Un destino singolare e maligno si è abbattuto su questo Paese da qualche secolo. E questo destino maligno si chiama America che, ,per quegli scherzi e intrecci della storia e del caso che non finiscono mai di stupire, è stata scoperta da un genovese e ha preso il nome da un navigatore fiorentino. Già questo è singolare perché gli avventurieri e sognatori di casa nostra fecero scoperte che gli incessanti esploratori portoghesi e spagnoli, in enorme vantaggio, visto che già erano sull’Atlantico, non erano riusciti a fare. Del resto già nel Duecento, grazie ai commerci con l’Oriente e alla vitalità di città, relativamente libere da soffocanti obbligazioni feudali, la Penisola era senza alcun dubbio l’area più ricca e avanzata d’Europa tanto da riuscire a produrre quel miracolo del Rinascimento che segna la nascita dell’Occidente moderno. Poi un genovese basandosi sui calcoli del matematico, Paolo dal Pozzo Toscanelli, scopritore di comete e cartografo, studioso di Tolomeo la cui Geografia era ritornata da poco alla luce, suggerì a Cristoforo Colombo l’idea che fosse più facile raggiungere l’Oriente e le sue ricchezze traversando l’oceano piuttosto che ripercorrere le strade di Marco Polo. Disgraziatamente non erano ancora noti i frammenti di Eratostene che aveva calcolato, nel terzo secolo avanti Cristo, una misura della circonferenza terrestre molto precisa e Toscanelli pensava che fosse la metà di quella reale. Dunque non ci sarebbe stato posto per l’America e le coste del Celeste impero sarebbero state molto più a portata di mano.

Ma la scoperta di Colombo, in qualche modo fortuita, determinò lo spostamento dell’asse economico dal Mediterraneo all’Atlantico e questo fu la rovina sia per Genova che per Venezia e di conseguenza per tutti gli altri stati italiani. C’è da dire che la scarsa lotta contro i poteri feudali che aveva forgiato borghesie cittadine combattive nel Nord e centro Europa, fu uno dei fattori che da vantaggiosi si trasformarono in elementi negativi. Comunque molti soldi erano stati accumulati sotto pelle nei secoli precedenti, ma finirono in circa un secolo per vari motivi conseguenti e collegati, non ultimo la Riforma protestante che sottrasse a Roma una considerevole fetta di oboli per la salvezza dell’anima o per ridurre la permanenza in Purgatorio e molti pellegrini al resto dell’Italia. Senza contare che in Cina la feroce successione tra la dinastia Ming e quella dei Qing, rese più difficile la strada di Oriente. Il Seicento, secolo della cosiddetta piccola glaciazione, fu un andare a picco che ci ridusse ad essere il Paese più povero d’Europa. In un ultimo sforzo Galileo mise le basi della fisica e del metodo scientifico, ma da questo choc economico non ci siamo mai più riavuti.

Ora accade che negli ultimi decenni la situazione si stia gradualmente ribaltando e il peso economico dell’Oriente sia divenuto più importante di quello generato dal Nuovo Continente, rendendoci ancora una volta una via di transito importante. Ma noi non vogliamo esserlo, siamo diventati troppo dipendenti in ogni senso dall’America, persino nell’immaginario e nella lingua, per poter desiderare o pensare di poter avere un destino diverso da quello di essere un’appendice. L’unico problema politico in campo in questi anni è se esserlo in via diretta o mediata attraverso l’Europa: questa è la sostanza dell’antinomia destra – sinistra. Ma anche se un milieu politico ignorante e servile, dunque facilmente corrotto e corruttibile, fosse capace di vedere con chiarezza la situazione, non sarebbe comunque in grado di liberarsi dall’incubo americano e dai suoi ricatti perché da troppo tempo abbiamo concesso la sovranità reale a Washington e ogni minima deviazione da questa condizione di solito finisce in sanguinosi attentati, rapimenti e uccisioni di statisti o esilio dei medesimi. Non ci vuole poi molto a capirlo, basta semplicemente fare l’elenco della basi militari americane per averne una idea immediata e concreta:

