Probabilmente non è un mistero per nessuno dotato di normale intelligenza che il governo Netanyahu  ami svisceratamente il terrorismo e dunque non è così sorprendente che abbia cercato di eliminare un buon numero di uomini di Hezbollah attraverso  cercapersone esplosivi. Certo questi strumenti, antenati dei telefonini, sono molto usati dalle persone che svolgono normali lavori e soprattutto dal personale degli ospedali, dove pare ci sia stata la maggior parte dei feriti, ma che importa di fronte al sogno sionista della grande Israele? Tuttavia l’evento apre molti interrogativi sul futuro che potrebbe anche riguardarci da vicino, perché a quanto sembra i cercapersone che hanno fatto bum! sono di un’azienda di Taiwan isola cinese  che come sappiamo è controllata, almeno a livelli di vertice, dagli Usa e dunque potrebbe aver direttamente costruito e venduto i cercapersone bomba, oppure aver inserito un software perché essi esplodessero simultaneamente all’invio di un determinato messaggio.

Alla luce delle cose che si sanno al momento è molto improbabile che l’esplosione di questi piccoli apparecchi sia stata determinata dal solo surriscaldamento delle  batterie al litio, esse però aumentando di temperatura avrebbero potuto  innescare l’esplosione di una minima carica di esplosivo (probabilmente semtex o Rdx) inserita da qualche parte nel guscio dei cercapersone o addirittura in un piccolo vano ricavato nella .batteria stessa sufficiente a ferire o in qualche caso ad uccidere.   Almeno questa è l’opinione prevalente che circola tra gli esperti. Ma i misteri non finiscono qui, anzi cominciano da qui perché l’azienda taiwanese che ha prodotto i dispositivi afferma di aver costruito solo i componenti che poi sarebbero stati assemblati in Europa. Dunque chi, come e dove  ha manipolato i microcontroller degli apparecchi  ed eventualmente  inserito l’esplosivo? La tesi secondo cui una partita di cercapersone provenienti da Taiwan sarebbe stata intercettata dai servizi israeliani  e poi trasformata in bombe a tempo, diventa più complicata da sostenere se davvero l’assemblaggio è avvenuto altrove: occorrono infatti molte altre  complicità per mettere in atto un piano del genere.

Del resto la sensazione è che il governo Netanyahu farà di tutto per provocare sia Hezbollah  che l’Iran e  distruggere ogni speranza di pace. Il momento è estremamente favorevole: in questo interregno  sta alla Casa Bianca, un Biden in condizioni di confusione mentale sempre più evidente, Trump e Kamala fanno la campagna elettorale, mentre a comandare di fatto è il supersionista Blinken il quale è per giunta un ebreo di origine ucraina. Dunque una manna per Tel Aviv nel tentativo di trascinare gli Usa nelle sue guerre.

Ad ogni modo è del tutto evidente che il controllo dei dispostivi personali, come per esempio i cellulari è ormai un gioco da ragazzi e non c’è alcun modo di accorgersi se nelle viscere del telefonino non si nasconda uno spyware in aggiunta ai normali sistemi che permettono di sapere praticamente qualunque cosa di noi: la cosa è stata dimostrata dalla scandalosa vicenda  Pegaso, quando si scoprì che i cellulari di  capi di Stato, ministri, giornalisti, attivisti per la pace erano stati infettati con uno spyware prodotto in Israele che serviva ad ascoltare le loro conversazioni. Ora però si sa che i dispositivi portatili, non solo ci spiano, ma  possono diventare un’ arma invisibile. Non c’è nemmeno bisogno di alcuna carica esplosiva: basta il riscaldamento della batteria a seguito di segnali tipo quelli lanciati da noi come prova per le  emergenze o magari solo comuni messaggi prestabiliti, per distruggere questi dispositivi e così far saltare le comunicazioni di un intero Paese.

È molto probabile che tali  sistemi siano già in parte implementati o implementabili in breve tempo: nessuno conosce a fondo il linguaggio macchina o i listati dei sistemi operativi per poterlo affermare o escludere. Le nuove tecnologie, a differenza delle vecchie, hanno questo di bello, almeno per il potere, riproducono esattamente il rapporto che ormai abbiamo con un mondo  divenuto pura narrazione fuori di ogni realtà.