Qualche volta leggere fa bene, anche se si ha l’impressione che le amministrazioni americane non siano poi così dedite a questo tipo di esercizio intellettuale: di solito si tratta di ricchi rampolli che hanno frequentato le illustri università americane le quali spesso sono semplicemente degli “elitifici”, ossia luoghi dove le persone vengono unicamente formate a far parte della razza padrona e contemporaneamente vengono intellettualmente sformate per sempre.
Però ogni tanto dedicarsi a un libro fa bene e ancor meglio un libro che tratta di quella guerra di cui gli americani sono i maggiori esportatori mondiali, insieme alle sanzioni che ne costituiscono il côté preparatorio. Dovrebbero per esempio leggere un passo di Guerra e Pace, romanzetto di un tale Tolstoj che disgraziatamente non figura nelle classifiche dei libri più venduti e nemmeno è un legal thriller, nel quale si dipinge alla perfezione il senso di un’epoca, dei suoi oscuri personaggi e dei presagi che si accumulano: “Nelle battaglie precedenti aveva considerato solo le possibilità di successo, ma ora si presentavano innumerevoli sfortunate occasioni, e lui le aspettava tutte. Sì, era come un sogno in cui un uomo immagina che un mascalzone stia per attaccarlo e alza il braccio per sferrargli un colpo terribile che sa che lo annienterà, ma poi sente che il suo braccio cade impotente e inerte come uno straccio, e l’orrore di una distruzione inevitabile lo coglie nella sua impotenza.” Certo Tolstoj parlava di Napoleone e non di un corpulento energumeno con i capelli tinti nonostante i quasi 80 anni, Ma vale stesso per chi lo circonda e per una classe dirigente imbarbarita, al di là delle divisioni politiche, anche ammesso e non concesso che sia stata mai davvero civile. Volevano incendiare Mosca e distruggere il nemico e non ci sono riusciti, anzi hanno preso un sacco di mazzate, adesso vogliono annientare Teheran e non ci stanno riuscendo. C’è sempre una Beresina in agguato.


RSS - Articoli


https://www.topolino.it/wp-content/uploads/2025/05/maga-mago.png
Meloni e la stampa , gli usa, sempre più Maga Magoo. Sulla scia di Gog e Magog.
Finiremo presto Male, molto Male. Avremo bisogno di mense sociali per cibarci, ( chi ha porti, chi non puo’ mangi) MAgari con catini a mani nude e piedi vuoteremo le capanne dal fango ed acqua.entro radure fumanti, ricoveri di fortuna, in antagonismo ai topi e gli animali dei boschi. La Caritas non ci sarà più. Saranno giorni che proveremo sulla nostra pelle quant’era obliviante disinteressarsi dalle immagini che venivano, di nascosto, da Gaza. Adesso, presto, Gaza sarà qui. Mai dire mai. Fly Emirates, rammenti? Faceva la reclame. Adesso, dov’è? Ora che interi paesi devono essere evacuati.
Del diman non v’è certezza(e tantomeno Allegrezza).
Il MUOS di Niscemi passa dati criptati ai satelliti USA. Augusta scarica munizioni NATO nei suoi porti profondi.
Cosa rischia la Sicilia? Ecco quale potrebbero essere gli scenari peggiori,che mi auguro rimangano tali :
– Primo, missili. I Fateh e Shahab iraniani arrivano a 2.000 km: Sigonella è target numero uno per i Pasdaran. Un raid Hezbollah potrebbe illuminare Catania, con blackout, sirene e evacuazioni per 100.000 persone. L’Italia ha i Patriot , ma un saturazione-drone non è uno scherzo.
– Secondo, l’economia: Hormuz chiuso significa +50% sul carburante – la Sicilia importa il 90% del greggio, turismo catanese (1,5 milioni annui) crolla del 70%, inflazione a due cifre, Piano Mattei per il gas africano in pausa.
– Terzo, migrazioni: Lampedusa e Pantelleria,si riempiono di tunisini e libici in fuga dal caos; Catania diventa hub accoglienza come nel 2011.
