L’Occidente nella sua disperata battaglia per mantenere il predominio planetario si sta rapidamente liberando di quei valori che, almeno a partire dal dopoguerra, sono stati il nerbo della sua propaganda: libertà, democrazia e regole internazionali, usati come strumento di superiorità morale grazie ai quali fare le peggio cose e 40 milioni di morti civili. Tutto questo è ormai un teatro Kabuki a cui non crede più nessuno.

E non è certo un caso se oggi l’Occidente non solo sostiene toto corde il regime fascista di Kiev, ma anche quei terroristi che allevava, ma a cui aveva dichiarato una battaglia infinita. Così i droni ucraini sono in Siria per portare a compimento il piano Timber Sycamore, un progetto della Cia per rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad con un’operazione di cambio di regime sotto le mentite spoglie di una “guerra civile”. Ciò avrebbe permesso di raggiungere diversi scopi strategici per gli Stati Uniti e i suoi alleati della Nato, tra cui rompere l’asse di resistenza contro Israele sostenuto dall’Iran e indebolire il predominio della Russia come fornitore di energia per l’Europa con la costruzione di nuovi oleodotti attraverso la Siria facilitati da un nuovo regime filo-occidentale a Damasco. Per finire con una nota desolante e ridicola il capo dei cosiddetti ribelli (vietato chiamarli terroristi che forse farebbe scattare qualcosa nelle menti più intorpidite) Al-Joulani, ha tuttora una taglia di 10 milioni dollari, messa dall’Fbi, per la sua militanza in Al Qaeda e nell’Isis.

L’intervento russo e poi la vicenda ucraina hanno cambiato le carte in tavola ripetto al piano originario della Cia, trasformando l’Europa da carnefice a vittima, ma il fatto generale è che siamo testimoni di una vera e propria perversione del cosiddetto processo “democratico”: lo dimostrano la Georgia dove è in atto un possibile golpe in stile Maidan, la Moldavia dove per ammissione stessa dei “vincitori”, il risultato delle urne è stato truccato, la Romania dove le elezioni che hanno visto la sconfitta al primo turno del candidato filo Nato, sono state annullate con il demenziale pretesto di un’influenza russa tramite Tik Tok. Adesso avremo a tempo indefinito un regime presidenziale mentre un’informazione tenuta al guinzaglio rifiuta di occuparsi del misterioso bombardiere americano volato da Fort Lauderdale in Romania, alla vigilia dell’annullamento delle elezioni. E mettiamo in conto anche la Francia dove Macron rifiuta di dimettersi, nonostante il completo sfascio politico che ha provocato. Giù la maschera.

Gli Usa e la governance grigia che gestisce Washington sono ossessionati dal breve termine e pensano che le varie sovversioni dei processi democratici sponsorizzate dalla Cia siano “vincenti”, ma in realtà stanno bruciando le loro fondamenta, incendiando l’intera casa e distruggendo tutto quanto avevano costruito. Nascosto sotto il fascino ipnotico dello “spettacolo magico” dell’egemone, c’era il fatto che l’idolo della democrazia è sempre stato suddiviso in forme “buone” e “cattive”, come la necessità imponeva. Fino a qualche tempo fa però si cercava di nascondere questa realtà e di mantenere in piedi la favola, ma ora le cose sono precipitate così rapidamente che è necessario prendere misure disperate, senza nemmeno tentare di salvare le forme. Del resto le cose evolvono così rapidamente che non c’è più tempo per elaborare miti e giustificazioni: si agisce d’istinto per salvare l’impero in rovina. Il risultato è che il resto del mondo sta rigettando anche il buono che pure c’era in quest’acqua sporca.

La politica neoliberista incarnata al peggio dal Forum di Davos ha via via fatto cadere il sistema di bilanciamenti e contrappesi di cui una democrazia ha vitale bisogno e tutto il resto del mondo sta osservando questa “bolla” di insopportabile ipocrisia. L’Ue in particolare ha raggiunto un punto di non ritorno, diventando la “prigione delle nazioni” come ha detto un acuto osservatore. Ma più i tecnocrati globalisti si affannano a tamponare le situazioni spiacevoli per loro, più crescono l’opposizione e la rabbia contro il sistema. Così aumenta di pari passo anche la censura al punto da arrivare all’incriminazione di cittadini che hanno espresso opinioni non conformi: in Germania una persona è finita in galera per aver dato dell’idiota al ministro dell’economia verde Robert Habeck: si tratta di un “crimine di destra motivato politicamente”. Un’espressione priva di senso che dimostra chi siano realmente gli idioti. Nel Regno Unito il partito laburista ha persino fatto affondare una legge di tutela della libertà di parola nelle Università che era in qualche modo difesa persino nel medioevo. Ecco cosa siamo diventati.