Spesso si usa l’espressione banalità del male, coniato da Hannah Arendt nelle sue cronache del processo Eichmann, per le quali fu furiosamente attaccata dai sionisti. E’ una frase che spesso viene usata a sproposito, ma nel caso che sto per raccontare cade a pennello: infatti la copertura politico – militare che gli Usa stanno fornendo a Israele per la loro pulizia etnica a Gaza non è soltanto una mossa estremamente stupida, ma è anche frutto di connivenze e di denaro che l’elite americana riceva dalla lobby sionista. Un sito statunitense ha pubblicato i nime dei 10 personaggi che hanno incassato di più e he oggi non p0ssono fermare la strage dei palestinesi neanche se lo volessero. In realtà le “donazioni” sono così diffuse che solo il 4 per cento dei membri della Camera sostiene un cessate il fuoco anche temporaneo, e gli Stati Uniti continuano a porre il veto alle risoluzioni delle Nazioni Unite che mirano a porre fine alla violenza. E’ veramente molto anche per un Paese che è nato grazie a un genocidio.
Ma prima di tutto bisogna spiegare cos’è la lobby pro Israele ovvero pro sionista: un esteso collegamento di gruppi influenti che spendono milioni in campagne di pressione, programmi di sensibilizzazione e donazioni ai politici americani con l’obiettivo di assicurarsi che gli Stati Uniti sostengano la politica del governo israeliano, tra cui il sostegno all’espansione israeliana, il blocco dello stato palestinese e l’opposizione al crescente movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) in patria.
Ecco chi sono i più eminenti percettori di denaro per svolgere quest’opera:
1 JOE BIDEN, 4.346.264 dollari
Il maggior beneficiario dei soldi della lobby israeliana è il presidente Joe Biden. Fin dall’inizio della sua carriera politica, Biden, secondo il suo biografo Branko Marcetic , “si è affermato come un implacabile amico di Israele”, trascorrendo la sua carriera al Senato “inondando Israele di sostegno incondizionato, anche quando il suo comportamento ha suscitato indignazione bipartisan”. Il futuro presidente fu una figura chiave nel garantire somme record di aiuti statunitensi allo Stato ebraico e contribuì a bloccare una proposta di pace del 1998 con la Palestina. E ora Biden ha dato a carta bianca per infrangere qualsiasi regola, norma o diritto desideri.
2 ROBERT MENÉNDEZ, 2.483.205 dollari
Il senatore del New Jersey ha ricevuto quasi 2,5 milioni di dollari in contributi e, sulla scia dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, è stato una figura chiave nel raccogliere sostegno a Israele. Descrivendo l’operazione Al-Aqsa Flood come “atrocità barbare” che costituivano un “affronto all’umanità stessa”, Menéndez ha tenuto un discorso appassionato all’aula del Senato dove si è rivolto direttamente a Biden, affermando :
3 MITCH MCCONNELL, 1.953.160 dollari
Il leader della minoranza al Senato è uno dei politici più potenti d’America e ha usato la sua influenza per tentare di imporre una legislazione sfacciatamente favorevole a Tel Aviv, sostenendo che anche il boicottaggio economico di Israele e “una forma di antisemitismo”.
McConnell è noto per essere molto vicino al Primo Ministro Netanyahu e per aver sostenuto un disegno di legge che condanna le Nazioni Unite e invita gli Stati Uniti a continuare a porre il veto su qualsiasi risoluzione ONU critica nei confrbonti di Israele. Il mese scorso si è opposto fermamente alle misure adottate per applicare le leggi fondamentali statunitensi e internazionali sulle spedizioni di armi a Israele.
4 CHUCK SCHUMER, 1.725.324 dollari
Non a caso si tratta si tratta del diretto avversario di McConnell, ovvero del leader della maggioranza al Senato. Chuck Schumer, ha preso oltre 1,7 milioni di dollari dai gruppi di pressione israeliani e nelle ultime ha assunto un ruolo guida nel deviare il dibattito pubblico dai crimini di Israele verso un presunto aumento dell’antisemitismo in tutta l’America. “Per noi, popolo ebraico, l’aumento dell’antisemitismo è una crisi. Gli ebrei americani si sentono presi di mira, presi di mira e isolati. In molti modi ci sentiamo soli”. A volte capita a chi tenta il genocidio di un popolo
5 STENY HOYER, 1.620.294 dollari
L’ex leader della maggioranza alla Camera è uno dei più accesi sostenitori di Israele alla Camera dei Rappresentanti. Hoyer ha chiesto che “il Congresso finanzi immediatamente e incondizionatamente Israele”, dando così all’amministrazione Netanyahu il via libera per fare ciò che vuole. Ardente sionista, originario del Maryland, All’inizio di questo mese, Hoyer ha anche votato a favore di un disegno di legge in cui si afferma che l’antisionismo è intrinsecamente antisemita, dichiarando così non valide e razziste tutte le critiche rivolte a Israele-
6 TED CRUZ, 1.299.194 dollari
Il repubblicano del Texas è un personaggio notevole perché in cambio dei soldini che dalla lobby israeliana ha avuto il coraggio di dire : “Non condanno nulla di ciò che sta facendo il governo israeliano. Il governo israeliano non prende di mira i civili; prendono di mira obiettivi militari… Non c’è nessun esercito sulla faccia del pianeta, incluso l’esercito statunitense, che faccia tutto ciò che fa l’esercito israeliano per evitare vittime civili”. Più di così, cosa volete, soldi ben spesi per un imbecille a tutto tondo che è riuscito a farsi smentire persino dal comando dell’esercito israeliano.
Inutile continuare in questa lista di personaggi poco conosciuti da noi e che comunque hanno preso cifre milionarie , il vero problema è quel buco nero rappresentato dall’ AIPAC, ovvero American Israel Public Affairs Committee Con uno staff di circa 400 persone e un fatturato annuo che spesso supera i 100 milioni di dollari, l’organizzazione è un’enorme forza nella politica americana, che inonda il sistema con enormi quantità di denaro. Peggio ancora, il gruppo non rivela le fonti dei suoi finanziamenti. Questo organismo distribuisce soldi a tutti purché non vi sia la minima critica ad Israele qualsiasi cosa accada, appoggia con milioni di dollari alcuni candidati e sempre con milioni di dollari tenta di non farne eleggere altri.
