Anna Lombroso per il Simplicissimus

Sono 7 le virtù fondamentali per il cattolico: le 3 teologali, Fede, Speranza e Carità,  e le 4 cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.

Ora, sappiamo che Draghi è un cattolico osservante. Pare abbia costumi morigerati, è probabile però che abbia sottoposto i dieci comandamenti a quel necessario aggiornamento imposto dalla modernità, facendo retrocedere a raccomandazione o regola del bon ton quelli più perentori e francamente arcaici, a cominciare da non uccidere, così esagerato, fino a non desiderare la roba d’altri, che per ragioni di necessità e austerità è stato ridimensionato e circoscritto ai portafogli azionari e alle proprietà degli esponenti dell’oligarchia, permettendo invece espropri, annessioni e svendite dei beni comuni.

E chissà a che inevitabile ridimensionamento avrà sottoposto le virtù, una volta riposte la molesta, retorica e discrezionale Giustizia.

Si sarà tenuto le figurine Panini che a volte scambia con Monti e Ursula, di sicuro quella  della prudenza: anche quando si dirige felpato verso i luoghi delle cerimonie istituzionali si vede che cammina con “i piedi di piombo” , attitudine molto raccomandata dalle nostre nonne,  che gli consiglia anche di limitare le manifestazioni di affetto, concesse in trasferta con i suoi omologhi G7o  G 30, e di emotività, delegate alla sua consigliera speciale in lacrime.

Avrà conservato quella della temperanza, facilmente confondibile con quella sobrietà ostentata attraverso outfit rigorosi da esattore del gas dopo i doppiopetto di Caraceni, o l’esibizione di romitaggi in sperdute località  valligiane, intese a far dimenticare crociere su panfili reali. In materia di carità è probabile che con la sua signora faccia un’accurata analisi dei possibili destinatari di 8 e 5 per mille, in modo che la sua indole compassionevole si traduca in investimento sicuro e in incremento del consenso. Quanto alla speranza, l’attaccamento al suo ministro difeso ad oltranza basterebbe a dimostrare come si tratti di una passione della quale non si fa possedere, lasciandola  ai poveracci in mancanza d’altro.

Fortuna per lui che invece il suo credo religioso non annoveri tra le virtù il coraggio, e dire che l’aveva collocata nella triade ideale degli antidoti alla crisi della democrazia, insieme a umiltà e conoscenza, come ebbe a dire nella   Lectio Magistralis  tenuta a conclusione del suo mandato quale Presidente della Banca Centrale Europea e all’indimenticabile discorso al Meeting di Comunione e Liberazione, dove scelse di impersonare per il pubblico giovanile il ruolo del bancario redento da Keynes pronto a contribuire alla realizzazione di “un sogno che può essere più realista di tanti sguardi cinicamente distaccati”.

Nel linguaggio popolare si è usi dire: ci vuole un bel coraggio, intendendo una combinazione di sfrontatezza e spregiudicatezza, di insensibilità e arroganza.

Quel “bel coraggio”, dote necessaria al Principe, insieme a astuzia e fermezza, per adottare i mezzi idonei a conseguire il fine e gli obiettivi del suo “imperio”, per muovere guerra, dichiarala e condurla tenendo saldo il controllo dall’interno e per difendersi dagli attacchi esterni, Draghi l’ha avuto e difatti la guerra l’ha mossa contro lavoratori, piccole e medie imprese, esercizi commerciali, partite Iva, cassintegrati, precari, sfrattati e disoccupati, beneficiari di redditi di cittadinanza.

Preferendo però delegarla ad altri, più addestrati e determinati: l’abbiamo visto mandare avanti ministri, immediatamente redarguiti o smentiti, ha fatto parlare a suo nome e decodificare i suoi messaggi volutamente criptici per avvalorare l’immagine di una sfinge enigmatica, i trombettieri della stampa o i suoi consigliori , salvo poi sconfessarli. Debole coi forti, perfino quando si tratta di despoti funzionali, forte coi deboli, si fa scudo della democratica opportunità di aggirare gli obblighi con il sistema della persuasione che usano i cravattari che non hanno interesse a ammazzare subito il ricattato,  e se lancia minacce apocalittiche e millenariste con il furore punitivo di un piagnone le giustifica con la paterna volontà di agire nell’interesse dei cittadini.

E quando ha per le mani una decisione scabrosa, da vero cuor di coniglio manda ad esporsi la più muscolare delle sue teste di cuoio, in divisa da forza speciale o da nucleo antieversione.

Forte del sostegno “giuridico” delle norme eccezionali   intese a imporre l’obbligo vaccinale per il personale della scuola, anche se “progressivo”: chi non si adegua subirà prima il trasferimento in un’altra città (e l’allontanamento dalle lezioni in presenza), poi la sospensione dello stipendio, è il commissario Figliuolo chiamato a concretizzare l’obiettivo dell’esecutivo di somministrare la pozione salvifica al  60% degli studenti entro fine settembre.

Eh si ci vuole proprio il coraggio di un generale Nato agli ordini di un bancario dell’Ue e di tecnici a libro paga dell’industria per estendere il green pass e obliquamente l’obbligo vaccinale ai ragazzini a partire dai 12 anni, quando corrono rischi bassissimi di ammalarsi a causa del covid, quando il vaccino ai soggetti in età pediatrica non è accessibile neppure in tutti gli Stati Europei: la Germania non lo ha autorizzato e neppure il Regno Unito lo ha adottato; quando l’Oms  reputa “necessarie ulteriori prove sull’uso dei diversi vaccini COVID-19 nei bambini per poter formulare raccomandazioni generali sulla vaccinazione dei bambini contro il Covid19″; quando sono stati accertati casi di miocarditi e pericarditi in età pediatrica con correlazione diretta al vaccino, e riconosciuti dall’Aifa; quando nei trial l’86% dei bambini ha avuto reazioni avverse.

Quindi se in considerazione di tutto questo non vorrete sottoporre all’iniziazione vaccinale i vostri figli, la pena che vi viene comminata consiste nel condannare vostro figlio a essere un paria che non può giocare coi coetanei e dividere il pasto della mensa a scuola, non potrà far  sportiva, aggregativa, partecipare ad eventi pubblici o ricreativi, nemmeno religiosi, prima comunione o la cresima, niente viaggi di famiglia, niente bioparco, ma neppure partecipare alle celebrazioni di compleanni coi nonni al ristorante, vedere i prodotti Disney sul grande schermo e nemmeno la recita scolastica della sorella o del fratello al teatrino,  aggiungendosi a centinaia di piccoli malati cui prima del vaccino sono stati somministrate droghe legali e di Stato, sotto forma di inibitori dell’iperattivismo, di contrasto a patologie depressive infantili.

Pensateci bene prima di “adeguarvi”, prima di obbedire al generale al servizio di Erode, sareste partecipi della strage degli innocenti 2021.