Anna Lombroso per il Simplicissimus
Sono 7 le virtù fondamentali per il cattolico: le 3 teologali, Fede, Speranza e Carità, e le 4 cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.
Ora, sappiamo che Draghi è un cattolico osservante. Pare abbia costumi morigerati, è probabile però che abbia sottoposto i dieci comandamenti a quel necessario aggiornamento imposto dalla modernità, facendo retrocedere a raccomandazione o regola del bon ton quelli più perentori e francamente arcaici, a cominciare da non uccidere, così esagerato, fino a non desiderare la roba d’altri, che per ragioni di necessità e austerità è stato ridimensionato e circoscritto ai portafogli azionari e alle proprietà degli esponenti dell’oligarchia, permettendo invece espropri, annessioni e svendite dei beni comuni.
E chissà a che inevitabile ridimensionamento avrà sottoposto le virtù, una volta riposte la molesta, retorica e discrezionale Giustizia.
Si sarà tenuto le figurine Panini che a volte scambia con Monti e Ursula, di sicuro quella della prudenza: anche quando si dirige felpato verso i luoghi delle cerimonie istituzionali si vede che cammina con “i piedi di piombo” , attitudine molto raccomandata dalle nostre nonne, che gli consiglia anche di limitare le manifestazioni di affetto, concesse in trasferta con i suoi omologhi G7o G 30, e di emotività, delegate alla sua consigliera speciale in lacrime.
Avrà conservato quella della temperanza, facilmente confondibile con quella sobrietà ostentata attraverso outfit rigorosi da esattore del gas dopo i doppiopetto di Caraceni, o l’esibizione di romitaggi in sperdute località valligiane, intese a far dimenticare crociere su panfili reali. In materia di carità è probabile che con la sua signora faccia un’accurata analisi dei possibili destinatari di 8 e 5 per mille, in modo che la sua indole compassionevole si traduca in investimento sicuro e in incremento del consenso. Quanto alla speranza, l’attaccamento al suo ministro difeso ad oltranza basterebbe a dimostrare come si tratti di una passione della quale non si fa possedere, lasciandola ai poveracci in mancanza d’altro.
Fortuna per lui che invece il suo credo religioso non annoveri tra le virtù il coraggio, e dire che l’aveva collocata nella triade ideale degli antidoti alla crisi della democrazia, insieme a umiltà e conoscenza, come ebbe a dire nella Lectio Magistralis tenuta a conclusione del suo mandato quale Presidente della Banca Centrale Europea e all’indimenticabile discorso al Meeting di Comunione e Liberazione, dove scelse di impersonare per il pubblico giovanile il ruolo del bancario redento da Keynes pronto a contribuire alla realizzazione di “un sogno che può essere più realista di tanti sguardi cinicamente distaccati”.
Nel linguaggio popolare si è usi dire: ci vuole un bel coraggio, intendendo una combinazione di sfrontatezza e spregiudicatezza, di insensibilità e arroganza.
Quel “bel coraggio”, dote necessaria al Principe, insieme a astuzia e fermezza, per adottare i mezzi idonei a conseguire il fine e gli obiettivi del suo “imperio”, per muovere guerra, dichiarala e condurla tenendo saldo il controllo dall’interno e per difendersi dagli attacchi esterni, Draghi l’ha avuto e difatti la guerra l’ha mossa contro lavoratori, piccole e medie imprese, esercizi commerciali, partite Iva, cassintegrati, precari, sfrattati e disoccupati, beneficiari di redditi di cittadinanza.
Preferendo però delegarla ad altri, più addestrati e determinati: l’abbiamo visto mandare avanti ministri, immediatamente redarguiti o smentiti, ha fatto parlare a suo nome e decodificare i suoi messaggi volutamente criptici per avvalorare l’immagine di una sfinge enigmatica, i trombettieri della stampa o i suoi consigliori , salvo poi sconfessarli. Debole coi forti, perfino quando si tratta di despoti funzionali, forte coi deboli, si fa scudo della democratica opportunità di aggirare gli obblighi con il sistema della persuasione che usano i cravattari che non hanno interesse a ammazzare subito il ricattato, e se lancia minacce apocalittiche e millenariste con il furore punitivo di un piagnone le giustifica con la paterna volontà di agire nell’interesse dei cittadini.