Ma la verità è che nessuno potrebbe realmente accettare e giustificare ciò che sta accadendo a Gaza, men che meno gli ebrei di buona volontà, ma molti si fanno comprare e se nella Germania nazista questo significava “obbedire agli ordini” di Hitler negli Usa di oggi significa obbedire al denaro, al Fuehrer impersonale che è alla base della storia americana.


RSS - Articoli


Integrazione. Sesta parte.
“Here is President Jimmy Carter’s statement of the Israel Lobby’s power over the US government and the American public”, by Paul Craig Roberts
December 27, 2023
https://www.paulcraigroberts.org/2023/12/27/here-is-president-jimmy-carters-statement-of-the-israel-lobbys-power-over-the-us-government-and-the-american-public/
Integrazione. Quinta ed ultima parte.
1. Biden: ‘Jewish heritage is American heritage’
by J. Epstein for Politico
05/21/2013
Vice President Joe Biden spoke at length Tuesday night about the influence of Judaism on the United States, dating back to the country’s founding and to the present day as Jews helped shape views on gay rights.
“The truth is that Jewish heritage, Jewish culture, Jewish values are such an essential part of who we are that it’s fair to say that Jewish heritage is American heritage,” he said. “The Jewish people have contributed greatly to America. No group has had such an outsized influence per capita as all of you standing before you, and all of those who went before me and all of those who went before you.”
Biden spoke for nearly 20 minutes at the American Institute of Architects building in Washington, at times improvising after asking that the teleprompter machine that had been set up in the event space be taken down. (He joked about President Obama’s reliance on the machine, but later gave Obama credit, noting he “sends his best” but is “otherwise occupied with a few problems.”)
“You make up 11 percent of the seats in the United States Congress. You make up one-third of all Nobel laureates,” he said. “So many notions that are embraced by this nation that particularly emanate from over 5,000 years of Jewish history, tradition and culture: independence, individualism, fairness, decency, justice, charity. These are all as you say, as I learned early on as a Catholic being educated by my friends, this tzedakah.”
“The embrace of immigration” is part of that, as is the involvement of Jews in social justice movements.
“You can’t talk about the civil rights movement in this country without talking about Jewish freedom riders and Jack Greenberg,” he said, telling a story about seeing a group of Jewish activists at a segregated movie theater in Delaware. “You can’t talk about the women’s movement without talking about Betty Friedan” or American advances in science and technology without mentioning Einstein and Carl Sagan, or music and Gershwin, Bob Dylan and “so, so, so many other people.”
“I believe what affects the movements in America, what affects our attitudes in America are as much the culture and the arts as anything else,” he said. That’s why he spoke out on gay marriage “apparently a little ahead of time.”
“It wasn’t anything we legislatively did. It was ‘Will and Grace,’ it was the social media. Literally. That’s what changed peoples’ attitudes. That’s why I was so certain that the vast majority of people would embrace and rapidly embrace” gay marriage, Biden said.
“Think behind of all that, I bet you 85 percent of those changes, whether it’s in Hollywood or social media are a consequence of Jewish leaders in the industry. The influence is immense, the influence is immense. And, I might add, it is all to the good,” he said.
Jews have also been key to the evolution of American jurisprudence, he continued, namedropping Brandeis, Fortas, Frankfurter, Cardozo, Ginsberg, Breyer, Kagan. “You literally can’t. You can’t talk about the recognition of … rights in the Constitution without looking at these incredible jurists that we’ve had.”
“Jewish heritage has shaped who we are – all of us, us, me – as much or more than any other factor in the last 223 years. And that’s a fact,” he said.
“We talk about it in terms of the incredible accomplishments and contributions” of Jews in America, Biden added, but it’s deeper “because the values, the values are so deep and so engrained in American culture, in our Constitution.”
“So I think you, as usual, underestimate the impact of Jewish heritage. I really mean that. I think you vastly underestimate the impact you’ve had on the development of this nation. We owe you, we owe generations who came before you,” he said.
Riferimennto:
https://www.politico.com/blogs/politico44/2013/05/biden-jewish-heritage-is-american-heritage-164525
2. “Biden: Jewish leaders drove gay marriage changes”
by Josh Lederman, Associated Press
May 22, 2013
WASHINGTON (AP) — Vice President Joe Biden is praising Jewish leaders for helping change American attitudes about gay marriage and other issues.
Biden says culture and arts change people’s attitudes. He cites social media and the old NBC TV series “Will and Grace” as examples of what helped changed attitudes on gay marriage.
Biden says, quote, “Think — behind of all that, I bet you 85 percent of those changes, whether it’s in Hollywood or social media, are a consequence of Jewish leaders in the industry.”
Proseguimento:
https://news.yahoo.com/biden-jewish-leaders-drove-gay-012202293.html
Breve commento finale
Oups, ma che strane coincidenze……!!
Integrazione. Terza parte.
Premmessa.
Kevin B. MacDonald (cl. 1944) che Wikipedia definisce “un teorico della cospirazione antisemita e suprematista bianco”, attualmente in pensione dopo essere stato professore in pensione di psicologia evolutiva presso la California State University, Long Beach, è autore di sette libri sulla teoria evolutiva e sullo sviluppo infantile ed è autore o redattore di oltre 30 articoli accademici in riviste specializzate. Ha conseguito la laurea presso l’Università del Wisconsin-Madison nel 1966 e il master in biologia presso l’Università del Connecticut nel 1976. Nel 1981 ha conseguito un dottorato di ricerca in scienze biocomportamentali presso l’Università del Connecticut, con una tesi sullo sviluppo comportamentale dei lupi. È redattore associato della rivista Sexuality & Culture e fornisce contributi occasionali a VDARE, un sito web che si oppone all’immigrazione incontrollata negli USA.