  • Cima Gallina (BZ): Stazione telecomunicazioni e radar dell’US-Air Force
  • Aviano Air Base (Pordenone, Friuli – US-Air Force): la 16ma Forza Aerea ed il 31º Gruppo da caccia dell’Aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines
  • Roveredo in Piano (PN): Deposito armi e munizioni ed istallazione US-Air Force
  • Monte Paganella (TN): Stazione telecomunicazioni Usaf
  • Rivolto (UD): Base Usaf
  • Maniago (UD): Poligono di tiro dell’US-Air-Force
  • S. Bernardo (UD): Deposito munizioni dell’US-Army
  • Istrana (TV): Base US-Air-Force
  • Ciano(TV): Centro telecomunicazioni e radar Usa.
  • Solbiate Olona (MI – Comando Nato Forze di pronto intervento – US-Army).
  • Ghedi (BS): Base dell’US-Air-Force
  • Montichiari (BS): Base aerea Usaf.
  • Remondò (nel Pavese): Base US-Army
  • Vicenza: Comando Setaf, Sud Europe Task Force; quinta Forza aerea tattica; deposito di testate nucleari
  • Camp Ederle (provincia di Vicenza): quartier generale Nato, Comando Setaf dell’US-Army; un Battaglione di obici e Gruppo tattico di paracadutisti Usa
  • Tormeno (San Giovanni a Monte, Vicenza): depositi di armi e munizioni
  • Longare (Vicenza): importante deposito d’armamenti
  • Verona: Air Operations Center (Usaf) e Base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa, Centro di telecomunicazioni Usaf
  • Affi(VR): Centro telecomunicazioni Usa
  • Lunghezzano (VR): Centro radar Usa
  • Erbezzo (VR): Antenna radar Nsa
  • Conselve (PD): Base radar Usa
  • Monte Venda (PD): Antenna telecomunicazioni e radar Usa
  • Trieste: Base navale Usa
  • Venezia: Base navale Usa
  • San Anna di Alfaedo (VE): Base radar Usa
  • Lame di Concordia (VE): Base di telecomunicazioni e radar Usa.
  • San Gottardo, Boscomantivo (VE): Centro telecomunicazioni Usa.
  • Ceggia(VE): Centro radar Usa
  • Cameri(NO): Base aerea Usa con copertura Nato.
  • Candela-Masazza (Vercelli): Base d’addestramento dell’US-Air-Force e dell’US-Army, con copertura Nato.
  • Monte S. Damiano (PC): Base dell’Usaf con copertura Nato.
  • Finale Ligure (SV): Stazione di telecomunicazioni dell’US-Army.
  • Monte Cimone (MO): Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato
  • Parma: Deposito dell’Usaf con copertura Nato
  • Bologna: Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato Americano
  • Rimini: Gruppo logistico Usa per l’attivazione di bombe nucleari
  • Rimini-Miramare: Centro telecomunicazioni Usa
  • Potenza Picena (MC): Centro radar Usa con copertura Nato
  • Livorno: Base navale Usa
  • La Spezia: Centro antisommergibili di Saclant.
  • San Bartolomeo (SP): Centro ricerche per la guerra guerra sottomarina
  • Camp Darby (tra Livorno e Pisa): 8º Gruppo di supporto Usa e Base dell’US Army per l’appoggio alle Forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo e nell’Africa del Nord
  • Coltano (PI): importante base Usa/Nsa per le telecomunicazioni; deposito munizioni US-Army; Base NSA
  • Pisa(aeroporto militare): Base saltuaria dell’Usaf.
  • Monte Giogo (MS): Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
  • Poggio Ballone (GR) – tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato
  • Talamone (GR): Base saltuaria dell’US-Navy
  • Monte Limbara (tra Oschiri e Tempio, Sassari, in Sardegna): Base missilistica Usa
  • Sinis di Cabras (SS).: Centro elaborazioni dati Nsa
  • Isola di Tavolara (SS): Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della US Navy.
  • Torre Grande di Oristano: Base radar Nsa.
  • Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
  • Capo Frasca (OR): eliporto ed impianto radar Usa.
  • Santulussurgiu (OR): Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato
  • Perdas de Fogu (NU): base missilistica sperimentale
  • Capo Teulada (CA): da Capo Teulada (CA) a Capo Frasca (OR): all’incirca 100 km di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70.000 ettari di zone Off Limits: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato
  • Decimomannu (CA): aeroporto Usa con copertura Nato
  • Aeroporto di Elmas: Base aerea dell’US-Air-Force
  • Salto di Quirra (CA): poligoni missilistici
  • Capo San Lorenzo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta Usa
  • Monte Urpinu (CA): Depositi munizioni Usa e Nato
  • Cagliari: Base navale Usa
  • Roma-Campino (aeroporto militare): Base saltuaria Usaf
  • Rocca di Papa (Roma): Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato
  • Monte Romano (VT): Poligono saltuario di tiro dell’US-Army
  • Gaeta (LT): Base permanente della Sesta Flotta Usa
  • Casale delle Palme (LT): Scuola telecomunicazioni Nato controllata dagli americani
  • Napoli: Comando del Security Force del corpo dei Marines; Base di sommergibili Usa; Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo
  • Napoli-Capodichino: Base aerea dell’US-Air-Force
  • Monte Camaldoli (NA): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Ischia(NA): Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato
  • Nisida: Base US-Army
  • Bagnoli: Centro controllo telecomunicazioni Usa per il Mediterraneo
  • Agnano (nelle vicinanze del famoso ippodromo): Base dell’US-Army
  • Cirigliano.(NA): Comando delle Forze Navali Usa in Europa
  • Licola(NA): Antenna di telecomunicazioni Usa
  • Lago Patria (CE): Stazione telecomunicazioni Usa
  • Giugliano (vicinanze del lago Patria, Caserta): Comando Statcom
  • Grazzanise (CE): Base saltuaria Usaf
  • Mondragone (CE): Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico
  • Montevergine (AV): Stazione di comunicazioni Usa
  • Pietra Ficcata (MT): Centro telecomunicazioni Usa/Nato
  • Gioia del Colle (BA): Base aerea Usa di supporto tecnico
  • Punta della Contessa (BR): Poligono di tiro Usa/Nato
  • San Vito dei Normanni (BR): Base del 499º Expeditionary Squadron; Base dei Servizi Segreti: Electronics Security Group della Nsa.
  • Monte Jacotenente (FG): Base del complesso radar Nadge
  • Brindisi: Base navale disponibile agli Usa
  • Otranto: Stazione radar Usa
  • Taranto: Base navale disponibile per gli americani; Comando Comitmarfor
  • Martina Franca (TA): Base radar Usa
  • Crotone: Stazione di telecomunicazioni e radar Usa/Nato
  • Monte Mancuso (CZ): Stazione di telecomunicazioni Usa.
  • Sellia Marina (CZ): Centro telecomunicazioni USA con copertura Nato
  • Sigonella (CT): importante Base aeronavale Usa (oltre ad unità della US-Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’US-Air-Force: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, nonché alcuni gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una)
  • Motta S. Anastasia (CT): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Caltagirone (CT): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Vizzini (CT): Diversi depositi Usa
  • Isola delle Femmine (PA): Deposito munizioni Usa/Nato
  • Punta Raisi (Aeroporto): Base saltuaria dell’Usaf
  • Comiso (Ragusa – insediamento US-Air Force)
  • Marina di Marza (RG): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Monte Lauro (SR): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Sorico: Antenna Nsa
  • Augusta (SR): Base della VI Flotta Usa e deposito munizioni
  • Centuripe (EN): Stazione di telecomunicazioni Usa
  • Niscemi (Sicilia): Base del NavComTelSta (stazione di comunicazione US-Navy)
  • Trapani: Base USAF con copertura Nato
  • Pantelleria: Centro telecomunicazioni US-Navy e Base aerea e radar Nato
  • Lampedusa: Base della Guardia costiera Usa; Centro d’ascolto e di comunicazioni Nsa

