Per quanto possa sembrare paradossale, c’è un motivo per il quale Trump in preda alle sue crisi di narcisismo senile manda all’Iran minacce di bombardamenti a tappeto e nucleari: cerca di far cedere l’avversario prima che debba cedere lui. È un gioco estremamente pericoloso per l’intera umanità, cosa della quale questo ottantenne con i capelli tinti non si rende nemmeno conto, ma pensa che il bluff possa riuscire, che l’Iran si arrenda senza che Israele sia messo alla prova. E le ragioni sono state rivelate dallo stesso Washington Post, che magari non tifa precisamente Trump, ma che ha dalla sua dei calcoli inoppugnabili. Per ogni missile balistico lanciato dall’Iran e che costa all’incirca 200 mila dollari, Tel Aviv è costretta a lanciare al minimo 3 missili intercettori di costo enormemente superiore che, nel caso del Thaad, arriva a 12 milioni di dollari l’uno. Spesso però, per un solo missile iraniano, Israele ne deve lanciare persino una dozzina com’è accaduto in qualche caso e anche così il risultato non è certo.
Oltretutto, a parte i conti economici proibitivi, di questi missili non ce n’è una quantità illimitata: gli Usa ne producono poche centinaia l’anno sommando tutti tipi, mentre le scorte sono già state gravemente intaccate dalla guerra in Ucraina. Dunque in due settimane Israele rischia di rimanere completamente alla mercè dei missili iraniani, per quanti danni possa fare nel frattempo. Ecco perché nella testa del vegliardo arancione è venuto in mente di mettere tutta la posta in gioco per spaventare Teheran e indurla alla resa. Invece di fermare un criminale di guerra come Netanyahu, negandogli l’appoggio, ha provato a premere al massimo sull’acceleratore. Forse ha visto troppi film americani in cui due auto vanno una contro l’altra per vedere chi molla prima. Forse è stato ingannato dai servizi pappa e ciccia col Mossad, i quali gli hanno detto che l’Iran sta esaurendo i propri missili. Esattamente come i servizi inglesi e la Cia dicevano e dicono che la Russia sta esaurendo i propri vettori e quindi si spera che Teheran ceda da un momento all’altro. Si tratta di un’idea balzana perché gli iraniani stipano missili da vent’anni e li hanno messi sottoterra al riparo dalle bombe di Tel Aviv ed eventualmente di Washington. Inoltre hanno disseminato il proprio territorio di postazioni missilistiche civetta in maniera da creare decine di falsi obiettivi e far sprecare missili ai propri avversari, cosa che Israele non può fare avendo un territorio 80 volte più piccolo. Quindi anche se la contraerea dell’Iran è scarsa come quella israeliana, è impossibile distruggere in poco tempo la sua deterrenza missilistica. E Israele ha pochi giorni per poterlo fare.
Adesso poi dalla Russia e dalla Cina sono arrivati cargo con attrezzature antiaeree avanzate e persino dal Pakistan sono giunti via terra 720 missili oltre a una dichiarazione di intervento atomico nel conflitto se Israele o qualcun altro volesse usare ordigni nucleari contro l’Iran. Insomma il resto del mondo si sta organizzando per far fronte alla minaccia che il duo Trump – Netanyahu rimanda di giorno in giorno. L’inquilino della Casa Bianca in meno di 200 giorni è riuscito a perdere l’occasione di essere il grande pacificatore come aveva promesso, a diventare l’uomo della crisi più grave che il mondo abbia conosciuto e ha perso qualsiasi credibilità. Non solo in questi giorni, ma ancor prima col tentativo di attacco alla triade nucleare russa che avrebbe dovuto nell’idea di Trump e dei suoi nani da giardino, costringere la Russia a venire a patti. Adesso di cosa puoi parlare con Trump? Forse del tempo atmosferico e anche in quel caso c’è il pericolo che ti rifili una balla. Così ha perso anche la possibilità di cambiare registro perché ormai si è capito che è impossibile trattare con lui.
Tutto questo è assolutamente pessimo per noi: la caduta della credibilità di Trump significa anche la caduta di un argine verso la distopia tecnocratica che in sostanza consiste in un progetto di “libertarismo assoluto”, nel quale si immagina che un piccolo sinedrio di oligarchi governi l’impero libero da qualsiasi limitazione democratica. E che il futuro dovrebbe essere robotico e guidato dall’intelligenza artificiale, la quale dovrebbe “gestire” la popolazione, peraltro demograficamente in caduta libera. Un piano in cui la sostituzione etnica e la caduta dei legami comunitari dovrebbe fare da apripista e da garante dell’assenza di radicamenti. Insomma Trump alla fine è stato così astuto da fregare se stesso.