“Perché gli ebrei sono così influenti?”, di Kevin Macdonald per The Unz Review, 31 ottobre 2023, traduzione a cura di CDC, 4 novembre 2023
https://comedonchisciotte.org/perche-gli-ebrei-sono-cosi-influenti/
Breve commento
Diciamo anche che fra i ricconi che ci sono in USA svariati sono di origine ebraica + USA = Oligarchia basata sulle lobby, risultato: strapotere lobby ebraico sionista in USA
Integrazione. Seconda parte.
“La Israel Lobby. Di Stephen Walt e John J. Mearsheimer”, InfoPal
29/01/2008
La «Israel lobby» descritta nell’omonimo libro (pubblicato in Italia da Mondadori, pp. 442, euro 18,50) di Stephen Walt e John J. Mearsheimer – rispettivamente docenti di relazioni internazionali presso l’università di Harvard e di scienza della politica a Chicago – ha suscitato un acceso dibattito negli Stati Uniti, che i due autori stanno girando in lungo e largo per presentare il loro lavoro. Abbiamo raggiunto il professor Walt nel suo studio di Harvard, da dove ha risposto alle domande del manifesto.
Professor Walt, cos’è esattamente quella che avete battezzato «Israel lobby»?
Un gruppo di pressione come molti altri nel sistema politico americano, dove i cittadini possono associarsi per far avanzare una causa politica o difendere un interesse particolare. La National rifle association s’oppone alla regolamentazione della vendita di armi, le compagnie petrolifere spingono sul Congresso per ottenere politiche energetiche a loro favorevoli. La Israel lobby è una coalizione di individui e organizzazioni che mirano a incoraggiare un sostegno incondizionato per Israele da parte degli Stati Uniti. Alcuni di questi gruppi sono costituiti prevalentemente da ebrei americani, altri no.
Descrivete una lobby capace d’influenzare la politica estera degli Stati Uniti. Da dove deriverebbe tutto questo potere?
Prendiamo ad esempio l’Aipac (American-israel public affairs committee), una delle organizzazioni più importanti all’interno della lobby. Lavora principalmente sul Congresso, cercando di convincere i parlamentari a sostenere le sue posizioni. Lo fa con successo, anche perché riesce a dirigere le campagne di raccolta fondi di diversi candidati: dispone di fondi ingenti con cui finanzia candidati che ritiene pro-israeliani. Si tratta di un tratto tipico del sistema americano: i soldi sono qualcosa di molto importante nelle elezioni. La seconda fonte d’influenza deriva dal tentativo di definire o influenzare il modo in cui Israele è descritto dai media statunitensi: ci sono scrittori, giornalisti e centri studio che lavorano costantemente per diffondere un’immagine molto favorevole d’Israele e molto negativa di qualsiasi suo oppositore. Infine alcuni di questi gruppi si dedicano ad attaccare – spesso ricorrendo all’accusa di antisemitismo – chiunque sia critico della politica israeliana o dell’appoggio statunitense a Israele.
Sostenete che Israele non rappresenti più una risorsa strategica per gli Usa e che anche il fattore morale per il sostegno allo Stato ebraico sia venuto meno.
L’appoggio incondizionato a Israele viene giustificato dichiarandolo di importanza strategica per gli Stati Uniti o sostenendo che si tratta di una democrazia che condivide i nostri stessi valori e si comporta molto meglio di altri stati. Noi riteniamo che, se anche può essere stato una risorsa strategica durante la Guerra fredda, ora Israele sia diventato un peso per gli Stati Uniti. Dare a Israele tutto questo appoggio, e darglielo in maniera incondizionata, rende gli Stati Uniti molto meno popolari in Medio Oriente. Nello stesso tempo crediamo che ci sia un forte obbligo morale per l’esistenza dello Stato d’Israele, ma che nulla ci obblighi a dare aiuto incondizionato a Israele. Anzitutto a causa del trattamento che Israele riserva ai palestinesi e la continua colonizzazione della Cisgiordania.
Proseguimento:
https://www.infopal.it/la-israel-lobby-di-stephen-walt-e-john-j-mearsheimer/
Integrazioni. Prima parte.
1. Alberto Bradanini: «Il ruolo degli Usa nella guerra Israele-Palestina»
“L’ex diplomatico e ambasciatore italiano Alberto Bradanini analizza al DiariodelWeb.it le responsabilità occidentali nel conflitto in Medio Oriente”, di Fabrizio Corgnati, il 4 Dicembre 2023
https://diariodelweb.it/opinioni/alberto-bradanini-il-ruolo-degli-usa-nella-guerra-israele-palestina/
In particolare i seguenti passaggi dell’articolo:
Ma perché gli Stati Uniti continuano imperterriti a sostenere Israele?
Intanto perché è il loro alleato più solido in quella parte di mondo. Ma anche per motivi di politica interna: le lobby pro-israeliane controllano larga parte dei media americani, quindi nessun candidato può pensare di essere eletto se le ha contro. Sono riusciti a convincere perfino l’establishment che le politiche pro-Israele siano sempre in linea con gli interessi statunitensi, anche se non è sempre così.
Parliamo di informazione, allora. Anche quella ci viene presentata decisamente a senso unico.
Praticamente tutte le notizie di politica estera sono coperte da tre agenzie di stampa: Reuters, Associated Press e Agence France Press. Tutte e tre sono controllate, direttamente o indirettamente, da Wall Street o dalla City di Londra. Quando leggiamo un articolo su un giornale o un servizio in tv, a realizzarlo non è un corrispondente sul posto: non ne hanno i mezzi o le risorse. Le informazioni le prendono dai rapporti di agenzia.
E chi elabora questi rapporti?
Talvolta i corrispondenti delle stesse agenzie, altre volte le loro redazioni. Sono delle vere e proprie veline, che rispondono a determinati interessi. Non credete alle mie parole: leggete il rapporto «Propaganda Multiplier», scritto da un gruppo di giornalisti e analisti svizzeri, che hanno intervistato ex agenti della Cia pagati per inventare notizie a tavolino.
