Dica 33, anzi no, bee

Quando la finiremo di fare le pecore e di collaborare al gioco al massacro che è poi il nostro massacro? Quando la smetteremo di dare credito ai colori delle regioni , ai fermi, alle  misure di segregazione anti covid che ancora nel febbraio dello scorso anno secondo la scienza ufficiale non servivano a fermare un contagio, che secondo gli studi più recenti sono persino controproducenti, ma che per motivi misteriosi e una scienza dozzinale e da media sono stati usati dappertutto in occidente arrivando in alcuni casi ( vedi Australia e Nuova Zelanda) alla creazione di  veri e propri campi di concentramento. E tutto per una sindrome influenzale che ha un tasso di letalità dello 0,26% comparabile a quello di un’influenza severa anche a tenere per buone le cifre ufficiali sballate grazie a un opportuno cambiamento dei criteri nelle dichiarazioni di morte ( chi non teme di affrontare la statistica medica può leggersi questo studio). Quando smetteremo di essere stupidi e ignoranti, di essere succubi delle bugie? Qui non si tratta di affermare che il Covid esiste o meno, né di inalberare sciocchi slogan tipici di chi non va oltre la televisioni e i suoi orrori di stupidità, ma di rendersi conto, dopo un anno, che le famose “misure” non servono a nulla e infatti non sono servite tanto che ne vengono proposte sempre di nuove, che le terapie intensive non sono piene e comunque ci si va per altre patologie, che il virus è perfettamente curabile e che non c’è alcun bisogno di pericolose, costose e ambigue vaccinazioni universali.

Francamente non riesco a comprendere come  questo non sia ancora chiaro e lampante e come lo slogan “il Covid non si nega, si combatte” tratto dallo stupidario dei subornati e dei gregari a tutti i costi, non abbia ancora trovato la sua verità, ossia che la malattia non costituisce alcun percolo rilevante a patto di avere un buon servizio sanitario e che invece costituisce un relativo rischio  per le persone fragili e già ammalate in assenza di una sanità pubblica efficiente perché demolita dai tagli draconiani  propiziati guarda caso proprio da quelle aree di potere che oggi sono alla testa della grande operazione paura. E non riesco ancora a capire come le persone nella loro stragrande maggioranza non si siano accorte che il vero pericolo in questa folle situazione non sia il Covid, ma la caduta di una decente assistenza per qualsiasi altra patologia, tanto non ti fanno esami e non ti ricoverano se non sei positivo, non c’è pià prevenzione dei tumori, mentgre le chemioterapie vengono interrotte e le sale chirurgiche sono chiuse ovunque. Tutto questo si che provocherà una mare adi morti nei prossimi anni  a parte quelli fatti dal vaccino, ma sottaciuti  Quando allo stato di paura e di atonia subentrerà il caos economico quella parte di sanità malata che si è piegata a questo disegno e gli ha tenuto bordone capirà quanto ha sbagliato a tradire il giuramento, perché sarà letteralmente spazzata via.  E tuttavia rimane da risolvere il problema del gregge, della facilità con cui le persone vengono manipolate, della loro paura a disobbedire anche di fronte ad ordini assurdi  che oltre a limitare gravemente le libertà personali, mettono in pericolo l’intera vita, le aspirazioni, le imprese familiari, il lavoro, i rapporti umani, la dimensione sociale, il futuro. Quale cambiamento antropologico è intervenuto per provocare questa passività anche di fronte alla catastrofe? Bè credo essenzialmente  l’assenza di politica e quindi dello scontro di idee che essa porta, la scomparsa di una immagine del mondo complessa e dialettica.: dalla metà degli anni ’80 in occidente c’ è stata un’unica verità possibile – peraltro corrispondente al fanatismo economico-finanziario globale strutturatosi dopo il declino dell’Unione sovietica – senza che vi fosse la possibilità di immaginare alternative e antagonismi effettivi che non fossero di nicchia.

