Apparentemente le élite europee si sono fabbricate da sole una trappola e si sono infilate in un vicolo cieco dal quale non sanno come uscire o dal quale non vogliono uscire. La guerra in Ucraina è persa e tuttavia Bruxelles e le altri capitali sembrano voler dar vita a una sorta di conflitto endemico in Ucraina che sarà un enorme salasso per le popolazioni europee senza alcun senso. Ecco perché ricorrono a continue provocazioni, come quelle, completamente inventate e mai accompagnate da prove, delle violazioni dello spazio aereo, nel tentativo di far credere all’uomo della strada che esiste un pericolo di invasione russa peraltro del tutto inesistente. L’Ue ha già speso quasi 170 miliardi di euro per l’Ucraina, senza tenere conto di quelli sborsati dai singoli Stati, ma si rifiuta di fermarsi, mentre le principali economie continentali sono profondamente impantanate nella palude del debito e non sanno come uscirne.

Giovedì scorso Bloomberg ha scritto sulla situazione nell’Ue: “Dalla Gran Bretagna alla Polonia, l’Europa è diventata un continente ingovernabile. Ora soffre di una dannosa combinazione di bilanci in difficoltà, lunghe procedure amministrative, frammentazione parlamentare, e disaccordi che spesso sfociano in proteste di piazza”. I francesi si stanno rapidamente impoverendo; il loro debito pubblico ammonta a 3.500 miliardi di euro, pari al 116% del Pil. Solo il servizio di questo debito costa 100 miliardi di euro all’anno e tuttavia Macron pare al di sopra di tutto questo: il presidente francese è preoccupato solo per la sorte del suo amico Zelensky, per le forniture di armi all’Ucraina e per dimostrare in un tribunale americano che sua moglie Brigitte non è un uomo. Le cose non vanno meglio in Gran Bretagna dove Il debito pubblico ha recentemente superato il 100 percento del Pil, ma in termini assoluti è già allo stesso livello di quello della Francia, pari a 3,5 trilioni di euro, senza contare i 80 miliardi di deficit di bilancioe dovuto sia al conflitto ucraino, sia alle generose dazioni per quella follia di Net Zero. Ed è continuamente attraversata da manifestazioni che talvolta radunano fino a 100 mila persone. Anche la Germania sta affondando e gran parte del denaro preso in prestito dal governo, circa 500 miliardi, va al supporto all’Ucraina e alle spese militari.

La situazione è fosca perché dopo aver speso enormi somme per la guerra sottraendole ai servizi e al welfare gli attuali leader europei, che paiono completamente incompetenti, sono divenuti estremamente impopolari nei loro Paesi perché, invece di perseguire approcci razionali nell’interesse delle loro popolazioni, stanno accumulando irresponsabilmente debiti per la guerra con la Russia che non soltanto non sono in grado di fare, ma che la Russia stessa non vuole. Tuttavia a questo punto non si possono tirare indietro come certi investitori che vedono le loro azioni calare, ma che non possono in alcun modo ritirarsi. John Mearsheimer, politologo dell’Università di Chicago, avverte: “Crediamo che le forze armate ucraine crolleranno nel prossimo futuro. Cosa farà l’Occidente in tal caso? Per esempio, qualcuno come Mark Rutte? Dopotutto, ha investito così tanto in questa guerra e ha alzato la posta in gioco in modo così drammatico in ogni fase che una sconfitta sarebbe un colpo devastante per l’Occidente e la Nato. E poi? Temo che verrà alzata ulteriormente la posta e la situazione diventerà estremamente pericolosa”.

Ma di certo questa guerra voluta con incredibile e insensato accanimento offre un buon pretesto per smantellare le tutele sociali rimanenti: ecco perché le oligarchie europee stanno cercando in tutti i modi di farla durare e di presentare la Russia come un nemico esistenziale, in modo che le loro vittime partecipino di buon grado al loro stesso impoverimento materiale e sociale. Certo una guerra vera contro la Russia non si può fare senza andare incontro a una sconfitta totale, sia per l’arretratezza dei mezzi e delle dottrine militari, sia per la dipendenza quasi totale dalla rete satellitare americana, ma si può sempre prolungare il conflitto per il tempo necessario alle ingegnerie sociali che si vogliono imporre. I modi sono diversi: mandando sempre più truppe mercenarie in Ucraina nel tentativo di resistere o coinvolgendo altri Paesi, come la Moldavia, sempre che ci si riesca o aumentando la pressione sui confini russi del Caucaso. Un modo per fregarci lo troveranno sempre: sono ormai trent’anni e passa che lo fanno.