Sapete non mi meraviglia che una medicina passata dalla cura degli uomini a quella dei profitti possa anche inventarsi i cocktail di vaccini: troppa gente senza scrupoli indossa un camice bianco che dovrebbe invece essere rosso di vergogna. Mi meraviglia invece che una volta sparata questa assurdità pur di liberarsi di dosi per le quali evidentemente c’era un impegni di spaccio, ci sia un popolo credulo e pauroso che immediatamente accetta questa novità, originariamente indicata come pericolosa o comunque inesplorata dagli stessi bugiardini vaccinali.  Non si può misurare l’infinito con un  metro, ma per averne un’idea basta pensare alla credulità umana che pare non avere avere confini, che può essere spostata sempre un millimetro più in là.

Chi conserva ancora un minimo di testa resta spaesato e sconcertato perché questo cambiamento di indirizzo, già diventato il mantra dei più cretini e dei trollisti in servizio permanente attivo nei social, è avvenuto  senza la minima sperimentazione e nella totale assenza di qualunque evidenza:  chiunque asserisca la bontà del cocktail vaccinale approfittando della propria autorità per maramaldeggiare su una plebe avvilita e spaventata è solo un mentitore, specie se poi inventa fantomatici studi di cui non può dar conto e che comunque non sono pubblicati.  Come si sa o si dovrebbe sapere  uno dei cardini del metodo scientifico è proprio la messa in mora del principio di autorità e la sua sostituzione con la conferma sperimentale, le opinioni degli esperti veri o più facilmente sedicenti come quelli dell’abominevole cts non contano nulla senza verifiche sul campo. Ma qui c’è gente che pur di favorire il mercato dei vaccini per interessi che niente hanno a che vedere con la salute o con la scienza, ma evidentemente con le proprie tasche, dice con una spaventosa leggerezza cose che potrebbero anche rivelarsi letali per qualcuno. Per cui alla fine la questione è molto semplice: vogliamo dei medici o dei potenziali assassini capaci di dire e prescrivere qualunque cosa per fare i propri interessi personali, compresa una carriera sulla pelle degli innocenti?  il dilemma, lo si voglia o meno è proprio questo: medicina o mercato.

Questo si dovrebbe pensare quando compaiono i vati dei vaccini che asseriscono sempre senza mai indicare da cosa nascano le loro convinzioni, peraltro variabili anche più delle previsioni meteo. Ma questo non sembra accadere, molta gente trova nell’affidarsi a questi carneadi come una specie di sollievo: credere nella pandemia, nei numeri fasulli, in vaccini che misteriosamente aumentano i contagi o li azzerano a seconda che avvinghia, nella trasformazione di un’influenza in pesta, toglie loro l’urgenza di doversi battere per quel mondo che a parole dicono di volere e di immaginare, ma che non sono stati capaci di difendere né dagli amici, né dai nemici, né tantomeno dal logorio delle prassi, delle chiacchiere e dagli interessi.  Così non ci si deve confessare il fallimento tanto più clamoroso quanto più un potere cinico è in grado di creare una realtà mistificata e fittizia. Basta credere a tutto ed ecco che si può dire che un virus è intervenuto a cambiare le carte in tavola.. Il bisogno di credere è tale che il sistema può persino lasciar trapelare i dati reali senza che questo riesca a scuotere l’albero degli zoccoli . Eh si, sapere è potere, ma non sapere, non voler sapere è rasserenante. Tutta colpa del virus.