E quando ha per le mani una decisione scabrosa, da vero cuor di coniglio manda ad esporsi la più muscolare delle sue teste di cuoio, in divisa da forza speciale o da nucleo antieversione.
Forte del sostegno “giuridico” delle norme eccezionali intese a imporre l’obbligo vaccinale per il personale della scuola, anche se “progressivo”: chi non si adegua subirà prima il trasferimento in un’altra città (e l’allontanamento dalle lezioni in presenza), poi la sospensione dello stipendio, è il commissario Figliuolo chiamato a concretizzare l’obiettivo dell’esecutivo di somministrare la pozione salvifica al 60% degli studenti entro fine settembre.
Eh si ci vuole proprio il coraggio di un generale Nato agli ordini di un bancario dell’Ue e di tecnici a libro paga dell’industria per estendere il green pass e obliquamente l’obbligo vaccinale ai ragazzini a partire dai 12 anni, quando corrono rischi bassissimi di ammalarsi a causa del covid, quando il vaccino ai soggetti in età pediatrica non è accessibile neppure in tutti gli Stati Europei: la Germania non lo ha autorizzato e neppure il Regno Unito lo ha adottato; quando l’Oms reputa “necessarie ulteriori prove sull’uso dei diversi vaccini COVID-19 nei bambini per poter formulare raccomandazioni generali sulla vaccinazione dei bambini contro il Covid19″; quando sono stati accertati casi di miocarditi e pericarditi in età pediatrica con correlazione diretta al vaccino, e riconosciuti dall’Aifa; quando nei trial l’86% dei bambini ha avuto reazioni avverse.
Quindi se in considerazione di tutto questo non vorrete sottoporre all’iniziazione vaccinale i vostri figli, la pena che vi viene comminata consiste nel condannare vostro figlio a essere un paria che non può giocare coi coetanei e dividere il pasto della mensa a scuola, non potrà far sportiva, aggregativa, partecipare ad eventi pubblici o ricreativi, nemmeno religiosi, prima comunione o la cresima, niente viaggi di famiglia, niente bioparco, ma neppure partecipare alle celebrazioni di compleanni coi nonni al ristorante, vedere i prodotti Disney sul grande schermo e nemmeno la recita scolastica della sorella o del fratello al teatrino, aggiungendosi a centinaia di piccoli malati cui prima del vaccino sono stati somministrate droghe legali e di Stato, sotto forma di inibitori dell’iperattivismo, di contrasto a patologie depressive infantili.
Pensateci bene prima di “adeguarvi”, prima di obbedire al generale al servizio di Erode, sareste partecipi della strage degli innocenti 2021.


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Bingo! ahaha… Delirio allo stato puro… Solo una cosa: “la notizia è che lei custodisce, pure dopo molto tempo, i commenti di alcuni lettori de il simplicissimus e alla bisogna li tira fuori! Chi ricorda uno così?”… AHAHAH… a parte il fatto che io non custodisco un bel nulla, basta avere una buona memoria e sfruttare il blog; a parte il fatto che vi farebbe molto comodo spostare nelle nebbie del passato le vostre responsabilità – in questo in buona compagnia con gli ironici (capirai) utenti di Infosannio -, e da qui imputarle ad altri, a parte tutto questo, sì, qualcuno me lo ricorda, uno che è della sua stessa pasta altolocata:
“No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio.” (Indro Montanelli)… ahahah… In ItaGlia c’è chi viene osannato, e chi invece, per lo stesso motivo, deriso. Ma se ne vada (nel senso: “mi lasci in pace”, che altrimenti parte l’embolo), poveraccio (per rispetto del blog mi trattengo con le parole)…
Buona sera,
così la notizia non è che la simpatica signora Paolapci le ha affibbiato un nuovo, micidiale nomignolo: “Fesso Coso Cesso”, mutuato in parte prima da “Fesso” e poi da “Fesso Coso” del brillante Ennio. E qui occorre puntualizzare che Ennio, tutte le volte che le dà del fesso, prima argomenta ex professo ( no no, non “per il fesso”: so bene che per uno come lei è davvero difficile, ma provi con l’aiuto di un dizionario cartaceo, dove trova anche l’etimologia: faccia così anche per tutte le altre parole del testo), evidenziando tutta la sua (sua di lei, “fesso” etc) stupidità, e solo dopo appunto le dà del “fesso” etc, senza volgarità gratuita, al contrario