Molti anni fa venne coniata l’espressione villaggio globale, che non era per nulla una constatazione del fatto che il mondo fosse diventato più piccolo, bensì esprimeva la speranza delle classi dominanti che ci fosse un unico sindaco per tutti, una sola giunta di straricchi e un’unica ideologia. Per questo il termine villaggio si adattava molto meglio di città globale come sarebbe stato più lecito aspettarsi. Le città sono più complesse, hanno quartieri popolari, e quartieri alti, zone ben servite e zone abbandonate, vie piene di negozi e strade desolate, librerie e caffè sport, bei palazzi e catapecchie: insomma la città è un luogo di contraddizione e di scontro, quanto meno potenziale, che è quasi un’offesa all’idea globalista nella quale tutti – e particolarmente i cosiddetti perdenti – devono essere entusiasti (uso appositamente un termine totalmente cretino del linguaggio aziendalese) della loro condizione e subordinazione. In effetti però il mondo del potere si è molto ristretto nell’ultimo mezzo secolo tanto da parere più che un villaggio, un condominio dove gli intrecci sono sorprendentemente vicini ancorché invisibili. La portineria e il personale di servizio, che conoscono almeno in parte questi collegamenti, tacciono per mantenere il posto e avrete capito che la metafora riguarda i media.
Così accade, per esempio – come illustrato nel libro appena uscito di Frédéric Baldan, un ex lobbista di Bruxelles, dal titolo Ursula Gates – che il massimo potere europeo, espresso dalla von der Leyen, era profondamente compromesso con una serie di soggetti come la Fondazione Bill e Melinda Gates, il Wellcome Trust, il World Economic Forum e l’industria farmaceutica, “uniti dall’obiettivo di aggirare le normative di sicurezza per accelerare la vendita dei nuovi vaccini”. Il meccanismo con cui questa comunione d’intenti si poteva realizzare concretamente era la nomina di consulenti “indipendenti” che in realtà erano pagati dalla Fondazione Gates, la quale aveva contatti organici con tutti gli altri soggetti elencati ed era, allora come oggi, il pontefice massimo della fede vaccinista e dei relativi affari miliardari contro i quali la società è incapace di tutelarsi. Di qui la possibilità, anzi la necessità, delle trattative private al cellulare per l’acquisto di una esorbitante quantità di vaccini e la caduta di ogni cautela nei confronti di farmaci mai sperimentati. Anzi introducendo un obbligo de lege e de facto ad assumerli.
Ma vedete, non è esattamente di questo che voglio parlarvi, bensì del tentativo non solo di rimpicciolire il mondo a un villaggio, ma di ridurre al minimo lo spazio mentale delle persone facendo con i loro cervelli quello che molte tribù di indigeni americani amavano fare con le teste dei nemici: le essiccavano rendendole piccole come orribili bambole. Tale mutazione si ottiene in molti modi e l’ultima è quella detta Intelligenza Artificiale. Questa, generalmente incarnata per ora nelle varie chat intelligenti e sempre più spesso inserita nei navigatori, non opera più attraverso una selezione delle fonti, ma sostanzialmente tramite la produzione delle frasi statisticamente più ricorrenti: l’IA non bada alla consistenza o all’autorevolezza, ma solo alla plausibilità e correttezza linguistica, dimostrandosi così incredibilmente stupida. In questo senso non sono tanto importanti gli errori che pure ci sono e in quantità rilevante, ma il meccanismo stesso di riduzione del mondo. Facciamo un esempio: milioni, miliardi di persone fanno domande alle chat e ricevono risposte che essi giudicano corrette e che ripeteranno nei loro messaggi, post, like e quant’altro. Tutto questo finirà nei database a cui i moduli di Intelligenza Artificiale attingono, per cui alla fine l’IA non farà che ripetere se stessa e le possibili alternative finiranno per scomparire perché statisticamente e linguisticamente irrilevanti. Riguardo all’effetto si tratta della televisione del terzo millennio, ma con risultati molto più efficaci, pervasivi e in qualche modo più sofisticati rispetto al Page ranking di Google che già di per sé nascondeva molti dei possibili risultati di una ricerca. La mitizzazione dell’Intelligenza Artificiale farà il resto, cancellando i dubbi nella più parte dei credenti.