L’omologazione  dentro un modello globale dove ogni visione disomogenea e potenzialmente antagonista rispetto al neoliberismo e ai suoi costrutti storici, viene demonizzata con parole private o alterate di senso di senso ( fascista, comunista, rossobruno, populista, negazionista) che sono come le delimitazioni di un campo di gioco oltre il quale qualsiasi palla non vale o innesca un fallo. Così  ogni scontro vive esclusivamente dentro una dimensione individuale e incredibilmente futile, finendo per ammansire intere  generazioni: in assenza dell’idea stessa di conflitto sociale e ideologico, di scontro fra prospettive possibili anche le vittime designate, anche il servo precarizzato, finisce per fare propria  propria la visione dell’avversario. Quindi non si può letteralmente immaginare di essere presi in giro senza contemporaneamente rigettare tutto il mondo in cui si è vissuti. Ora i medici non hanno più bisogno di chiedere ai pazienti di dire 33, basta dire bee.

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29 responses to “Dica 33, anzi no, bee

  • Dica 33, anzi no, bee — Il simplicissimus – Revolver Boots

    […] Dica 33, anzi no, bee — Il simplicissimus […]

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  • anonimo

    Sono per la soluzione proposta da hippyjoe, la più sostenibile, o faremo la fine di Willy il coyote che, all’inseguimento di Beep Beep che rappresenta il progresso o la nuova rivoluzione industriale, ad un certo punto si ritrova senza più terra sotto i piedi e precipita. Ma noi non siamo cartoni animati.
    Nessuno pensa mai all’ambiente: sarebbe la cosa più logica da fare sottovalutata da tutti e da mettere al primo posto.

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  • anonimo

    Sono per la soluzione proposta da hippyjoe, la più sostenibile, o faremo la fine di Willy il coyote che, all’inseguimento di Beep Beep che rappresenta il progresso o la nuova rivoluzione industriale, ad un certo punto si ritrova senza più terra sotto i piedi e precipita. Ma noi non siamo cartoni animati.
    Nessuno pensa mai all’ambiente: sarebbe la cosa più logica da fare sottovalutata da tutti e da mettere al primo posto.

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  • Anonimo

    Il personale sanitario incentivato ( anche o soprattutto Economicamente, pagato dal solito Pantalone, a tal fine…) a “combattere” il covid19 , è talmente “concetrato” ( sul proprio profitto personale?) ardo che sembra estraniarsi da tutto il resto del contesto ospedaliero… che sbadati, no ?

    https://www.ilmessaggero.it/umbria/perugia_morto_ospedale_intervento_infarto_ventenne_medici_indagati_virus_covid_tamponi_umbria_perugia_roma-5721402.html

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  • libre

    Dopo aver vissuto in prima persona diverse esperienze personali per niente piacevoli riguardanti vari ambiti della società attuale, cosa che sarà capitata a molti, e dopo an’attenta analisi della situazione, anche a costo di sembrare un patetico cavaliere solitario, bisogna cominciare a costruire il proprio mondo ideale, a partire dalle piccole cose, una volta che si è capito che è proprio quello che uno vuole. Non si può aspettare che lo capisca qualche politicante, o istituzione, o associazione di persone che la pensano come te, o delegare qualcuno. Ho iniziato già da diversi anni a cercare di realizzare le cose che vorrei vedere intorno a me in modo pacifico. Alcune cose sono fattibili, altre richiedono più tempo, perchè manca il fattore collettivo. E’ vero che ogni tanto ti senti sfiduciato, specialmente in un paese furbo e chiuso come l’Italia in questo momento storico, nel quale ogni iniziativa neanche tanto nuova, ma diversa, viene vista come una minaccia. Ma se uno ci crede, meglio continuare a fare che perdere tempo tra un’inutile chiacchiera e l’altra. Non mi interessa dimostrare niente a nessuno. Se va bene per me, vado avanti lo stesso. Non obbedisco alla volontà di qualcuno che mi impone uno schema uguale per tutti. Mi conformo solo in superficie.
    Ognuno di noi è un mondo a sè che ha il diritto di esistere nel rispetto di tutti gli altri.