di come sempre fà lei: solo del “fesso” etc e basta; dopo di che, lei viene puntualmente invitato a “tornare al bagno a giocare con le figurine e con qualcos’altro” (birbantello birbantello…). Tuttavia, come dicevo, la notizia non è questa: la notizia è che lei custodisce, pure dopo molto tempo, i commenti di alcuni lettori de il simplicissimus e alla bisogna li tira fuori! Chi ricorda uno così? Apprendere questo, e in un tempo come questo, inquieta, e rivela e rafforza la sua nomea di “psicopatico” e di “malato”. Cosa mai se ne farà uno dei commenti di Pinco Palla risalenti all’età della pietra… Io (io che non faccio uso di stupidi plurali buttati lì tanto per evocare improbabili schiere di fan) dico che questa è una pratica vergognosa be quindi degna di uno come lei, quasi al pari delle sue altrettanto ignobili uscite laterali.
Lei chiama “cicciobello” e “poeta” di qua e “poeta” di là una persona perbene che si trova qui non per leggere e imparare, come umilmente sempre ho precisato per me stesso, ma, a mio modesto avviso, per leggere e insegnare. Si è rivolto a lei -a uno come lei…- con buona educazione, cioè non chiamandola come fanno tutti e come peraltro merita con uno degli innumerevoli e giusti nomignoli che a ogni piè sospinto le affibbiano da buon ultimo caso umano. Perchè lei non ha replicato sulla questione e basta? Perchè questa impostazione e coda dozzinali? Perchè pensa sempre di avere davanti a sè un nemico (eh, io lo so, che non lo so…)? E la violenza del suo berciare, che, anche qui si rassegni, non fà paura a nessuno, non proviene dalla sua stessa paura? Dalle sue stesse paure? Quando ho letto le prime cose della persona perbene che lei ha offeso e offende, ho riconosciuto un animo nobile e ho scritto di vena poetica nella prosa non di Poesia… lei, arrogante e stupido e analfabeta di ritorno, ha subito parlato con sciatteria di poeti, di vati, di scopritori di vati, etc: ecco, quello è stato uno dei tanti casi nella sua esistenza in cui avrebbe dovuto nascondersi, davvero “tornare al bagno” etc… La sua è la tipica reazione di chi legge e non capisce ciò che legge, compresi gli articoli che appaiono qui. Ed è giusto così, paradossalmente: questo infatti non è il tempo di Poeti e Poesia (lei non può saperlo, ma avevano e hanno una funzione), di articoli “arzigogolati”, di letteratura russa e di Steinbeck, di De Andrè e Tom Waits, di Michael Nyman e Kronos Quartet, di Lussu e Ravera, di buona politica e di non voltarsi dall’altra parte… Oggi i punti di riferimento sono Chiara Ferragni, Sferaebbasta (“mi fai stare male, a tutte le ore/mi vien voglia di fumare, di farmi del male/mentre me ne vado avrei voglia di restare/con te non va bene, ma lontani fà più male”), Fedez (“Quando sei arrivato ti stavo aspettando/con due occhi più grandi del mondo/quante stelle ci girano intorno/se mi porti a ballare/labbra rosso coca-cola/dimmi un segreto all’orecchio stasera/hai risolto un bel problema e va bene così/ma poi me ne restano mille”), gli influencers… E lei è un prodotto di questo tempo, quand’anche molto avanti negli anni, anzi proprio per questo alla rincorsa di ciò che oggi è moda e ha paura le sfugga: oggi va insultare senza motivo chicchessia? Ebbene lei è pronto, eccolo, ben nascosto ovviamente dietro uno stupido nickname: lei è proprio un prodotto di questo brutto tempo… Un quaquaraquà…
Infine. Vedo che seguita a “correggere”, e questo nonostante le numerose volte in cui si è coperto di ridicolo, qui e altrove: contento lei…Un accento, stavolta. Quindi lei, per via di quell’accento mancante, non ha capito ciò che l’interlocutore voleva comunicarle e ha voluto sottolinearlo con “matita rossa”. Eppure non era così complesso, perfino per uno come lei. Imprudente. Lei non è lo stesso “fesso coso” che dice “a proposito che” e autore irresistibile di tutta una serie infinita di mostruosità, ma la “colpa è sempre della tastiera” e poi “questo correttore che non funziona”: il correttore che dice al correttore che non funziona. Infatti è così. E tralascio ciò che in Infosannio si dice intorno alla sua mania di “correggere” tutti dall’alto della sua professione: meglio lasciar perdere, vero?
