Victoria Nuland, quella che organizzò nei minimi dettagli i fatti di Maidan e che si vantò di aver speso 5 miliardi dollari per organizzare la rivoluzione colorata che è ormai tinta di nero per il lutto di un’intera nazione – è tornata a Kiev per evitare che gli Usa siano sopresi dagli esiti della “guerra civile” fra Zelensky e il capo dell’esercito Zaluzhny che il dittatore di Kiev  ha vorrebbe epurare insieme ai suoi assistenti, ma anche molti altri membri dello staff in quello che è essenzialmente un “grande reset” della leadership ucraina. Il perché sembra quasi ovvio: il capo dell’esercito ucraino sa che la guerra è persa e non vuole sacrificare altre centinaia di miglia di vite e quindi è favorevole a un atteggiamento difensivo che dovrebbe portare a una trattativa con Mosca, mentre Washington non ha certo di questi scrupoli: gli ucraini devo continuare a crepare per evitare che Biden appaia un perdente e che dunque crolli alle elezioni di novembre.

Tuttavia non è così facile sbarazzarsi del capo dell’esercito che ha la simpatia e la fedeltà di gran parte delle forse armate per cui gira voce che la Nuland sia intervenuta per costringere Zaluzhny a cedere offrendogli un posto di ambasciatore dell’Ucraina in Gran Bretagna dove sarebbe sorvegliato e comunque lontano dai suoi uomini.  Non si sa quanto tutto ciò sia vero, ma si diceva che gli Stati Uniti avessero già assegnato a Budanov il posto di Zaluzhny, motivo per cui Budanov era partito per il suo tour di alto profilo a Washington  alla fine dell’anno scorso. Certo è abbastanza singolare che dopo un’accanita difesa Avdeevka sembra improvvisamente crollare, giusto in tempo per ” accompagnare” questa operazione:  Zelensky potrebbe improvvisamente staccare la spina alle truppe che difendono Avdeevka per sincronizzare la caduta della città con il crescendo di macchinazioni anti-Zaluzhny e incolpare il capo dell’esercito per questo questo ennesimo smacco.

Ciò che è incerto, tuttavia, è ciò che esattamente l’epurazione dovrebbe rappresentare  per Zelensky visto  che gli aiuti all’Ucraina di Biden sono ancora bloccati e non sembra che si sia vicini alla soluzione del braccio di ferro. Ieri l’amministrazione ha annunciato il nuovo disegno di legge rivisto che è stato accolto con immediata furia da parte dei repubblicani della Camera. Perciò la spiegazione potrebbe essere nel fatto che la data nominale le elezioni presidenziali in Ucraina è a marzo e sebbene questo appuntamento con le urne  sia stato rinviate a data da definirsi, praticamente alla fine della guerra, alcune “fazioni” – forse inclusa quella di Zaluzhny – potrebbero usare l’illegittimità formale di Zelensky per rovesciare il suo potere. Dentro questa terribile confusone appare chiaro che dopo due anni di guerra e la perdita di una generazione  gli Usa sono rimasti con il solo ex pagliaccio e i suoi amici di sniffata da spendere,  che l’Ucraina si sta allontanando dalle logiche Usa e comincia a covare risentimento nei confronti del padre padrone che l’ha sfruttata senza pietà. Ne vedremo delle belle.