Peggio, l’escalation NATO: Trump vede Sicilia come trampolino per F-35 su Teheran, Comiso potrebbe riaprire per logistica, la Brigata Aosta si mobilita. Meloni dice “no decolli diretti”, ma radar tracciano sorvoli Poseidon. I pacifisti siciliani, protestano: “No basi, no guerra”. La deterrenza regge – F-35 e Iron Dome scoraggiano –, ma un errore o un missile errante e Catania è la prima città NATO italiana sotto tiro..
I Persiani sono un popolo antico, fiero ed ora semplicemente alzano la testa e dicono no. Hanno, semplicemente quello che a noi manca.
Le Tonsille…
Basterebbe guardare alla natura delle persiane per comprendere il valore della sobrietà Nei nostri paesi di campagna, le chiamavano Gelosie, i vecchi. Da dentro, guardavano fuori, da fuori non potevano vedere Dentro. Penso sia chiaro il senso di divellere le Persiane, voluto dagli Usa, i gestori di Bordello numero uno al mondo. Vogliono un mondo bordello, epstain Style ed essi Macrò(n).
Alì dagli occhi azzurri. Il titolo viene spiegato alla fine in una “Avvertenza” che descrive l’incontro con Ninetto in un cinema romano. Ninetto è un “messaggero” e parla dei Persiani.
“I Persiani – dice – si ammassano alle frontiere. / Ma milioni e milioni di essi sono già pacificamente immigrati, / sono qui, al capolinea del 12, del 13, del 409 … Il loro capo si chiama: / Alì dagli Occhi Azzurri”.
Pier Paolo Pasolini e la sua Profezia
Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi.Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici,e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
” Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!”
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.
Essi sempre umili
essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie…
Intanto l’italia è sparita dai radar. Zitti zitti, quatti quatti. Realizzano la paura dopo l’Avvertimento Diretto ed inequivocabile a starene fuori. Così , gli attentati saranno in misura ridotta, nel nostro paese.
Pensarci prima, no, nevvero?
Ora siamo il target numero uno in Ue. Complimenti, cervelloni.
Sì, anche PERCHè L’IRAN STA BOMBARDANDO I CENTR DI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO ED IL KATAR HA PREGATO GLI USA DI ANDARSENE PERCHè SI PROFILA UNA CATASTROFE UMANITARIA. mAI SOTTOVALUTARE LA CONFORMAZIOE FISICA DEL TERRITORIO. iL FUOCO FA DANNI, MA L’aRSURA FA IMPAZZIRE IN POCHI GIORNI. tORRI D’ACCIAIO NEL DESERTO SENZ’ACQUA E CONDIZIONATORI. TRAPPOLA PERFETTA.
Se mordi il gatto persiano, questo mangia il Topo del Qatar (che certo non ci tiene a morire per gli Usa).
Il Qatar è classificato come uno dei paesi con il più alto stress idrico al mondo, a causa dell’assenza di risorse idriche dolci naturali, come fiumi o laghi, e di un clima desertico con precipitazioni minime (50-80 mm all’anno). Tuttavia, più che un “collasso” immediato, il paese affronta una sfida strutturale di lungo periodo per garantire l’approvvigionamento, affidandosi quasi esclusivamente alla desalinizzazione dell’acqua marina e alla gestione delle scarse falde acquifere. Questo in tempo di pace. Guerra persa in partenza: l’iran li tiene avvinghiati ed appena escono dal buco, zac!
ma lo sa Putin che in Italia c’è un detto “meglio prevenire che curare “visto e considerato che quel tipo buffo con quel cappellino ridicolo ha già provato a farlo fuori non pensa che sia il caso di prevenirlo visto anche l’occasione che tiene occupato il tipo con il cappellino buffo
Sono tanti interessati per via della taglia. I piu’ titolati gli stessi americani.Putin, a differenza di Kameney, gira col pulsante rosso in tasca (o al polso).
si, e xi jimping c’ha però la catenella dello sciaquone, lui la tire dopo il vomito e tutto si risucchia via.