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  • hippyjoe

    A che serve riportare per iscritto ciò che si è letto?
    A dimostrare che si è omologati e si fa fatica a pensare ad altro.
    Modelli alternativi come i liberi pensatori che analizzano alternative della realtà, vengono considerati dissidenti, e pericolosi per un sistema rigido dove rappresentano i classici sassolini nelle scarpe del potere economico.
    L’unica via d’uscita, penso sia quella di consumare il minimo indispensabile, riscoprire le soluzioni di medicina naturale con erbe ed elementi base che usavano i nostri antenati, riparare tutto quello che si rompe, a costo di apparire tirchi, (si può, ma chissenefrega), e rifiutare il consenso a tutto ciò che è diventato superfluo come le ultime tecnologie che depauperano ulteriormente i paesi poveri delle risorse e del lavoro. Riattivare l’agricoltura biologica a km 0, diventare vegetariani, perchè non solo fa bene alla salute, ma anche ai poveri animali, liberati dagli allevamenti intensivi che producono Co2, rifiutare la sola idea delle armi e di qualsiasi guerra. Sempre.
    E’ chiaro che se stai da solo ti dileggiano e prima o poi ti fanno fuori. Ma se ti ritrovi a raggruppare una comunità di pensatori alati che pratica arti, solidarietà, condivisione e compassione, senza escludere nessuno, la società che vogliono quelli che pensano solo al profitto non verrà più alimentata.

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    • Anonimo

      Ottima osservazione, ma dalle parti di questo blog, esistono svariati rivoluzionari da lagna e da tastiera, alcuni pseudo rivoluzionari comunisti, sempre da tastiera, si intende…

      E però a suffragare le sue indicazioni mi viene in mente una
      citazione :

      «Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.»

      Mahatma Gandhi

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    • Anonimo

      È anche importante, però, diffondere consapevolezza, nel limite del possibile…

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  • Anonimo

    Si può vedere :

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  • robertocasiraghi

    “Quale cambiamento antropologico è intervenuto per provocare questa passività anche di fronte alla catastrofe?”

    Nessun cambiamento antropologico. È intervenuta solo l’acuta percezione, se non proprio cognizione, da parte di chi conta nella società (politici, media e professionisti ingabbiati, non a caso, in ordini professionali) che come è accaduto già al tempo dell’avvento del fascismo, della rivoluzione di ottobre, della rivoluzione culturale cinese e delle due completamente evitabili guerre mondiali siamo forzati ad un reset totalitario da una spinta così possente e non opponibile che toglie ai potenziali dissidenti ogni qualsiasi velleità di reazione. Se si è capaci di cogliere i segnali, si capisce anche che non è il caso di farsi avanti, non servirebbe a nulla.

    Peraltro – e qui è la differenza di visione tra me e gli autori di questo blog – io non ho alcun dubbio che il popolo che dovrebbe uscire dalla passività e farsi venire delle buone idee non sia per niente un’entità “attiva” ma, semmai, “attivabile”, ossia per avere un popolo bisogna prima avere un Ponzio Pilato che, tramite quello che fu forse il primo atto vistosamente democratico della storia, propone al popolo di decidere chi graziare scegliendo ovviamente egli stesso la rosa dei candidati.

    In altre parole, nella gerarchia dei poteri il popolo è sempre l’ultima ruota del carro o, volendo, il pianterreno, quello su cui cadono tutte le cose che piovono dall’alto, buone o cattive che siano (per assonanza mi viene in mente come esempio l’attuale pioggia di “bonus”!).

    Tutto ciò che il popolo apparentemente consegue, insomma, non è mai merito suo, è qualcosa che i vertici volevano che fosse conseguito e che è stato ottenuto tramite agenti, capipopolo, finti dissidenti eccetera abbondantemente infiltrati tra di noi per potere all’occorrenza dare una patente di esistenza e di fattività a quell’astrazione che chiamiamo popolo.

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    • GATTO

      Il popolo, il potere, non ce l’ha, non ce l’ha mai avuto né mai l’avrà, ergo, il termine “democrazia” è uno specchietto per le allodole in quanto non è che una pura e semplice contraddizione in termini. Ovviamente, nel bene e nel male, è di un’evidenza matematica che, il “più” (il potere, in questo caso), non si potrà mai trarre dal “meno”, e men che meno dal “nulla”!

