Devo constatare che più un post è serio, meno viene letto e ancor meno compreso. Non parlo solo di questo blog, ma di una tendenza generale che fa prediligere buffoni e buffoncelli di ogni genere e risma che aiutano nel difficile compito di non pensare, mai, per nessuna ragione. È, come dire, l’air du temp a cui non posso che arrendermi. Perciò eccovi un video imperdibile, curioso e divertente di un influencer medio orientale che affronta il tema dei cavi internet tagliati nel Mar Rosso, cosa che ha messo in crisi i sistemi cloud di Microsoft in una vasta area che va dall’India al Pakistan. Non si sa ancora ufficialmente se sia stato un atto deliberato o un incidente, ma è probabile che non lo sapremo mai con certezza perché si tratta di un’ennesima vulnerabilità occidentale che è meglio nascondere.

Però, ecco, le forbici potrebbero servire a molte buone cause, soprattutto a recidere il legame ombelicale con la barbarie che nemmeno più si degna di darsi un volto umano. O meglio, ne ha uno fin troppo umano secondo la dizione contemporanea della parola: dopo due anni di ottuso e imbarazzato silenzio ecco che tutti i dormienti inneggiano alla flottilla di Gaza probabilmente perché è trendy. Duecentomila morti dopo. Mentre alcuni vecchi tromboni che hanno fatto una carriera all’ombra e con le dazioni di Washington, emergono dal silenzio, per spiegarci, citando per giunta con cifre false, che quello di Gaza non sarebbe un genocidio. Certo le forbici non potrebbero servire a tagliare cose che non hanno mai avuto, ma almeno le loro cartacce da ignobili e sudaticci servi sì.