Desidero informarla che io non tornerò mai più su questo spazio commenti e quindi non si lanci in insulti o cose senza senso come suo solito: non leggerò eventuali sue repliche; se vuole, può portare tutto -tutto- in prima pagina e dopo che le avranno dato nuovamente dell’ “importuno molesto” potrà assumere la consueta posizione servile. E ringraziare.
Si ricordi: io, nonostante tutto, le ho teso la mano, invitandola a considerare con attenzione il mio gesto. Lei cosa ne ha fatto?
tempo perso. questo ha aperto il primo atto e parte sempre dal secondo.
Senti un po’ Cicciobello, nemmeno con il link di riferimento stai zittino? “è sufficiente annotare la cronologia per appurare il vero.”? Appunto: ti risulta che le 14:27 vengano dopo le 15:12, e queste ultime dopo le 15:35? Vai a farti un giretto poetuncolo del tempo inverso!
PS: “seminare di notte sui solchi mancini, da cattivi frutti”, “da” va con l’accento; impara a scrivere prima di altro, poetuncolo del tempo a ritroso!
purtroppo quello che addebiti ad altri, è farina del tuo sacco che hai riproposto tagliato ed incollato. un giochetto vecchio come il cucco. tu sei l’autore o progenitore. condannato, sei tu, all’ignoranza perpetua. la zizzannia, la si sente dall’odore.del resto, è sufficiente annotare la cronologia per appurare il vero.
intimare ad una persona di andarsene, in un blog di discussione confronto pacifico, gratuito, non ideologico è indice di maleducazione. che lo faccia il padrone, il cane o il gatto, nulla cambia. un blog, non è una loggia o setta filosofica. altrimenti, siamo a casa di salvini.
Vede egregio “non rimane nulla di salvabile, nemmeno i salami di gatto o peggio, lo stufato surrogato del coniglio”, lei, dal taglio dei nick che usa, deve essere, se non erro, il “poeta cojone” di cui si discuteva nella querelle tra me e lo scopritore di Vati (e se non lo è, fa lo stesso, ché ci assomiglia moltissimo). Le faccio presente che il mio “Ma se ne vada”, non voleva affatto essere un invito al sig. Luigi De Gortes di lasciare il blog (ma lei pensa che a me possa interessare qualcosa se rimane e se ne va?), ma quello di lasciarmi in pace, dopotutto essendo stato lui per la prima volta che si è permesso di tirarmi in ballo per difenderla.
E le dirò di più, tutta questa faccenda ridicola è nata proprio perché, lei poeta de stica, non io, ma lei, si è permesso in una delle sue prose auliche di dire @Anonimo che, in poche parole, sarebbe stato meglio se ne fosse andato. Questo il suo commento:
“consumo aglio ma non raglio 3 Luglio 2021 alle 14:27
la cosa incredibile è che si sente pure super intelligente, insomma, non c’è peggio di un somaro convinto, ancora comunque non capisco come un Blog interessante come il suo in cui lei personalmente fa articoli sempre di qualità possa attrarre dei pessimi troll del genere come questo “Anonimo” che in ogni suo post, cambiando persino nickname, butta sempre merda gratuitamente sugli italiani…”;
e questa la risposta dell’interessato che l’aveva scambiata per @Fabrice:
“Anonimo 3 Luglio 2021 alle 15:12
Sta chiedendo la censura di qualcuno che non le sta simpatico, per caso?”.