2. “Il massacro israeliano a Gaza lo chiamano genocidio: avranno ragione?”, Alberto Bradanini per La Fionda, 4 dicembre 2023
La lucida, coraggiosa giornalista australiana, Caitlin Johnstone, afferma[1] che se un governo dovesse dare inizio al genocidio di un popolo – una strategia destinata a durare nel tempo, anni o decenni, a meno che non riuscisse a cacciarli prima, dalla loro terra, con la forza – inizierebbe con l’eliminazione del maggior numero possibile di donne e bambini[2]. La loro soppressione, com’è evidente[3], risolverebbe il problema nella culla, è il tragico caso di rilevare, impedendo il riprodursi di un popolo che quell’ipotetico governo genocidario intendesse spazzar via. A ben guardare quel governo farebbe esattamente ciò che Israele sta facendo a Gaza.
Proseguimento:
https://www.lafionda.org/2023/12/04/il-massacro-israeliano-a-gaza-lo-chiamano-genocidio-avranno-ragione/
In particolare il seguente passaggio finale dell’articolo:
“Ebbene, sarà un’altra coincidenza, ma questo è proprio ciò che Israele sta facendo a Gaza, sotto gli occhi inerti o spenti del mondo intero e con l’ignobile copertura (mediatica, finanziaria e militare) della superpotenza americana, un paese dove governo, stato profondo e stato permanente (finanza, industria militare e intelligence) quando si occupano di Medioriente devono rendere conto a Israele[11] (i cui interessi in America sono rappresentati dalla potentissima Aipac[12]), se del caso anche contro gli stessi interessi della nazione americana, che talvolta (seppur raramente) divergono da quelli dello Stato Ebraico. E tutto ciò in barba a ogni criterio di democrazia, responsabilità giuridica ed equità, oltre che di una dose davvero minima di umanità. Vergogna!”
Commento
Stringendo il succo, Alberto Bradanini, ex diplomatico, già ambasciatore italiano a Pechino e Teheran, insomma, non un pinco pallo qualsiasi, tutt’altro, afferma chiaro e tondo che lo stato profondo e stato permanente (finanza, industria militare e intelligence) degli USA quando si occupano di Medio Oriente devono rendere conto a Israele a causa dello strapotere della lobby ebraica sionista in USA.
E non è che ci voleva chissà quale genio per capirlo, visto e considerato che in UE viviamo in una Lobbycrazia, UE paradiso delle lobby, altrettanto e da molto più tempo in USA, dove le più potenti lobby finanziano apertamente e direttamente i due storici partiti statunitensi e allora logicamente lo strapotere della lobby ebraica sionista in USA ( e altrove… ) non è frutto del destino cinico e baro, tutt’altro!
La Smoking Gun definitiva della strapotenza della lobby ebraica sionista in USA, eccola arriva! Seconda parte.
1. “Against Our Better Judgment. The hidden history of how the U.S. was used to create Israel”, by Alison Weir
About the book
Soon after WWII, U.S. statesman Dean Acheson warned that creating Israel on land already inhabited by Palestinians would “imperil” both American and all Western interests in the region. Despite warnings such as this one, President Truman supported establishing a Jewish state on land primarily inhabited by Muslims and Christians.
Few Americans today are aware that U.S. support enabled the creation of modern Israel. Even fewer know that U.S. politicians pushed this policy over the forceful objections of top diplomatic and military experts.
As this work demonstrates, these politicians were bombarded by a massive pro-Israel lobbying effort that ranged from well-funded and very public Zionist organizations to an “elitist secret society” whose members included Supreme Court Justice Louis Brandeis.
Against Our Better Judgment brings together meticulously sourced evidence to illuminate a reality that differs starkly from the prevailing narrative. It provides a clear view of the history that is key to understanding one of the most critically important political issues of our day.
As of 2021, almost 50,000 copies of the book have been sold.
Proseguimento:
https://againstourbetterjudgment.com/
2. La recensione di Counterpounch del 2014:
A Brief History of US-Israel Relations
by Ambassador Andrew I. Killgore for Counterpounch, November 4, 2014
Alison Weir writes at the beginning of her book, Against Our Better Judgment: The hidden history of how the U.S. was used to create Israel, that while many people are led to believe that U.S. support for Israel is driven by the American establishment and U.S. national interests, facts do not support that belief. The reality is that while for decades almost all U.S. experts opposed Israel and its founding, they were outmaneuvered and eventually replaced by Zionists.
Political Zionism started in the late 1800s as an international movement to establish a Jewish state somewhere in the world. By 1897 the movement was led by Austrian journalist Theodor Herzl, who convened the First Zionist World Congress in Basel, Switzerland the same year. U.S. Zionism began in the 1880s. The Board of Delegates of American Israelites was organized in 1861. The group was strong enough during the American Civil War to block an effort by the Union to declare America a Christian nation.
Proseguimento:
https://www.counterpunch.org/2014/11/04/a-brief-history-of-us-israel-relations/
PS commento nel prossimo post
Commento
Che gli USA siano stati assolutamente determinanti per la nascita di Israele dovrebbe essere ormai una sorta di “elefante nella stanza” ( una cosa evidente di cui non si parla ) e invece ancora oggi neanche quello, chissà come mai…!!
A parte questo, una semplice domanda basta a far drizzare le antenne a chi ci sente ancora:
per gli USA sarebbe stato molto più profittevole fare affari in santa pace con tutto il mondo islamico oppure finanziare Israele a più non posso ( prossimo punto a titolo di ulteriore reminder e ) e inimicarsi per giunta più di mezzo mondo islamico?
La risposta è super scontata!!
