La montagna che partorì il sorcio

La montagna ha partorito un topolino, il numinoso Draghi salvatore della patria, sceso dall’empireo della Bce a miracol mostrare, ha prodotto uno stento governicchio spartitorio, definito tecnico per ipocrisia, ma costruito secondo le istruzioni del  manuale Cencelli, con due sole facce nuove e tutte le altre come Speranza e Arcuri già ben conosciute nella loro catastrofica inadeguatezza, o addirittura vecchissime con il recupero persino di Brunetta in quota mummia. Forse la montagna non è poi così alta come si è narrato  in questi giorni ed è probabile che man mano si andrà scoprendo  che Draghi è solo un dosso e chissà, magari si prenderà atto,  dopo il disastro dell’economista Monti, che anche un banchiere può essere del tutto impreparato come premier. Certo è strano che gli adoratori e i sacerdoti della tecnocrazia non riconoscano mai la propria stessa incompetenza, o meglio si illudono di ridurre a mera tecnica la complessità delle cose un  tema che meriterebbe un dibattito a sé, ma in questa occasione mi voglio concentrare solo su alcuni ministeri e sui  personaggi chiamati a dirigerli per mostrare quali siano le intenzioni di Draghi. Il primo è il ministero  dello sviluppo economico affidato a Giancarlo Giorgetti della Lega, ma di cui rappresenta l’anima confindustriale ed europeista ed è dunque un tentativo di svuotare l’anima popolare di questo partito riducendolo a rappresentante politico di quella parte di industria italiana incentrata nel Nord Est, che non vede altra prospettiva che campare come area a basso costo del sistema industriale tedesco. Il che naturalmente significa anche bassi salari e tutele ridotte al minimo, pensionamenti al limite della vecchiaia, niente più contratti nazionali, licenziamenti facili, ricatto del lavoro. Bene , bravo diranno i buoni e responsabili  cittadini italiani di fronte a questo Nerone della civiltà del lavoro che certamente incontrerà il favore dei sindacati gialli in triplice copia.

E poi c’è Roberto Cingolani nuovo ministro dell’ambiente, fisico e  manager di Leonardo – Finmeccanica ultimo colosso di Stato, baluardo dell’industria della difesa che in questo periodo di rinnovata ostilità non guasta di certo. L’uomo è, come dire, politicamente esteso dalla Leopolda di Renzi al think tank di Enrico Letta, con qualche abboccamento con  Gianroberto Casaleggio: esperto di nanotecnologie e appassionato di robotica, è l’uomo giusto per il futuro distopico che ci attende all’ombra delle macchine . Ma la cosa ancora più interessante è che il suo ministero non si chiamerà più dell’Ambiente, ma della Transizione energetica come sembra abbia suggerito Grillo, l’uomo che credeva nel motore ad acqua: non ci vuole molto a comprendere che è la versione dell’ecologia secondo Greta e la signora Merkel, dove conta solo il mercato della Co2 e il cosiddetto riscaldamento globale, perché in realtà deve segnare solo un cambiamento di tecnologie verso l’elettrico sui cui si è buttata l’industria tedesca dell’auto, ormai all’inseguimento della produzione asiatica che in questo senso ha fato passi da gigante. In realtà il vero problema ambientale non è quello del riscaldamento perché come tutti sanno la Co2 entra nel ciclo della biomassa favorendo meccanismi di feedback che portano all’equilibrio, ma quello dei veleni che vengono immessi in atmosfera, sparsi nei terreni e negli oceani mettendo a rischio tutti equilibri in maniera irreversibile oltre che la vita stessa . Ora l’elettrificazione con le enormi quantità di materiali critici da smaltire  senza avere prima le idee chiare su come farlo senza danneggiare il pianeta acuirà in maniera enorme questo problema e invece di favorire le energie rinnovabili, alla fine si tramuterà in un rilancio del nucleare. Su questo apro qualunque scommessa, visto che già si sta lavorando in questo senso. La montagna ci farà vedere i sorci verdi

Anche da questo traspare che Draghi è l’uomo dell’Europa carolingia,  ne deve assecondarne i piani e le prospettive che comprendono la riduzione a colonia economica del nostro Paese. Bene, bravo diranno i buoni e responsabili cittadini che ormai si affidano ai santini distribuiti da Bruxelles o da qualche altra chiesa neoliberista senza nemmeno accorgersi di essere in trappola. .

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