Al che, dopo questo suo bel gesto poetico, le rispondevo:
“GATTO3 Luglio 2021 alle 15:35
Egregio @consumo aglio ma non raglio, e altri nick qui sotto da lei usati (e poi sarebbero gli altri a cambiarli), può semplicemente levarsi dai cocones per la gioia di tutti: GRAZIE!”
https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/03/152672/?noamp=mobile#comments
Come vede le cose non stanno affatto come sostiene lei e il suo difensore d’ufficio… Adesso che ho chiarito, potrei benissimo andarmene io, tanto siete ormai già tutti condannati…
Mai sentito parlare di pluralis modestiae? Evidentemente no!
Risposta sbagliata?
“Quelo: la risposta è dentro di te epperò è sbagliata!” … ahahah… Ma CI faccia il piacere! ahahah… Ne tenga pure conto “Quelo”, a NOI checcefrega? ahahah… Ma se ne vada!
Tra le altre cose: quando decide di assumere la posizione servile per ringraziare chi la sopporta, ecco impari ad usare il singolare, appunto.
Risposta sbagliata. Ne prendo atto.
Non volendo perdere tempo con palestre di narcisismo compulsivo, né accetto né rifiuto le scuse, ché di scuse qui non si tratta. Ma avere la presunzione di conoscere con certezza, da un blog, chi si possa celare dietro un nick, in più perché “me l’ha detto una mia amica”, beh, lascio a lei caro Luigi De Gortes, che io voglio invece senz’altro nominare, tutta la responsabilità. Per me l’incidente è chiuso, se di incidente si è trattato. Un saluto anche alla Sig.a Lombroso che pazientemente ci sopporta.
Buon pomeriggio,
leggo ora la breve nota della signora Lombroso: non sono del tutto d’accordo, ma tant’è…
Scrivo solo perchè vorrei scusarmi, con tutti, ma soprattutto con il signore col quale mi sono confrontato. Mi scuso per i toni usati nella mia lettera di ieri sera: toni non miei, che davvero non mi appartengono, e questo lo sanno bene tutti, lui in primis. Non dirò altro in merito, per evitare ulteriori e sterili polemiche.
E a lui ora mi rivolgo: le sto tendendo la mano, stabilisca lei cosa farne del mio gesto.
Grazie.
Riassumendo una brutta persona… no per nulla forgiata da secolare esperienza di eminenti creatori di mostri quali… gesuiti…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
come sapete questo spazio è aperto ai commenti e sempre lo sarà, tanto che sopportiamo da anni importuni molesti in cerca di trenta battute di visibilità, quindi non contesto che lo utilizziate per le vostre personali rimostranze, che indirettamente mi riguardano. Voglio darvi però un consiglio, non perdete tempo con palestre di narcisismo compulsivo. Pur non avendo mai aperto Infosannio e altri, immagino sia fonte di malessere tossico: i contagi peggiori sono poi quelli. Un caro saluto, Anna Lombroso
veniva,quando le ombre si stagliavano piu’ nitide del bagliore dei lampioni di valencia intera, la ragazza del carrozzone, giu’ nella radura. di giorno, non avresti scommesso una peseta su quei mutandoni stesi al filo, vicino alla casina arrotolata nel buco della valle come i cerchi alle razze.allora, con pochi gesti innati, scaldava la sabbia al caldo dei suoi piedi e bruciava d’un’arsura febbrile i nostri occhi. uno ad uno, gli amanti da balera cadevano, sfatti nella polpa del cuore. un sorriso non lo si poteva dir tale, piuttosto uno scintillio di perle, forse ricavate da denti di squalo.uno sguardo insostenibile, luce e fulmine, tuono, risacca. i pugni allo stomaco, facevano meno male.”certo non mi potrai sposare, i tuoi non approverebbero”;: forse una coltellata avrebbe colpito meno in profondo fianco.”una tzigana!” ribadì, ridendo fissa nelle mie lune.appartenevo ad un altro mondo, freddo, rigido, fissato con chiodi arcaici a quattro facce come tradivano le mie fattezze.Uno schiocco, due lanterne nelle mie retine, forse sale, lingua, carne fuoco ed uno scroscio di cascate, singhiozzo,bacio, fruscio di serpente nella rena. il buio della luna in camicia da notte, quasi una fetta di lime acerbo.l’indomani, tanta luce giù nella radura, ma nessuna zingara, eccetto me. allora, non si potevano comporre sconvenienze femminili. buonanotte e non tirate ciabatte ai gatti molesti sui tetti, nelle sere d’estate…l’amore è come i cavalli di nubi nel cielo: sembre cambian forma, luogo: mai Essenza, calore, soffio. è buffo, aver il soffio al cuore.solo chi prova, ci crede.