3. ”The True Cost of Israel
U.S. support goes far beyond the official numbers.”, by Phil Giraldi for The American Conservatve, april 2017
American aid to Israel is something like a pot of gold that keeps on giving. Both sides in the discussion would probably agree that the domestic Israel Lobby has been instrumental in sustaining the high level of aid, though they would undoubtedly disagree over whether that is a good or bad thing. The operation of “The Lobby,” generally regarded as the most powerful voice on foreign policy in Washington, led Professors Stephen Walt and John Mearsheimer to ask, “Why has the U.S. been willing to set aside its own security … in order to advance the interests of another state? [No] explanation can account for the remarkable level of material and diplomatic support that the U.S. provides.” They observed that “Other special interest groups have managed to skew foreign policy, but no lobby has managed to divert it as far from what the national interest would suggest, while simultaneously convincing Americans that U.S. interests and those of the other country—in this case, Israel—are essentially identical.”
Since the foundation of the state of Israel in 1948, it has been “the largest cumulative recipient of U.S. foreign assistance since World War II,” according to the Congressional Research Service. The United States has provided Israel with $233.7 billion in adjusted for inflation aid between 1948 through the end of 2012, reports Haaretz. Current discussions center on the Obama administration’s memo of understanding with Israel that promised it $38 billion in military assistance over the next 10 years, a considerable sum but nevertheless a total that is far less than what is actually received annually from the United States Treasury and from other American sources.
Proseguimento:
https://www.theamericanconservative.com/the-true-cost-of-israel/
Breve commento
Just Follow The Money!
Quindi la conclusione e la prova regina, di tutte le lenzuolate, per giunta fastidiosamente in inglese, che hai postato è che gli americani avrebbero supportato Israele contro il loro interesse che invece sarebbe stato quello di fare “affari in santa pace” con il mondo islamico.
Ma quando mai nella loro storia gli S.U. hanno fatto affari in santa pace con qualcuno? Gli S.U. sono un paese suprematista, imperialista, aggressivo e prepotente per sua natura, perchè sono nati così ed i loro interessi hanno sempre coinciso con il danno degli altri. I primi “affari in santa pace” li fecero infatti con i nativi americani sterminandoli e sono andati avanti così per tutto il resto della loro storia. Guarda ad esempio oggi che “affari in santa pace” stanno facendo con noi europei che saremmo i loro “alleati” con la scusa della guerra in Ucraina.
Tra l’altro sostenendo che un pugno di ebrei sono capaci di condizionare un gigante egoista come gli S.U. ad agire contro il suo interesse si dà credito all’idea che essi siano un popolo dall’intelligenza veramente superiore. Hanno ragione quindi a sentirsi il “popolo eletto” e tutti gli altri animali parlanti. Potrei andare avanti a fare considerazioni analoghe all’infinito, ma non voglio appesantire il sito con questa polemica. Ognuno pensi quello che vuole. Consiglio comunque di leggere un magistrale articolo del nostro Stefano Anelli alias John Kleeves su questo argomento, lui che gli S.U. li conosceva bene avendoci anche vissuto e che è poi morto in uno stranissimo incidente.
Buon Natale quindi a te ed a tutti gli amici del sito.
@Robi G
Domande.
Lo ha letto il libro “Against Our Better Judgment. The hidden history of how the U.S. was used to create Israel”, di Alison Weir che ho segnalato?
L’ha letta la recensione di Counterpunch che ho segnalato?
Ha idea di chi sia Phil Giraldi, del quale ho segnalato ottima analisi, che ancora è vivo e che a livello operativo in USA ( ex alto ufficiale CIA ) a gente come Stefano Anelli morto già da 13 anni e che in USA faceva solo l’ingegnere se la mette sotto le scarpe?
Risposta a queste tre domande è: no, quindi che parla a fare?
Altra domanda:
lo sa che la lobby ebraica sionista in USA è talmente potente che è implicata pesantemente nell’attentato alla portaerei USS Liberty, nell’omicidio di J.F.Kennedy e nell’11 Settembre?
Sicuramente non sa nemmeno queste cose e se eventualmente ne vuole sapere, vedasi i miei post ( quelli con la dicitura iniziale “Fab Farn” ) al seguente articolo:
https://ilsimplicissimus2.com/2023/10/19/guernica-contemporanea/
e a quest’altro:
https://ilsimplicissimus2.com/2023/09/10/dal-g20-ai-brics-comincia-il-cambio-della-guardia/
( quelli con la dicitura iniziale “Fabrice” )
Buon Natale quindi a lei ed a tutti gli amici del sito.
@ Robi G ed eventuali terzi lettori
Visto che ci samo riporto il commento finale a seguito dei miei post all’articolo:
https://ilsimplicissimus2.com/2023/10/19/guernica-contemporanea/
Commento finale
Stringendo il succo, Israele è una potenza nucleare non dichiarata, a livello pro capite raggiunge il più alto livello di armi nucleari nel mondo, è comunque in Top 5 fra le potenze nucleari nel mondo, ha ricevuto e riceve copiosi aiuti finanziari dagli USA a fini militari e non ( mentre la Palestina non riceve un cent dagli USA! ), a sua volta tramite la AIPAC, la lobby ebraica condiziona pesantemente la politica estera USA, d’altronde visto e considerato che dati Ocse alla mano 6 statunitensi su 10 non possiedono niente ( vedasi: https://www.libreidee.org/2018/08/locse-sorpresa-6-americani-su-10-non-possiedono-niente/ ) , la politica estera USA sfacciatamente pro Israele non può che essere logicamente il frutto velenoso della lobby ebraica di cui l’AIPAC in USA è quella più in vista , ma non finisce mica qui, la lobby ebraica pro Israele lavora ai fianchi anche la UE e UK ( vedasi post precedenti ), insomma, uno dei vari frutti molto avvelenati ( vedasi a tale proposito, mio altro commento finale ) del regime di Lobbycrazia in cui i cittadini europei ( UE ) e statunitensi vivono ormai da tempo che TV e giornaloni occidentali spacciano ancora invece per democrazie liberali, della serie: Orwell gli spiccia casa!!
@Robi G
24 Dicembre 2023 alle 13:
Concordo !