Questo naturalmente è al netto delle operazioni di propaganda da cui i moduli LLM non sono certo esenti: perciò siamo di fronte al più pericoloso e subdolo dei grandi fratelli da cui siamo dominati, magari pensando di essere liberi come l’aria.


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E’ triste osservare come le persone si siano fatte derubare del passato, truffate del presente ed escluse dal futuro. Intruppate in scuole dall’apprendimento nozionistico e non umanistico e progressivo, ammaestrati come scimmie, castrate in orizzonti limitati chiamati specializzazioni, compiti, missioni e mestieri. Atterriti ed annietati in conflitti che son normali routines di macelleria. Colpiti con mazzate ottundenti chiamate religioni, quando la natura divina è pace, condivisione, contemplazione e per farlo meglio, ne han inventate dieci con dogmi opposti ed antagonisti. Un futuro spodestato dal controllo, asfissia, reclusione fisica e mentale, tarpato da virus, bacilli e porcherie sparse a piene mani nell’ambiente.
Occorre pazienza per giugere al giaciglio serale in pace ed armonia con se stessi ed il creato. Forse, il Creato è solo un aspetto diverso, dei tanti assunti e fondanti del Creatore.
La bellezza e perfezione che scopri nello sguardo di un bimb, la dedizione di una donna, la fedeltà e perseveranza di un animale domestico. Chi comanda, serve, altrimenti è inutile. Dio, è Indispensabile. Per non elevare l’uomo ad un gradino sopra al suo simile, causa d’ogni male.
In fondo, è un pericolo relativo, come lo sono leideologie. Anche questa è un’ideoogia con scoi ben precisi. Va bene per chi è contento di vivere come un animale, pancia piena e cervello vuoto come qualsiasi leghista, fascista, etc. Un po’ piu’ schizzinosiquelli di sinistra, chic o il pecorume democristiano, una galassia di repressi e pervertiti che predicano male e razzolano peggio. Le biblioteche sono acora aperte, testi classici, immutabili.Da decenni si fa solo soap cultura: un lavaggio leggero in acqua tiepida del corredo neuronale. Non pretendo uno studio matto e disperatissimo alla leopardi, ma con un piano di studi discreto, si trovano gli strumenti per analizzare la realtà in cui si vive. Poi, quando si è abbastanza navigati, il desiderio di tornare ai valori dell’infanzia, è un altro paio di maniche,
L’ascolto del Dio che Batte in Te. La civiltà, non è costume, studio. Oggi, non si va mai oltre la moda che altro non è se non Imposizione.
In fondo, tolta la parola, or tolgono il pensiero. Ultima scintilla del Divino. Materialismo spinto.Un fastidio in meno, oggi ossiamo godere. Quelli di sopra e queli di sotto. A metterlo in culo e chi a prenderlo, senza tanti falsi moralismi.
Fortuna che m’avvio alla tomba sulle mie gambe… Beati i leoni da tastiera che sfideranno l’ordine stabilito, quello nuovo. Dove i poveri sposeranno i robot ed i ricchi, ancor le zoccole. I menestrelli Cantagallo su web, narreran i fasti,le gioie e gli onori, le pugne e le pugnette, seza darsene Pensiero. Scisso: alcuni avranno il Pene, agli altri, il Siero.
Si direbbe che si stia affermando il sistema hardcore, dove il dispensatore ed utlizzatore finale, trionfante di falsità esiga il jus primae noctis con esame ginecologico allo speculum, a coronamento delle cenette eleganti. I codici giuridici ad personam, i cicisbei salmodianti in visori iridescenti e livree politiche, i medici maniscalchi in forpici ferrati ad estrarre le teste di cazzo degli invitati e farcite come uova fabergè nelle Cortigianerie di corolario. Diceva bene Veronica, nel descriverne la Malattia. Degenerata nell’isola dei pedofili, naufragato nellla baia dei Porci, Penelope ha finito la tela. In fondo, ulisse da Nausicaa a icrce, passando per le siree, ha sempre avuto un debole per il bel Cant. Il paese per antonomasi? L’italia, donna di provincia, donna di Bordello. Una nuova sala, sontuosa al posto della vecchia , angusta, pu(ri)tana. Inizino le danze, alla nuova Versailles. La Favorita, vien dalla campagna, sul calar del Sole col suo Fascio d’erbe e Meloni…
Del resto aveva ben descritto Goethe nel suo viaggio in Italia, lo stridore fra le classi alte ed il popolino, i vizi ed il grottesco.