Buona sera,
chiedo cortesemente un poco di spazio per una questione (apparentemente) non
collegata all’articolo della signora Lombroso.
Avrei gioco facile a impostare questa lettera con uno dei tanti appellativi con i quali quotidianamente e più volte al giorno, in Infosannio ma anche qui, le persone normali, importunate e intralciate dalla sua insolenza, le assegnano; peraltro, considerate la sua maleducazione e le sue maniere da trivio, tutti congrui, perfetti, direi. Ma io sono un’altra persona e non lo farò a) perchè, per l’appunto, non sono come lei, b) perchè non voglio proprio nominarla, in nessun modo. Anzi, ogni tanto le darò il nome di protagonisti di opere di D’Annunzio (il Vate, secondo i sempliciotti, ha presente?) che io (io) ho studiato più per dovere che per piacere. Potrei anche mandarla aff… etc come sempre fà lei quando non ha argomenti: cioè sempre, appunto. Ma, come detto, grazie al cielo, sono un’altra persona.
Allora Andrea Sperelli le chiedo: cosa vuole da me? Meno la considero, più mi sta addosso. Non la capisco. Io non replico mai alle “cose” che scrive su di me e in generale proprio perchè voglio stare il più distante possibile da uno come lei. Lei è così anche in Infosannio: nessuno parla di lei, nessuno la considera e tuttavia si inserisce non per offrire il suo contributo nel merito, ma per insultare questo o quella (che pure esaminano, dibattono), per scatenare le sue frustrazioni, per rimediare goffamente alla sua stessa insufficienza, per poi “tornare al bagno a giocare con le figurine e fare altro…”: a uno della sua età vengono dette queste cose…
Glielo chiedo di nuovo, Claudio Cantelmo: cosa vuole da me? Le faccio sapere che non sono gay, e quand’anche lo fossi mi guarderei bene dall’accompagnarmi a un mostro come lei. Questa precisazione la faccio unicamente perchè lei, come già detto, ha l’abitudine di mandare tutti “aff…”, poi “a fare in c…”, e il “tuo c… qui e i tuo c… là” e così via continuando. L’ultima con c… è che io sarei un leccac… della signora Lombroso; perchè? Perchè ho segnalato suoi articoli di qualche anno fa nei quali con cognizione di causa e dati e fonti interveniva sulle servitù militari? Sa quante persone, in quei giorni di f35 e di poligoni militari e di bombe preparate in Sardegna per lo Yemen, si sono sentite meno sole e più forti dopo gli articoli della signora Lombroso, proprio perchè non c’erano altri punti di riferimento? E sa quanto sorreggono, ancora oggi, queste prese di posizione? Chi ne parla, oggi, lei Cantelmo? Io ho fatto i sit-in, io sono stato picchiato: lei, Cantelmo, avrà pure più anni di me, ma non mi insegna nulla. E leccac… c’entra soltanto perchè lei, in tutta evidenza, ha una vera e propria ossessione per il “c…”: ha sempre in bocca il c…, le manca, non può averne uno, lo sogna, lo vuole, lo brama… Questo spiega in parte -solo in parte- perchè oltre che “Fesso Coso” la chiamano anche lo “psicopatico”… Tuttavia, Cantelmo, si rassegni: uno come lei un c… può averlo soltanto se la tizia (o il tizio) muore e glielo lascia in eredità, e allora può darsi… Con questo, voglio consigliarle: la pianti di offendere e insultare, perchè è vero che a me non importa nulla della sua villania, ma un giorno troverà la scarpa giusta e allora sarà il suo il c… in discussione.
