Gli esperti occidentali devono ammettere almeno una cosa: che i russi sanno usare proprio bene i chip delle lavatrici che secondo l’accolita di bugiardi e imbecilli dell’Alleanza occidentale sarebbero i soli di cui dispongono. Ogni mese si assiste all’uscita di una nuova arma o al miglioramento di quelle già usate: bombe guidate con estrema precisione che ora possono essere lanciate da aerei a 100 chilometri di distanza, droni con un carico di esplosivo quasi doppio, missili ipersonici in grado di compiere manovre elusive rimanendo sempre al di sopra di Mach 6. Ma per tre lunghi anni la propaganda ci ha fatto credere che i russi stessero combattendo con le pale, che i cespugli troppo alti fossero la causa delle sconfitte ucraine, che da un momento all’altro l’esercito russo sarebbe crollato. Insomma tutta una serie di chiacchiere da bar che tuttavia la maggioranza delle persone si è tracannata senza farsi venire qualche dubbio.

C’è anche chi si è incaricato di fare una sorta di cronistoria di questa propaganda bellica che mostra come l’Occidente sia ricco di zucche vuote, buone solo per Halloween. Si comincia dal 10 aprile del 2022 quando l’Alto (si fa per dire) rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell dichiarò: Questa guerra sarà vinta sul campo di battaglia. L’Ucraina prevarrà e si rialzerà ancora più forte. E l’Ue continuerà a sostenerla, passo dopo passo”. Quasi un anno dopo, il 19 gennaio 2023, il presidente del consiglio europeo, Charles Michel, davanti al parlamento ucraino disse: Siamo determinati ad aiutarvi a vincere sul campo di battaglia. Quando il Presidente Zelenskyy mi ha chiamato il 24 febbraio dello scorso anno mi ha detto: “Charles, abbiamo bisogno di armi, di munizioni”. Tre giorni dopo, abbiamo formalmente deciso di fornire equipaggiamento letale a un Paese terzo, per la prima volta nella storia dell’Ue”. E ancora il 24 febbraio del 2024 Boris Jhonson sostenne: Con il loro indomito coraggio, non ho dubbi che gli ucraini vinceranno e cacceranno le forze di Putin, a patto che forniamo loro l’aiuto militare, politico ed economico di cui hanno bisogno”. Infine nel gennaio di quest’anno il finanziforme neo cancelliere Merz ha fatto sapere urbi e soprattutto orbi che “L’Ucraina deve vincere la guerra.”

È stato il canto del cigno della favola secondo cui il regime di Kiev avrebbe potuto risolvere la questione dal punto di vista militare. Qualche mese dopo questa illusione si è completamente dissolta, tanto che ieri un sinedrio con tutti i responsabili del massacro, a cominciare da Zelensky per finire a Starmer, Merz, Macron e a buona parte dei leader europei, sembra aver cambiato completamente idea e non parla più di vittoria militare, ma di congelamento del conflitto: Sosteniamo fermamente la posizione del Presidente Trump secondo cui i combattimenti dovrebbero cessare immediatamente e che l’ attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati”. Questo gruppo di idioti in un interno ormai straparla perché ovviamente la Russia che sta vincendo non potrà mai accettare un cessate il fuoco che non abbia alle spalle un solido accordo che rimuova le cause della guerra, ossia l’avanzamento della Nato verso le sue frontiere. Persino Trump l’ha capito. Ma per convincere tutti di essere proprio cretini, hanno anche aggiunto che “l’Ucraina deve trovarsi nella posizione più forte possibile, prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco “. Un’ appendice che vanifica completamente le possibilità che Mosca accetti una soluzione di questo tipo, una tregua prematura, anche se ne avesse l’intenzione.

Diventa chiarissimo che nessuno si aspetta più una vittoria e che questa non può più essere usata nemmeno a livello propagandistico. E tuttavia l’ultima frase di tale dichiarazione è funzionale alla nuova razzia che le oligarchie europee intendono compiere. Se l’Ucraina è persa, allora a maggior ragione la Ue deve spingere per le spese militari e la von der Leyen annuncia un piano decennale da 6800 miliardi di euro in dieci anni esclusivamente per il riarmo. Una cifra fuori dal mondo che per la sola Italia sarebbe di 870 miliardi, che significa la distruzione totale e definitiva di una parvenza di stato sociale, la fine di qualsiasi servizio pubblico, un peso insostenibile delle nostre finanze, un pauroso impoverimento per tutti salvo che per i signori del denaro, azionisti e speculatori assortiti. Eppure i giornaloni parlano di questa follia come se fosse una cosa seria, come se realmente fosse possibile. Qui non siano più di fronte a una propaganda di guerra, ma a una guerra funzionale alla propaganda dello scasso sociale. Il discorso viene totalmente ribaltato: se l’oligarchia del denaro ha fallito lo scopo di mettere le mani sulle risorse russe, allora bisogna che le metta sui popoli sottomessi alle loro volontà.