contro i civili. Per esempio interrogatori in cui la tattica di elezione per convincere il malcapitato a parlare si ha la simpatica abitudine di dare fuoco alle loro case con tutti i parenti dentro, vecchi e bambini compresi. Cose che di certo non attirano la simpatia della popolazione che infatti sta sempre di più dalla parte dei talebani i quali ormai si muovono come vogliono all’interno del Paese. Del resto un rapporto venuto alla luce proprio il 31 dicembre dello scorso anno parla chiaro: “Le unità operano anche senza rispettare le regole della guerra progettate per proteggere i civili, conducendo incursioni notturne, torturando e uccidendo quasi impunemente, come parte di una campagna segreta che alcuni funzionari afgani e statunitensi dicono essere il più ampio sforzo degli Stati Uniti per rafforzare le istituzioni afgane”.

E’ passato quasi mezzo secolo dalla fine della guerra del Vietnam, ma è evidente che quella lezione non è stata appresa e una volta passata la sindrome della sconfitta, si è ricominciato con gli stessi criteri come se nulla fosse accaduto. Del resto c’è da chiedersi se questo sia possibile nel momento in cui si vuole imporre un modello di vita e di società sostanzialmente per rapinare risorse e aprire mercati: cercare di comprendere l’avversario è qualcosa di assurdo, di quasi inconcepibile se quest’ultimo è tale proprio per la sua estraneità a un sistema che non può tollerare eccezioni. Finché tutto rimane al livello di promessa o di offerta di bigiotteria politica urlata dai media come i camioncini che vendono “cocomeri belli” la cosa funziona; quando però dal contagio informativo si va a imporre effettivamente la merce, si scopre che è avariata e comincia la resistenza.

Annunci

Psyco impero

psycho__norman_bates_by_mjloverlizette-d70iinuLo abbiamo già visto durante la seconda guerra mondiale: man mano che le armate tedesche passavano dalla vittoria su tutti i fronti, all’arresto e poi all’arretramento. gauleiter o comandanti militari venivano man mano sostituiti da personaggi più oscuri e compromessi se non surrogati direttamente dalle SS. Lo scopo di questo incrudelimento era manifesto: mostrare che la Germania non avrebbe comunque mollato di fronte a qualche rovescio. Un simile comportamento è stato meno evidente, ma comunque presente in tuti i belligeranti e non costituisce di certo un fatto nuovo nella storia. Anzi ne abbiamo un esempio proprio in questi giorni con la cacciata di Tillerson dal dipartimento di Stato per sostituirlo con Mike Pompeo un ultrà conservatore proveniente in direttissima dal Tea Party e guerrafondaio di chiara fama. Finora era a capo della Cia, ma il suo posto viene preso da Gina Haspel, un personaggio oscuro, che lo stesso New York Time definisce torturatrice e criminale di guerra, essendo stata protagonista nel gestire le camere di tortura dalla Tailandia a Guantanamo : pare che la sua specialità sia il supplizio dell’acqua.

Ci si può legittimamente chiedere il motivo di simili scelte proprio nel momento in cui gli Usa debbono riconoscere il fallimento della campagna siriana, trovare in qualche modo  un accordo con i russi e ridare un ruolo persino all’arcinemico Assad. In realtà è proprio questo il motivo dell’ ascesa dei guerrafondai: i  molti rovesci subiti da Washington negli ultimi anni, non solo la Siria, ma anche il mezzo disastro dell’Ucraina la cui conclusione  è in mano alle armi fornite da Washington e ai reparti nazisti senza dire del rospo che l’amministrazione ha dovuto ingoiare dalla Corea del Nord e questo nonostante le continue campagne pseudo umanitarie che si sono inventati e ancora si inventano con il Goutha . E’ come dire assolutamente non molliamo nonostante le batoste e a garanzia di questo innalziamo al potere della gentaglia che prima magari avremmo nascosto nelle pieghe del governo, così come teniamo in piedi un conflitto così assurdo con Mosca che per essere rivestito di una qualche ragione di bassa lega ha bisogno dell’invenzione di grotteschi attentati a suon di gas nervini  verso anziani spioni da anni in pensione come nel caso di Sergei Skripal o le ossessive campagne di odio nelle quali sono trascinati i servili europei, mai così deboli e impotenti da quando dicono di essere uniti .

Ma c’è un altro elemento via via emerso con chiarezza  in questi ultimi due anni: vale a dire la straordinaria evoluzione degli armamenti russi e cinesi, che senza costare le cifre folli a cui ci ha abituato il complesso militar industriale Usa, si sono dimostrati anche più avanzati di quelli americani e mettono in dubbio la possibilità degli Usa di vincere un’eventuale partita con un ” primo colpo”. Qualche tempo fa  è arrivato il missile cinese antinave ultraveloce, poi il killer satellitare e adesso, come si sa da mesi, anche se l’ annuncio ufficiale è venuto due settimane fa direttamente da Putin, arriva la messa in linea dei missili Kinzhal, non intercettabili dalle difese occidentali e destinati a colare a picco le ex potenti flotte americane, anche senza il ricorso ad armi nucleari. Questo senza tenere conto dei caccia di quinta generazione già operativi, di nuovi corazzati, di una insospettata capacità di guerra elettronica che hanno colto di sorpresa un apparato militare che da trent’anni ha maramaldeggiato con avversari immensamente più arretrati . In poche parole il potere militare americano non è più assoluto, anzi in parecchi settori si mostra ormai arretrato, strategicamente datato e insufficiente alle sfide che esso stesso immagina nei suoi giochi di guerra. Perciò è necessario fare la faccia feroce per far comprendere che non si cederà, che si è disposti a qualunque cosa pur di mantenere una supremazia che è sempre meno nei fatti e sempre più negli atti. Del resto l’elite americana senza il dollaro come moneta universale, senza lo spionaggio industriale a tappeto, senza la prepotenza delle armi che le consente di rapinare e ricattare chiunque, senza il monopolio della comunicazione, sarebbe letteralmente spazzata via: dunque si fa sempre più tracotante, man mano che avverte la propria progressiva debolezza.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: