Il caso di Charlie Kirk è ben lontano dall’esaurirsi per una serie complessa di ragioni che stanno man mano saltando fuori dalla palude. In primo luogo perché le “autorità” stanno costruendo un teorema sulla sua uccisione che fa acqua da tutte le parti e induce a pensare, per l’ennesima volta, che i servizi americani si stiano dedicando alla copertura di se stessi o di altri innominabili: la pista israeliana sta infatti acquistando sempre più concretezza visto che questo agit prop conservatore cominciava ad averne abbastanza di stare al guinzaglio sionista e aveva persino rifiutato un’offerta di Netanyahu. Ma il permanere di questa vicenda nelle cronache e nei commenti è dovuta anche a un altro elemento che è deflagrato in modo evidente nell’Occidente delle bugie e delle finzioni: ovvero la contraddizione intrinseca di un mondo che vortica intorno al nulla delle idee e dove le incoerenze sono tali da restituire la sensazione di un mondo in disfacimento, guidato da parole d’ordine prive di senso, di etica e di intelligenza.

In maniera sorprendente proprio gli agnelli che predicano contro l’odio e giudicano ogni manifestazione significativa e non omologata o irrilevante di sé, come un’offesa per gli altri, si sono rivelati i più accaniti sostenitori del “giusto” omicidio, visto che Kirk esprimeva idee non consone al canovaccio contemporaneo. È del tutto evidente che la messa al bando degli odiatori, praticata con solerzia dai social solo quando si tratta di opinioni non conformi al credo globalista, è semplicemente un concettoide strumentale per azzerare il dibattito e sottrarre libertà alle persone. Che sono poi generalmente quelle senza potere, sovrastate da chi guida e impone il discorso pubblico: nei fatti si tratta di un caso particolare di lotta di classe al contrario di cui proprio la sinistra è diventata vessillifera. La cosa sorprendente è che tutto questo è facilmente comprensibile e tuttavia la insuperabile contraddizione non riesce più ad essere colta. Il caso Kirk ha in qualche modo fatto esplodere un problema di incontenibile violenza politica che prima era rimasta sottotraccia: negli ultimi anni in Usa si sono avuti molti casi di assassinio o tentato assassinio di voci discordanti: a giugno, un uomo armato e agitato aveva sparato e ucciso Melissa Hortman, ex presidente democratica della Camera dei rappresentanti del Minnesota, insieme a suo marito; all’inizio di quest’anno, un individuo indignato per le polizze assicurative sanitarie aveva ucciso Brian Robert Thompson, amministratore di United Healthcare; l’anno scorso, uomini armati avevano tentato due volte, senza successo, di assassinare Donald Trump durante la sua campagna per la Casa Bianca e nel 2017, uno squilibrato aveva ferito gravemente il capogruppo repubblicano della maggioranza alla Camera, Steve Scalise.

La cosa che tuttavia distingue l’assassinio di Kirk è che quest’ultimo aveva ricevuto innumerevoli minacce di morte ed era perciò corso ai ripari circondandosi di una scorta e indossando un giubbotto antiproiettile, precauzioni che in tutto o in parte mancavano alle vittime precedenti. Questo per dire che si è trattato di un omicidio condotto a termine da professionisti di livello, con competenze ben al di sopra di quelle del colpevole ufficiale, Tyler Robinson, compreso anche l’uso di proiettili speciali. Visto che il personaggio era anche nella lista nera dell’Ucraina ci si chiede se non possa essersi trattato di un killer mandato lì per un’operazione congiunta Kiev – Tel Aviv. Naturalmente non conduco le investigazioni e dunque non so che dire di questa teoria che sta prendendo piede, ma, in generale, la cosa interessante è che spesso i nazisti del battaglione Azov – notoriamente di ispirazione nazista e dediti al culto di Bandera che fu uno sterminatore di ebrei – sono stati avvistati in Israele e in vari luoghi, compresa la piazza del Campidoglio nel giorno del famoso tentativo di assalto, in pratica guidato dagli stessi servizi. Nella foto di apertura uno di questi miliziani con la croce uncinata tatuata sulla nuca, è davanti al muro del pianto. Ecco lo stato di totale confusione nel quale è stato portato il mondo occidentale e nel quale ormai tutto è possibile, visto che non è possibile pensare a niente.