Bene, allora dopo questa esaltazione dell’onnipotenza ebraica a noi comuni mortali non resta che rassegnarci e sperare che abbiano pietà di noi.
Saluti.
@Robi G
Non cè nessuna onniopotenza ebraica, e infatti l’impero USA come tutti gli imperi ha un inizio e una fine e il suo pesante indebolimento in corso avrà conseguenze logicamente negative anche per la lobby ebraica sionista!
A titolo di cronaca, sul pesante indebolimento in corso dell’impero USA ho recentemente scritto un post a questa domanda:
https://it.quora.com/Perch%C3%A9-molti-dicono-che-gli-Stati-Uniti-dAmerica-sono-in-declino-e-che-crolleranno
ha la dicitura iniziale di “Fab Farn” e per trovarlo si va su “Ordina” e si clicca: recente
Interessante come sempre. Piccolo aggiornamento. Menendez nascondeva lingotti d’oro sotto il proverbiale materasso (non me lo invento), ed e’ in procinto di essere radiato dal senato. In questo Menendez si e’ dimostrato meno astuto di Don Abbondio e Perpetua che avevano deciso (sia pure sfortunatamente) di seppellire il gruzzolo sotto il fico, per nasconderlo dai Lanzichenecchi.
In questo video – https://www.youtube.com/watch?v=Et-0jyIfWDs – della mia serie “Quadretti Americani ep. #3) al minuto 15’ 32” si trova Schumer, capo del senato, che dichiara di aver giurato fedelta’…… a Israele. E’ un po’ come se il capo del senato italiano fosse di Liechtenstein e giurasse fedeltà…… a Liechtenstein.
L’altro video – https://www.youtube.com/watch?v=Et-0jyIfWDs – (Quadretti Americani #11) include, tra l’altro, un grafico illustrante chi e’ in possesso e direzione dei maggiori centri di potere e produzione in America in TUTTI i settori coinvolgenti il vivere civile. A scanso di equivoci, qui non si tratta di una ‘reductio ad Hitlerium’ come del resto l’autore del Simplissimus di oggi chiaramente dimostra.
Poche tasse dirette Progressive, ma molte imposte indirette inique e Molte multe Regressive ?
https://www.leggioggi.it/nuovo-codice-della-strada-2023-regole/
Corruptissima ( e decadente…) republica, plurimae leges ?
Si può leggere (!) :
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_pantomima_del_governo_sul_mes_serve_a_nascondere_la_triste_verit/33397_52136/
Si può leggere (!) :
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-patto_di_stabilit_il_governo_meloni_ha_dato_il_via_al_suicidio_dellitalia/32703_52118/
Integrazione storica assolutamente fondamentale.
1. Lectio Magistralis di Thierry Meyssan su legami storicifra sionismo , UK e USA.
“Chi è il nemico?” di Thierry Meyssan
Ognuno ha la sua opinione per spiegare i massacri commessi dallo Stato di Israele a Gaza. Mentre negli anni ’70 e ’80 vi si vedeva una manifestazione dell’imperialismo anglosassone, molti vi vedono oggi un conflitto tra ebrei e arabi. Ripercorrendo un lungo periodo – ben quattro secoli di storia – Thierry Meyssan, consulente di diversi governi, analizza le origini del sionismo, le sue vere ambizioni, e determina chi è il nemico.
Rete Voltaire, 5 agosto 2014
Che cosa è il sionismo?
A metà del XVII secolo, i calvinisti britannici si riunirono intorno a Oliver Cromwell e rimisero in questione la fede e la gerarchia del regime. Dopo aver rovesciato la monarchia anglicana, il “Lord Protettore” pretese di consentire al popolo inglese di raggiungere la purezza morale necessaria ad attraversare una tribolazione di sette anni, dare il benvenuto al ritorno del Cristo e di vivere in pace con lui per 1000 anni (il “Millennium”). Per far ciò, secondo la sua interpretazione della Bibbia, gli ebrei dovevano essere dispersi fino agli estremi confini della terra, poi raggruppati in Palestina, dove ricostruire il tempio di Salomone. Su questa base, instaurò un regime puritano, levò nel 1656 il divieto che era stato fatto agli ebrei di stabilirsi in Inghilterra e annunciò che il suo paese s’impegnava a creare in Palestina lo Stato di Israele.
Poiché la setta di Cromwell fu a sua volta rovesciata alla fine della “Prima Guerra civile inglese”, i suoi sostenitori uccisi o esiliati, e poiché la monarchia anglicana fu restaurata, il sionismo (cioè il progetto della creazione di uno Stato per gli ebrei) fu abbandonato. Riapparve nel XVIII secolo con la “Seconda guerra civile inglese” (secondo il nome dei manuali di storia delle scuole secondarie nel Regno Unito) che il resto del mondo conosce come la “Guerra d’Indipendenza degli Stati Uniti” (1775-1783). Contrariamente alla credenza popolare, essa non fu intrapresa in nome degli ideali dell’Illuminismo che animarono pochi anni dopo la Rivoluzione francese, ma fu finanziata dal re di Francia e condotta per motivi religiosi al grido di «Il nostro re è Gesù!».
George Washington, Thomas Jefferson e Benjamin Franklin, per citarne alcuni, si sono presentati come i successori dei sostenitori esiliati di Oliver Cromwell. Gli Stati Uniti hanno dunque logicamente ripreso il suo progetto sionista.
Nel 1868, in Inghilterra, la regina Victoria nominò Primo Ministro l’ebreo Benjamin Disraeli. Questi propose di concedere una parte di democrazia ai discendenti dei sostenitori di Cromwell in modo da poter contare su tutto il popolo per estendere il potere della Corona nel mondo. Soprattutto, propose di allearsi alla diaspora ebraica per condurre una politica imperialista di cui essa sarebbe stata l’avanguardia. Nel 1878, fece iscrivere “la restaurazione di Israele” all’ordine del giorno del Congresso di Berlino sulla nuova spartizione del mondo.
