Se  tutte le situazioni di merda su questo pianeta vedono coinvolto lo stesso  Paese, allora vuol dire che quest’ultimo è un Paese di merda. L’equazione è facile e lascio a chi legge risolverla. Accade per esempio che gli Stati Uniti abbiano sempre negato la loro presenza in Congo nell’ambito della guerra per il cobalto e invece ecco che vengono smentiti dai fatti perché un personaggio abbastanza conosciuto nel Barbaristan occidentale, è stato ferito in uno scontro a fuoco nella parte meridionale del Kivu. Si tratta di Tim Kennedy (nella foto di apertura) , ex berretto verde, ex combattente Ufc una sorta di torneo di arti marziali miste, podcaster con milioni di follower sui social media e un curriculum di wrestler, uno sport (chiamiamolo così) molto apprezzato dall’attuale inquilino della Casa Bianca.

Faceva parte della Congo Force, una squadra di mercenari organizzata da Blackwater (oggi Academi) la nota compagnia militare privata: ufficialmente il capo della squadra inviata a rapinare le popolazioni locali di questo minerale essenziale per la produzione dell’elettronica di consumo, tale  Erik Prince, avrebbe dovuto aiutare il ministero delle finanze del Congo a riscuotere effettivamente le tasse sui minerali. In realtà questo esattore faceva com’è ovvio il mercenario con l’appoggio anche di istruttori israeliani (potevano mancare?). Adesso comunque con questo conosciutissimo ferito, Washington appare coinvolta appieno nella guerra per le ricorse minerarie congolesi, nonostante abbia sempre negato di avere una parte in questa guerra.  Nello scontro a fuoco nel quale è stato ferito Kennedy, sono morte una ventina di persone, secondo quanto dice la Reuters sulla scorta di notizie provenienti da fonti vicine al governo di Kinshasa, tra cui un ex membro delle forze speciali neozelandesi, Justin Conaglen. Pare, a quanto è dato di sapere che la squadra di Prince sia stata coinvolta in un imboscata tesa dagli uomini del Movimento 23 marzo, un gruppo ribelle, appoggiato al Ruanda, che vorrebbe staccare la provincia dalla Repubblica del Congo. I combattenti del 23M avrebbero seguito la squadra di mercenari grazie a un drone che la squadra si portava dietro. Lo stesso tipo che Prince ha utilizzato ad Haiti per fare strage di locali suscitando le proteste di diverse associazione umanitarie tra cui Human Rights Watch. 

Bisogna infatti sapere che Price, fondatore di Blackwater, ha una sua sotto società, battezzata Vector Global la cui sede è ad Haiti, in maniera che i legami con gli Usa siano più confusi. Ufficialmente, nulla di tutto ciò è una guerra americana: il Dipartimento di Stato afferma di non avere contratti con Prince in Congo, anche se i funzionari statunitensi hanno dichiarato di voler collaborare più strettamente con Vectus ad Haiti. In altre parole, un esercito privato americano sta proteggendo i minerali per i quali l’America ha appena firmato un accordo. Raramente la negazione dell’evidenza  è stata così debole.