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Vladimir Putin si muove
https://visionetv.it/la-russia-intima-agli-usa-di-non-colpire-liran-e-mette-in-guardia-dal-rischio-di-una-guerra-globale/
Se la situazione logistica, come lei lascia intendere, non è così favorevole allo spregiudicato asse del male, USAI (United States of America and Israel) + NATO, una bella raffica di sonori ceffoni alla sua spregiudicatezza da parte della Repubblica islamica dell’Iran e soci sarebbe pertanto caldamente auspicabile.
Non penso che «la caduta della credibilità di Trump» sia una condizione necessaria per un peggioramento generale delle difese contro la deriva tecnocratica. Il macchinismo digitale andrà avanti da sé, inesorabilmente. Non ci saranno eroici ed impotenti Ned Ludd che lo contrasteranno. Dovrà fare il suo corso. Esaurire le sue possibilità.
L’articolo di Meyssan evidenziato da un lettore, mi ha fatto venire in mente ciò che scriveva Said in “Orientalismo”, e cioè che l’Oriente, sin dai tempi di Eschilo, è stato visto come «una specie di alterità assai distante e piuttosto minacciosa» e conseguentemente interpretato in maniera grossolana, com’è solito fare la supponenza occidentale.
Come facevi a pensare che il capo dell’isola della Tortuga potesse essere il grande pacificatore, dopo che aveva approvato il bilancio preventivo del Pentagono di oltre un trilione di dollari. Un trilione di dollari in un paese che si trova finanziariamente sull’orlo della bancarotta? Vuol dire che i debiti li vuole onorare con le armi no?
E poi Trump è amerikano (con la k mi raccomando) e quindi subdolo, inaffidabile e mentitore per definizione. E’ la storia a testimoniarlo non io. Chiedere ai nativi delle tribù Lakota, Cheyenne, Arapaho, Kiowa, Comanche, Apache, Ottawa, Ojibwe, Potawatomi e tante, tante altre che videro i loro trattati sempre regolarmente stracciati e disattesi, i loro territori invasi, i loro beni rapinati, i loro ambienti devastati, le loro genti massacrate e deportate, la loro cultura distrutta. Gli amerikani si sono formati così e questa è la loro indole più profonda, non hanno bisogno di questa o quell’altra lobby per commettere crimini, anzi queste ultime lì trovano il terreno fertile e adatto per crescere e svilupparsi. L’unico rimedio contro questa piaga è l’implosione interna e la sua frantumazione. Questo bisogna augurarsi. A proposito come vanno le sommosse interne, già finite? Speriamo di no e soprattutto che non fossero semplicemente pilotate dall’alto con secondi fini.
Vale la pena leggere Messyan
https://www.voltairenet.org/article222469.html
Pensavo quando ero molto più giovane di oggi, che lo sviluppo tecnologico e l’accesso alle risorse alimentari avrebbe definitivamente disinnescato quella smania tutta europea, che le cronache ci dicono non del tutto assopita, di fare guerre, di unirsi non già a favore del capitalismo lobbistico ma della pacificazione dei popoli, come forse intendevano nel 1957 i fondatori del MEC a Roma e della CEE. Da allora è rimasta solo l’idea di una unione e la finta Europa è nelle mani di potentati economici che proprio l’altro ieri hanno dichiarato al mondo che uno dei loro intenti è la depopolamento, e temo che ci riusciranno costi quel che costi, visto che da vent’anni ci provano con numerose e variopinte pandemie, che hanno finito per cozzare con l’innata resistenza dei sistemi immunitari, nonostante sieri genici deleteri.
Per cui oggi l’unica loro arma è la tradizionale e immarcescibile guerra come unico strumento utile (per loro) e raramente poco efficace, anche perché si sa nelle guerre muoiono i poveri nelle divise da soldati, non i magnati dell’economia che fanno affari d’oro in ogni caso, che sia un ago di siringa o un proiettile a colpire la pelle di ignare vittime, poco importa.
Alle armi siam……democratici
https://www.repubblica.it/politica/2025/06/18/news/esercito_italia_riservisti_militari_10_mila_richiamati_emergenza_guerra-424676295/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1-GUERRA3
Hanno reso i nostri cuori , indifferenti a tutto . Come e’ possibile !!!
https://x.com/TgLa7/status/1934939176425738663
Siamo in mano a dei burattini manovrati dalle banche
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