Il cessate il fuoco in cambio degli ostaggi è arrivato dopo un’immensa strage di innocenti che ha suscitato indignazione in tutto il pianeta. Ma il governo sionista di Israele non ha accettato per un improvviso e tardivo sussulto di umanità, bensì  perché le cose si stanno mettendo male sia per le sue truppe sia per il suo protettore, ovvero gli Usa. Da una parte infatti le truppe israeliane stanno incontrando una forte resistenza nel tentativo di penetrare a Gaza e stanno perdendo molti mezzi corazzati e blindati . circa 200 finora- e molti uomini, ma è soprattutto la posizione geopolitica che sta mutando velocemente: su suggerimento dell’Iran infatti i Brics sono per la prima volta intervenuti in una questione internazionale come un blocco unico chiedendo non solo un temporaneo cessate il fuoco, ma anche una totale liberazione della Striscia di Gaza dall’assedio israeliano permettendo l’arrivo degli aiuti umanitari e condannando il trasferimento forzato e la deportazione di massa di palestinesi dalla loro stessa terra.

Sebbene gli Usa siano immediatamente corsi ad intestarsi  il merito del cessate il fuoco – loro che hanno fornito le bombe al fosforo per la strage di civili e di bambini – è evidente che l’hanno fatto proprio per non dare troppo spazio ai Brics e tentare di nascondere il fatto che essi stiano diventando un soggetto che collettivamente interviene negli affari globali disarcionando gli Usa dalla loro convinzione  di essere l’unico soggetto al mondo abilitato a decidere della e guerra e della pace. Si tratta di un passaggio importante, di un’altra accelerazione verso il mondo multipolare che l’America tenta di evitare creando caos e non accorgendosi che più si muove e più si intrappola. Loo si vede chiaramente dal fatto che dopo aver minacciato l’Iran e fatto dire ai media mainstream che Teheran era nel mirino delle forze Usa, adesso Washington  si è accorta che non è così facile intimorire gli iraniani e che questi sono in grado di infliggere colpi formidabili al prestigio statunitense, come accade praticamente ogni giorno con i missili che cadono sulle basi americane in Siria e Irak facendo morti e feriti che la Casa Bianca tenta di nascondere. E con Biden che offre 1o miliardi  perché l’Iran la smetta e non rischi d  allargare il conflitto.

Questo però è quasi inevitabile  proprio grazie a un quindicennio di caos americano nell’area. Ieri si è saputo che la nave israeliana Galaxy Leader catturata qualche giorno fa nel Mar Rosso dagli Houty  appartiene per una grossa quota l’uomo d’affari israeliano Abraham Ungar, uno degli individui più ricchi di Israele con ampi interessi commerciali nelle importazioni di automobili e nel settore immobiliare, ma legato a doppio filo con l’intelligence israeliana.  Ha avuto parte in uno scandalo che ha coinvolto l’ex direttore del Mossad, ma i  legami di Ungar con con il celebre servizio segreto vanno oltre le semplici accuse di corruzione. Ad esempio, ha avuto un ruolo in un incidente ampiamente discusso che ha coinvolto l’organizzazione “United Against Nuclear Iran”, riportato dal New York Times nel 2014. Ungar ha svolto il ruolo di intermediario, contattando le aziende che collaboravano con l’Iran, esortandole a schiudere i rapporti commerciali con Teheran. Insomma la cattura della nave che probabilmente trasportava molti veicoli militari è stato come colpire il Mossad dentro il quale il miliardario è personaggio di spicco.

Anche questo episodio che comunque è stato un duro colpo per il prestigio israeliano, dimostra che il conflitto rischia davvero di allargarsi e di travolgere Israele. In un certo senso l’intervento dei Brics molto critico verso il governo sionista, ma non estremista, collabora assai più di un’America con l’Alzheimer al raggiungimento di una pace nell’immediato e a una creazione di un vero stato palestinese in futuro.