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L’ultima della Boschi: la Costituzione è terrorista

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non sono mica meno fascisti solo perché sono “piccoli”: balilla o figlie della lupa. La “piccola italiana” più influente ci ha fatto sapere che se non diamo una mano al loro golpe, c’è il pericolo che i palazzi delle istituzioni, i luoghi della democrazia e le nostre strade e piazze vengano occupati non da esuberanti e fieri manipoli, ma da fanatici terroristi, che vanno contrastati in una guerra che impone misure eccezionali, leggi speciali e poteri straordinari, in una parola, i loro.

Il patriot act all’italiana,  l’état d’urgence alla pappa col pomodoro impone qualche piccola rinuncia, ma in fondo dovremmo esserci abituati: un po’ meno libertà in cambio di un po’ più sicurezza, è l’imperativo morale che presiede la strategia del terrore occidentale e che ispira ogni misura in ogni settore. Un po’ meno salute e un po’ meno garanzie in cambio di un posto di lavoro, per giunta precario, un po’ meno libertà di espressione in cambio  di circensens televisivi,  anche un po’ mare in cambio di un po’ più petrolio, e così via.

Il ricatto come sistema di governo è tutto esemplarmente rappresentato dalla intimidazione della pulzella d’Etruria: “Abbiamo bisogno di un’Europa più forte e in grado di rispondere insieme, unita, al terrorismo internazionale, e all’instabilità. E per riuscirci abbiamo bisogno anche di un’Italia più forte verso l’Europa, più credibile: quindi di una Costituzione che ci consenta maggiore stabilità”.

E si capisce, le carte costituzionali nate dalla resistenza all’antifascismo, intrise di contenuti ribellisti, di slogan insurrezionalisti innervati della pericolosa retorica rivoluzionaria: libertà, uguaglianza, solidarietà, sono davvero una spina nel fianco di un governo sovranazionale che, manu militari, intende per “democrazia” un simulacro, un’immagine, sacra quanto offesa, da portare in giro e esportare per giustificare campagne di guerra imperiale, per legittimare la fine della sovranità popolare e degli stati nazionali “egoisti”, per ribadire la superiorità della nostra civiltà rispetto a credo, valori, usi barbari e incompatibili col nostro modello di vita. Come d’altra parte sostenne Blair commentando pacatamente gli abusi compiuti in Iraq: sono stati commessi atti criticabili, ma almeno adesso la gente può lamentarsi.

Certo quel Blair, madonna pellegrina della Leopolda, finisce per sembrare un po’ troppo liberale all’accoppiata dei neo costituzionalisti di Rignano, che le lagnanze di una plebe piagnona proprio non le sopportano, in presenza delle magnifiche sorti e progressive dell’occupazione, della governabilità modello P2, delle elargizioni di munifiche mancette, della tenacia con la quale  viene garantita la permanenza nella compagine dei Grandi, sia pure al tavolo bambini, sia pure ingoiando qualsiasi boccone amaro, sbertucciati come piccoli e notori cialtroni, tollerati solo quando si dimostra ubbidienza cieca.

Perché  è evidente che la riduzione di democrazia non è necessaria tanto per combattere fanatici, lupi solitari, cellule perverse, terroristi in nome di Allah che fanno certamente più danni a Baghdad che da noi, e che, anzi, le leggi speciali in Francia hanno dimostrato la loro inefficacia e il scarso potenziale di deterrenza, tanto che il grido levatosi contro il Ministro Valls alla cerimonia per le vittime di Nizza è stato: vattene, andate a casa, cambiate lavoro. No,  la lotta al terrorismo diventa lo strumento privilegiato di autorizzazione alla cancellazione di diritti e partecipazione. I governi che partecipano alla politica di lotta al terrorismo sono considerati naturalmente democratici; al contrario qualsiasi movimento politico radicale che si oppone a un governo aderente al programma di lotta al terrorismo può essere criminalizzato, come è dimostrato dalla lista di organizzazioni terroristiche redatte dal Consiglio Europeo che comprende il Pkk, il partito curdo, impegnato in difesa dei territori contro l’avanzata dell’Isis, finanziata da poco oscuri investitori e “armatori” occidentali, per consolidarne  l’immagine di Nemico Pubblico del sultano fino a oggi invitato con tutti gli onori a far parte della famiglia europea.