Proseguimento:
https://www.voltairenet.org/article184986.html
2. Nota finale per eventualmente renderti conto di chi sia Thierry Meyssan.
2A. Il Premio Internazionale di Giornalismo del Messico assegnato a Thierry Meyssan Voltairenet
Aprile 2017
https://www.voltairenet.org/article195868.html
2B. Suo padre lavorava ad alti livelli nei servizi segreti francesi…, ma soprattutto Thierry Meyssan per le sue inchieste esplosive sull’11 Settembre ad un certo punto è dovuto scappare dalla Francia per sempre perché CIA e servizi segreti francesi lo volevano morto, si salvò per il rotto della cuffia e per diversi anni non potè più tornare in Francia nemmeno per mezzo secondo…
“Smoking Gun” sullo strapotere lobby ebraica sionista in USA. Seconda parte.
1. “Against Our Better Judgment. The hidden history of how the U.S. was used to create Israel”, by Alison Weir
About the book
Soon after WWII, U.S. statesman Dean Acheson warned that creating Israel on land already inhabited by Palestinians would “imperil” both American and all Western interests in the region. Despite warnings such as this one, President Truman supported establishing a Jewish state on land primarily inhabited by Muslims and Christians.
Few Americans today are aware that U.S. support enabled the creation of modern Israel. Even fewer know that U.S. politicians pushed this policy over the forceful objections of top diplomatic and military experts.
As this work demonstrates, these politicians were bombarded by a massive pro-Israel lobbying effort that ranged from well-funded and very public Zionist organizations to an “elitist secret society” whose members included Supreme Court Justice Louis Brandeis.
Against Our Better Judgment brings together meticulously sourced evidence to illuminate a reality that differs starkly from the prevailing narrative. It provides a clear view of the history that is key to understanding one of the most critically important political issues of our day.
As of 2021, almost 50,000 copies of the book have been sold.
Proseguimento:
https://againstourbetterjudgment.com/
1A. La recensione di Counterpounch del 2014:
A Brief History of US-Israel Relations
by Ambassador Andrew I. Killgore for Counterpounch, November 4, 2014
Alison Weir writes at the beginning of her book, Against Our Better Judgment: The hidden history of how the U.S. was used to create Israel, that while many people are led to believe that U.S. support for Israel is driven by the American establishment and U.S. national interests, facts do not support that belief. The reality is that while for decades almost all U.S. experts opposed Israel and its founding, they were outmaneuvered and eventually replaced by Zionists.
Political Zionism started in the late 1800s as an international movement to establish a Jewish state somewhere in the world. By 1897 the movement was led by Austrian journalist Theodor Herzl, who convened the First Zionist World Congress in Basel, Switzerland the same year. U.S. Zionism began in the 1880s. The Board of Delegates of American Israelites was organized in 1861. The group was strong enough during the American Civil War to block an effort by the Union to declare America a Christian nation.
Proseguimento:
https://www.counterpunch.org/2014/11/04/a-brief-history-of-us-israel-relations/
Commento
Che gli USA siano stati assolutamente determinanti per la nascita di Israele dovrebbe essere ormai una sorta di “elefante nella stanza” ( una cosa evidente di cui non si parla ) e invece ancora oggi neanche quello, chissà come mai…!!
A parte questo, una semplice domanda basta a far drizzare le antenne a chi ci sente ancora:
per gli USA sarebbe stato molto più profittevole fare affari in santa pace con tutto il mondo islamico oppure finanziare Israele a più non posso ( prossimo punto a titolo di reminder evergreen ) e inimicarsi per giunta più di mezzo mondo islamico?
La risposta è super scontata!!
2. ”The True Cost of Israel
U.S. support goes far beyond the official numbers.”, by Phil Giraldi for The American Conservatve, april 2017
American aid to Israel is something like a pot of gold that keeps on giving. Both sides in the discussion would probably agree that the domestic Israel Lobby has been instrumental in sustaining the high level of aid, though they would undoubtedly disagree over whether that is a good or bad thing. The operation of “The Lobby,” generally regarded as the most powerful voice on foreign policy in Washington, led Professors Stephen Walt and John Mearsheimer to ask, “Why has the U.S. been willing to set aside its own security … in order to advance the interests of another state? [No] explanation can account for the remarkable level of material and diplomatic support that the U.S. provides.” They observed that “Other special interest groups have managed to skew foreign policy, but no lobby has managed to divert it as far from what the national interest would suggest, while simultaneously convincing Americans that U.S. interests and those of the other country—in this case, Israel—are essentially identical.”
Since the foundation of the state of Israel in 1948, it has been “the largest cumulative recipient of U.S. foreign assistance since World War II,” according to the Congressional Research Service. The United States has provided Israel with $233.7 billion in adjusted for inflation aid between 1948 through the end of 2012, reports Haaretz. Current discussions center on the Obama administration’s memo of understanding with Israel that promised it $38 billion in military assistance over the next 10 years, a considerable sum but nevertheless a total that is far less than what is actually received annually from the United States Treasury and from other American sources.
Proseguimento:
https://www.theamericanconservative.com/the-true-cost-of-israel/
Breve commento
Just Follow The Money!
Smoking Gun definitiva su strapotere lobby ebraica sionista in USA. Seconda ed ultima parte.
1. “Against Our Better Judgment. The hidden history of how the U.S. was used to create Israel”, by Alison Weir
About the book
Soon after WWII, U.S. statesman Dean Acheson warned that creating Israel on land already inhabited by Palestinians would “imperil” both American and all Western interests in the region. Despite warnings such as this one, President Truman supported establishing a Jewish state on land primarily inhabited by Muslims and Christians.
Few Americans today are aware that U.S. support enabled the creation of modern Israel. Even fewer know that U.S. politicians pushed this policy over the forceful objections of top diplomatic and military experts.
As this work demonstrates, these politicians were bombarded by a massive pro-Israel lobbying effort that ranged from well-funded and very public Zionist organizations to an “elitist secret society” whose members included Supreme Court Justice Louis Brandeis.
