Gli incontri al vertice a Monaco di Baviera non portano fortuna all’Europa: quello di quasi 90 anni fa costituì il preludio alla perdita di centralità e di sovranità reale di tutto il continente, quello dell’altro giorno con la standing ovation a Zelensky ne segna l’uscita da qualsiasi razionalità e perciò da qualsiasi rilevanza geopolitica: mentre la stupida e degenerata  nomenclatura continentale batteva le mani al comico dittatore di un Paese che non esiste più –  il Paese 404 come viene chiamato dal codice di errore che si riferisce a un indiritto web inesistente – giungeva la notizia della caduta della fortezza di Adveeka ( scelgo la traslitterazione più semplice tra la ridda di quelle esistenti) e dunque un’ulteriore colpo alle false speranze riposte in Kiev. Un colpo certamente peggiore di tutti gli altri subiti finora: gli ottusi applaudenti non sapevano che la precipitosa ritirata dalla città fortificata era stata ordinata perché la 3a Brigata Azov aveva già totalmente ignorato gli ordini e aveva iniziato a ritirarsi da sola, seguita da altre unità. Per evitare il collasso totale del comando, Syrsky, il nuovo capo dell’esercito  è stato costretto a dare un ordine ufficiale di ritirata, nonostante Zelensky non volesse saperne.

Ora è evidente che tutto si va sfasciando, con grande piacere di Zaluzny il comandante dell’esercito esautorato pochi giorni prima di questa catastrofica sconfitta, che ha comunque grandi appoggi nelle forze armate e che probabilmente li farà valere a maggio quando scade la proroga della legge marziale che ha permesso di rimandare le elezioni presidenziali rendendo di fatto Zelensky un presidente illegittimo. E questo senza nemmeno citare la comparsa di movimenti di resistenza anti regime che più di ogni altra cosa ne anticipano la sorte. Staremo a vedere, ma una cosa è certa l’orgia di applausi a Monaco e quella di alcol tanto per sottolineare il clima da basso e bassissimo impero che regna, sono espressione di una totale irresponsabilità e coma cognitivo delle élite continentali e occidentali: la situazione è tale che ormai non si può sostenere la possibilità di una qualche vittoria dell’Ucraina, anche essendo in totale malafede.

E’ facile comprendere che continuare nell’appoggio incondizionato al dittatore di Kiev e alla sua cricca non solo è insensato, ma criminale: l’unica ragione per cui Zelensky sta sacrificando le sue ultime truppe non è certo la convinzione di poter vincere la guerra, ma di trovare un modo per coinvolgere direttamente la Nato nel conflitto attraverso una qualche forma di provocazione o false flag. È uno dei motivi per cui desidera così tanto gli F-16: questi caccia un po’ vecchiotti non avrebbero alcun effetto reale sulle operazioni belliche essendo una goccia nel mare della potenza aerea russa, ma la loro vera minaccia deriva dalla  loro capacità di portare ordigni nucleari per giunta decollando dagli aeroporti di altri paesi. Entrambe le cose hanno il potenziale di far entrare la Russia in guerra diretta con la Nato e Dmitrij Medvedev, Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ha già avvisato che se ci fosse una provocazione di livello nucleare Mosca sarebbe costretta a replicare mettendo in campo tutto il suo enorme potenziale atomico, cosa che accadrebbe anche nel caso la Nato volesse  entrare in conflitto diretto di tipo convenzionale.

Allora vediamo di riassumere: una élite stupida e degradata accoglie con grandi applausi Zelensky, la cui unica speranza di salvezza consiste nel tentativo di innescare una guerra nucleare con la Russia che trasformerebbe l’Europa in un cratere fumante mezz’ora dopo la scellerata azione. E’ chiaro che questo milieu politico deve essere cacciato al più presto perché sta diventando ogni giorno di più una questione di vita e di morte.