Il 9 aprile va a Bagheria presso la villa Palagonia rimanendone stupito per la bizzarria delle figure mostruose e lo strano gusto del proprietario. Questa visita influenzerà poi alcuni passaggi del Faust, come ne La notte di Valpurga in cui descrive una serie di mostri. Alcuni giorni dopo vedrà passare proprio il principe di Palagonia che raccoglieva denaro per finalità benefiche riscontrando l’incongruenza tra il denaro speso per la villa e quello che chiedeva agli altri. In fondo, oggi Macron (uno a caso) è giusto folklore, fra una sfilata di jean paul gautier ed ed un aspersione di J’adore, parfume de Dior. Effimero, insulso, sadismo fatuo, concorrono nel disprezzo di quelli che qualche seclo a seguire, verranno definiti sottouomini, giusto ruote ed ingranaggi meccanici della Dissipazione. Siamo già nell’oltretoba e Putin, per quanto spaventi, è giusto il Caronte che Sigilla ‘Averno, da qui all’Eternità…
“Oggi tutto è falsificato; si vogliono obbligare le persone a vivere artificiosamente per trasformarle più facilmente in delle specie di macchine, e la medicina ha sicuramente un grande ruolo da svolgere nella realizzazione di questo piano diabolico”!
Questo scriveva Guénon nel lontano 1949 in una lettera ad un suo interlocutore.
E pressappoco nello stesso periodo, in un suo libro:
“… è questa l’occasione per ricordare come corra il detto che «Satana è la scimmia di Dio», e come egli «si trasfiguri in angelo di luce».
Tutto sommato, ciò equivale a dire che egli imita a modo suo, alterandole e
falsificandole in modo da farle sempre servire ai propri fini, le cose stesse a
cui vuole opporsi: per tale ragione avverrà che egli s’industrii affinché il
disordine assuma le apparenze d’un falso ordine, che dissimuli la negazione
d’ogni principio sotto l’affermazione di principi falsi, e via di questo passo.
Evidentemente tutte queste imprese non potranno essere in realtà null’altro
che simulacro e perfino caricatura, ma presentate in modo sufficientemente
abile perché l’immensa maggioranza degli uomini se ne lasci ingannare;
come stupirsene del resto, quando si vede quanto facilmente le soperchierie, anche le più grossolane, riescano ad imporsi alla folla, e come sia invece difficile in seguito riuscire a disingannarla? Già gli antichi dell’età
«classica» solevano dire «vulgus vult decipi»; ed è indubbio che sempre
esistettero, per quanto mai così numerose come ai giorni nostri, persone disposte ad aggiungere: «ergo decipiatur»! … Quest’essere, anche se apparirà sotto forma di un personaggio determinato, sarà in realtà più un simbolo che un individuo… in questa funzione non avrà né predecessori né successori; per poter esprimere il falso ad un livello così estremo, egli dovrà essere, per
così dire, completamente «falsato» da tutti i punti di vista, cioè come
l’incarnazione stessa della falsità… Per di più, dato che il falso è
necessariamente anche «artificiale», la «contro-tradizione» non potrà
mancare, nonostante tutto, di avere quel carattere «meccanico» che è
presente in tutte le produzioni del mondo moderno: essa ne sarà anzi
l’ultimo prodotto; ancor più esattamente, vi sarà in essa qualcosa di
paragonabile all’automatismo di quei «cadaveri psichici» cui abbiamo
accennato in precedenza…”.
E’ abbastanza inquietante la corrispondenza con la foto di apertura dell’articolo…
Da almeno trentennio… tutto ciò etichettato “intelligente” o meglio smart detto in quella lingua per minorati letterari che è inglese… si dimostra nei fatti di una idiozia insuperabile!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Mi pare che sia il millennio Intellignente…
Annamo bien.
Nuccio, … non è la lingua il problema, sono gli utenti. Ipnotizzati, sterilizzati e utilizzati come combustibile per alimentare la macchina del nulla. JM http://www.yourdailyshakespeare.com