Against Our Better Judgment brings together meticulously sourced evidence to illuminate a reality that differs starkly from the prevailing narrative. It provides a clear view of the history that is key to understanding one of the most critically important political issues of our day.
As of 2021, almost 50,000 copies of the book have been sold.
Proseguimento:
https://againstourbetterjudgment.com/
1A. La recensione di Counterpounch del 2014:
A Brief History of US-Israel Relations
by Ambassador Andrew I. Killgore for Counterpounch, November 4, 2014
Alison Weir writes at the beginning of her book, Against Our Better Judgment: The hidden history of how the U.S. was used to create Israel, that while many people are led to believe that U.S. support for Israel is driven by the American establishment and U.S. national interests, facts do not support that belief. The reality is that while for decades almost all U.S. experts opposed Israel and its founding, they were outmaneuvered and eventually replaced by Zionists.
Political Zionism started in the late 1800s as an international movement to establish a Jewish state somewhere in the world. By 1897 the movement was led by Austrian journalist Theodor Herzl, who convened the First Zionist World Congress in Basel, Switzerland the same year. U.S. Zionism began in the 1880s. The Board of Delegates of American Israelites was organized in 1861. The group was strong enough during the American Civil War to block an effort by the Union to declare America a Christian nation.
Proseguimento:
https://www.counterpunch.org/2014/11/04/a-brief-history-of-us-israel-relations/
Commento
Che gli USA siano stati assolutamente determinanti per la nascita di Israele dovrebbe essere ormai una sorta di “elefante nella stanza” ( una cosa evidente di cui non si parla ) e invece ancora oggi neanche quello, chissà come mai…!!
A parte questo, una semplice domanda basta a far drizzare le antenne a chi ci sente ancora:
per gli USA sarebbe stato molto più profittevole fare affari in santa pace con tutto il mondo islamico oppure finanziare Israele a più non posso ( prossimo punto a titolo di ulteriore reminder evergreen ) e inimicarsi per giunta più di mezzo mondo islamico?
La risposta è super scontata!!
2. ”The True Cost of Israel
U.S. support goes far beyond the official numbers.”, by Phil Giraldi for The American Conservatve, april 2017
American aid to Israel is something like a pot of gold that keeps on giving. Both sides in the discussion would probably agree that the domestic Israel Lobby has been instrumental in sustaining the high level of aid, though they would undoubtedly disagree over whether that is a good or bad thing. The operation of “The Lobby,” generally regarded as the most powerful voice on foreign policy in Washington, led Professors Stephen Walt and John Mearsheimer to ask, “Why has the U.S. been willing to set aside its own security … in order to advance the interests of another state? [No] explanation can account for the remarkable level of material and diplomatic support that the U.S. provides.” They observed that “Other special interest groups have managed to skew foreign policy, but no lobby has managed to divert it as far from what the national interest would suggest, while simultaneously convincing Americans that U.S. interests and those of the other country—in this case, Israel—are essentially identical.”
Since the foundation of the state of Israel in 1948, it has been “the largest cumulative recipient of U.S. foreign assistance since World War II,” according to the Congressional Research Service. The United States has provided Israel with $233.7 billion in adjusted for inflation aid between 1948 through the end of 2012, reports Haaretz. Current discussions center on the Obama administration’s memo of understanding with Israel that promised it $38 billion in military assistance over the next 10 years, a considerable sum but nevertheless a total that is far less than what is actually received annually from the United States Treasury and from other American sources.
Proseguimento:
https://www.theamericanconservative.com/the-true-cost-of-israel/
Breve commento
Just Follow The Money!
3. Il sito annesso al grandioso libro di controinformazione storica di Alison Weir segnalato nel punto 1 di cui sopra.
https://ifamericansknew.org/
Breve commento
Gli americani non lo sanno perché TV e giornaloni statunitensi ( e non solo statunitensi! ) non glielo hanno mai voluto far sapere, chissà come mai..!!
La Smoking Gun definitiva della strapotenza della lobby ebraica sionista in USA, eccola arriva! Prima parte.
1. “U.S. Aid to Israel and to Palestinians”
The U.S. provides Israel nearly $10.7 million* in military aid per day,
while it gives the Palestinians $0.73 million** per day in foreign (non-military) aid.
Proseguimento:
https://ifamericansknew.org/stat/usaid.html#pal
In particolare i seguenti due passaggi fondamentali:
The United States has granted more total aid to Israel since World War II than to any other country.
Cumulative US foreign assistance obligations between 1946 and 2019 to the top ten recipients. Inflation-adjusted to 2019 dollars
Indirect Costs Are Far Greater
In a Washington Report article published in October 2013, Shirl McArthur writes, “[T]he indirect or consequential costs to the American taxpayer as a result of Washington’s blind support for Israel exceed by many times the amount of direct U.S. aid to Israel. Some of these ‘indirect or consequential’ costs would include the costs to U.S. manufacturers of the Arab boycott, the costs to U.S. companies and consumers of the Arab oil embargo and consequent soaring oil prices as a result of U.S. support for Israel in the 1973 war, and the costs of U.S. unilateral economic sanctions on Iran, Iraq, Libya and Syria.
@Redazione di Il Simplicissimus
A titolo di cronaca, ho scritto e inviato due post riguardanti la seconda parte di questo mio primo post, ma sembra che il sistema se li ingoia direttamente, non spunta nemmeno il numero del commento!
Non mi convince. La maggior parte dei miliardari americani non sono sionisti ed hanno potere di corruttela anche superiore così come la stragrande maggioranza del popolo non lo è. La verità è che Israele fa comodo agli S.U. nell’area strategica del Medio Oriente. Probabilmente senza la sua presenza non sarebbero neanche riusciti ad impostare il petrodollaro. Vorrei proprio vedere se in Israele si affermasse una politica sulla falsariga di quanto auspicato da Shahid Bolsen. Cosa farebbero allora gli S.U., lo appoggerebbero ancora? AIPAC o non AIPAC credo proprio di no.
prima o poi il mondo si stanchera e la fara finita una volta per tutte !
vedi sodoma e gomorra !!!