Ridurre a carta straccia le Carte costituzionali è il primo passo, fortemente simbolico, perché dimostra l’irriducibile volontà di esautorare i parlamenti retrocessi a notai obbligati alla conferma delle imposizioni dell’esecutivo, la tenace determinazione a espropriare il popolo di qualsiasi potere e accesso al processo decisionale.

Ma rivela anche l’odio per ideali e principi che riguardano la difesa delle prerogative, la tutela delle garanzie, il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia del territorio, la supremazia dell’interesse generale su quello privato.

Da là, via via, subirà una formidabile accelerazione la trasformazione dei codici penali e di procedura penale che era in corso da molti anni, desiderata favorita dalla svolta privatistica impressa dalle leggi ad personam e dal permanere del conflitto di interesse, con una rivoltante messa in discussione dell’esistenza stessa dello Stato di diritto, tutti atti giustificati dell’emergenza, ma si iscrivono in un disegno che vuole sostituire il regno dell’ordine al “popolo sovrano”.

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Gli affari di Masaniello

federica-guidi-gianluca-gemelli-780914_tnPassano gli anni e sempre più spesso accade di accorgersi che le strategie dell’oligarchia globale, acquistano da noi un sapore di farsa, un carattere da commedia dell’arte. Così se il disegno del potere nell’era post democratica è quello di occupare sia il mainstream, sia l’opposizione attraverso campagne di acquisizione, infiltrazione o di vere e proprie regie originali, da noi scopriamo che il fidanzato della ministra Guidi, Gianluca Gemelli da una parte era un famelico membro acquisito della casta rubadora per meriti di talamo , dall’altro però sui social faceva il populista arrabbiato, tuonando proprio contro gli stipendi dei politici dei quali era un beneficiario diretto: “Ai politici… Se non adeguate i vs stipendi a quelli europei non potete permettervi di chiedere sacrifici. La gente è stanca di voi!!!”, oppure “A tutti i politici… il governo ha carta bianca per tartassare i cittadini, ma non può abbassare gli stipendi dei parlamentari… BUFFONI!!!”.

Insomma questo avvoltoio dei fondi pubblici si trasformava in Masaniello, sicuro che anche in caso di rivolgimenti politici avrebbe potuto esibire una militanza anticasta di tutto rispetto. E non si sa in che misura la fidanzata ministra fosse ignara o complice in questa commedia delle parti. Per carità non si tratta certo di un’inedito: per anni i padroncini di prealpi e di pianura che finanziavano la Lega erano interessati a sfruttare in maniera selvaggia l’immigrazione, costruendo al contempo la propria influenza politica e di clientela proprio tuonando contro l’immigrazione e facendone il motore psicologico dell’assurdo progetto secessionista. Era, come dire, un sistema a ciclo chiuso all’interno del berlusconismo, ma la vicenda Guidi  – Gemelli, nella quale è finito poi anche il capo di stato maggiore della marina, scoprendo i lembi di un intero verminaio legato alle concessioni e alle lobby petrolifere, ci porta in una dimensione ancora peggiore dove è scomparsa qualsiasi traccia di contesto politico per quando mediocre e infame possa essere, lasciando il posto a semplici  interessi di clan il cui unico scopo è quello di continuare il banchetto sotto qualunque bandiera.

E’ solo attraverso questi clan e i pagamenti in cariche e poltrone che si forma l’unico proponimento politico visibile: quello di alterare le dinamiche della democrazia per perpetuare il potere di sciacallaggio. Del resto non hanno altra strada: possiedono una patente concessa dalle oligarchie internazionali purché facciano carne di porco dello stato sociale, ma per arrivare a questo devono avere pieno controllo delle elezioni oltreché di un parlamento dimezzato e trasformato per metà in camera d’affari e di impunità. L’unico progetto è questo e il vero ostacolo è la perdita di consenso che può spingere gli sponsor del clan masso appenninico a cambiare il cavallo precocemente invecchiato per riverniciare il disegno con facce diverse. Ecco perché la Guidi è stata scaricata in tutta fretta, anche per evitare che nella vicenda finisca per inciampare Maria Elena Boschi l’eminenza grigia di Renzi il cui ruolo e la cui difesa ad oltranza andrebbero messe a fuoco al di là dell’ovvio se non scontato collegamento fra i due. Forse è attraverso di lei che si sono riversati sul Renzi rampante buona parte dei soldi che gli hanno permesso la scalata del Pd e poi del governo? Chissà, magari un giorno vedremo la Boschi scagliarsi contro le banche.


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