Detto questo, Stelio, leggo che, non pago della sua impudenza, si avventura nello spinoso terreno delle rettifiche, non mancando di rimarcare che nel suo caso -e solo nel suo caso, sia chiaro- lei lo avrebbe fatto solo per apportare miglioramenti agli articoli della signora Lombroso. Lei quindi non è solo spocchioso, megalomane e sfacciato ma anche stupido e bugiardo. Intanto, uno come lei che apporta miglioramenti agli articoli di chicchessia… Lei questa idea ossessiva di “correggere” gli altri la mette in pratica quotidianamente in Infosannio (qui un pò meno, da quando…) proprio perchè non ha mai argomenti, perchè non è in grado, perchè oltre il copia-incolla non può andare: due o più persone da lei qui definite “feccia” (vado anch’io su Infosannio perchè mi interessa quello che hanno da dire due o tre opinionisti, e non mi sento “feccia”, detto da uno come lei poi…), in ogni caso, due persone dibattono intorno a un certo articolo, lei cosa fà, si mette in mezzo, così, a caso, cioè non già per offrire un contributo fattivo ma solo per segnalare una virgola mancante o un apostrofo così o una doppia cosà, etc, ovviamente accompagnando le sue presunte “correzioni” con una serie di irripetibili insulti; quando le fanno notare la sua inadeguatezza, ecco che allora lei scatena tutta la sua inaudita rozzezza…
Le dirò, Stelio, da quando lei mi ha pesantemente insultato ho sempre saltato a piè pari i suoi “commenti” (non solo per la sua indubitabile inciviltà nel confrontarsi con l’altro da lei, come spero potrà agevolmente indovinare) e mi creda ho saputo solo da lei, oggi, che ha avuto la spudoratezza di “correggere” anche la signora Lombroso: io, pensi, ero fermo a quando, con la grossolanità e la presunzione che bene le si attagliano, evidentemente più e più volte ha “corretto” il collega della signora Lombroso, tanto da portare il signore a scrivere un articolo spiegando che si lavora tanto e che i tempi sono quelli e basta, cioè chiedendo di non stargli addosso per stupidaggini; ebbene lei, invece di evaporare, è corso scodinzolando a dire “si è vero l’ho fatto anch’io, ma solo per…”: ma quanti anni ha ? Ma perchè non cresce? E perchè non comincia già da ora e da qui a cambiare? Si può, anche quando si è avanti negli anni, anzi… Magari con una sua eventuale replica impostata diversamente. Provi a non insultarmi, per esempio, perchè tanto questo almeno lo avrà capito alla buonora: i suoi insulti non mi toccano neanche un pò e semmai continuano a qualificare solo lei; quindi mi dica e ci dica, senza fermarsi a frasi fatte, che so, cosa ne pensa della “riforma” della Giustizia, di questo governo, se non le piace da chi lo vorrebbe composto, dei milioni di italiani sotto la soglia della povertà, di licenziamenti e di morti sul lavoro e delle “femmine” sottopagate e di Fedez e Ferragni in Sardegna con jet privato e villa da sogno e schiavi al seguito… anche altro, non so, la sagra delle galline squartate in un certo modo dalle sue parti, cose così, veda lei. Anche di Covid, se vuole, e di vaccini, sa, siccome non se ne parla abbastanza… Cominci qui stasera il suo nuovo percorso e poi lo continui domani mattina in Infosannio, visto che, beato lei, ha molto tempo a disposizione: non vada a cercare paolapci o anail per dar loro delle …, no: saluti e poi dica la sua, sforzandosi di restare sul punto; faccia cosi anche con Ennio, peraltro arguto e gran simpaticone.
E lasci perdere la Poesia: in tutta evidenza si tratta di cose più grandi di lei, Stelio, e quindi non perderò tempo. Tuttavia, la sua deficienza in materia non la porti mai più a dare del “poeta coglione” a una persona perbene.
Grazie. Buona notte.
Scusate, ho scordato di completare…