L’elenco è impressionante e restituisce chiaramente l’idea che le forze italiane non sono che un modesto, ma costosissimo riempitivo, dentro un dispositivo di occupazione totale, che serve soprattutto a foraggiare l’industria bellica americana. Ogni tanto, come è successo recentemente per Napoli, il comando, meramente pro forma, viene passato all’Italia così che l’attuale presidente del Consiglio possa gonfiare il petto senza un’operazione chirurgica e nascondere la totale dipendenza da Washington che per lei non è più una sventurata necessità, ma tutto l’orizzonte di cui è capace. Del resto sappiamo che nell’ambito della divisione del lavoro internazionale immaginata dai globalisti, l’Italia è destinata ad avere lo stesso ruolo di Santo Domingo, ovvero un territorio turistico a basso valore aggiunto e, come sa bene chi cerca casa, scontrandosi contro la sterminata serie di affitti a breve, B&B, case vacanze altri cazzi e mazzi, l’operazione sta riuscendo perfettamente.

Così nel declino dell’America ci aggrappiamo al continente che ha causato il nostro declino e ci alieniamo tutti gli altri, proprio nel momento in cui potremmo riprendere un ruolo non da prigionieri o da alleati forzosi che partecipano alle “guerre umanitarie” del Golem nordamericano. E nemmeno ci facciamo un po’ schifo.