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      • Anonimo

        Il popolo, nella Francia di Sarkozy, ha avuto il potere di far ritirare in buona parte la riforma delle pensioni di allora, con una serie massiccia di scioperi generali… impensabile per un itaGliano, No ?

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      • Anonimo

        Se Gatto non crede al potere della maggioranza ( sicuramente atomizzata, divisa e disorganizzata, anche per propria colpa-responsabilità…) popolare o nazionale, posso pensare che non ci creda perché non si sente membro di una collettività popolare o nazionale, forse non ha il senso dell’interesse collettivo, perché lo ha perso vivendo o magari perché non ce l’ha mai avuto.

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      • Anonimo

        Forse il personale del SSN la solidarietà non l’ha chiesta a gran voce, per paura di doverla anche dare, No ?

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      • GATTO

        Anonimo parla di “maggioranza”, “interesse collettivo”, non avendo capito che per me, il popolo non è distinto dalle presunte élite oligarchiche, plutocratiche ecc., ecc…, queste ultime facenti parte e per nulla diverse dal “popolo”, in quanto formate da dei parvenue che si differenziano dalla massa (ragliante) solo per una differenza quantitativa e di grado(l’avere), ma per nulla specifica (l’essere). Le sembrerà strano, caro Anonimo, ma i suoi intereventi non fanno altro che confermare quello che ho in precedenza sostenuto, anche questo aspetto poc’anzi descritto, non essendo, in fondo, altro che un modo diverso di portare il popolo, se lasciato a se stesso, nient’altro che in una condizione del tutto a lui congeniale, ovvero a una massa informe “atomizzata, divisa e disorganizzata”, dalla quale, come dicevo, non potrà mai avere la possibilità di elevarsi. Ribadisco: dal “meno” non può venire il “più”…

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      • Anonimo

        Repetita Juvant

        “Il popolo, nella Francia di Sarkozy, ha avuto il potere di far ritirare in buona parte la riforma delle pensioni di allora, con una serie massiccia di scioperi generali… impensabile per un itaGliano, No ?”

        Ma per Gatto, i popolo Non esiste…

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      • Anonimo

        Potremmo dire che il popolo non esiste od è politicamente ininfluente ( cioè Non siamo in democrazia…)…particolarmente qui in itaGlia…

        In Svizzera il popolo sembra esistere, sicuramente più che in itaGlia (d’altronde i fascismo, ce lo siamo inventati Noi…) :

        https://comedonchisciotte.org/svizzera-referendum-contro-i-lockdown/

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      • Anonimo

        Io , invece distinguo, nonostante il peggioramento in atto dal 30 anni, fra governanti e governati… a maggior ragione dopo le varie manipolazioni degli strumenti legali atti ad assicurare rappresentanza democratica effettiva ( vedi varie leggi elettorali porcata, la riduzione per referendum sostanzialmente disinformato poiché non ci sono pluralismo e Libertà informativi , dei parlamentari, ecc…).

        Di un sistema democratico fanno parte come requisiti necessari anche il pluralismo e la libertà informativa quelli che mancano sicuramente, almeno, dai tempi del duopolio informativo RAI-Mediaset…

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      • Anonimo

        A proposito del popolo debole o minus, per definizione come tende a catalogarlo Gatto potrei dire brevemente :

        chi si fa pecora ( o minus…) il lupo se lo mangia…

        ‘sto considerare a prescindere il popolo come un minus, mi sembra una atteggiamento rinunciatario a prescindere, mi sembra nichilismo, autolesionista peraltro.

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      • GATTO

        Visto che Anonimo insiste a farci dire cose che non abbiamo mai detto, ossia che il popolo non esisterebbe, citiamo”Il popolo, almeno finché non ha subito una deviazione di cui non è minimamente responsabile, in quanto di per se stesso non è se non una massa eminentemente “plastica” corrispondente al lato propriamente “sostanziale” di quella che si può chiamare l’entità sociale, il popolo dicevamo, porta in sé, per via di questa “plasticità”, anche delle possibilità che la “classe media” non ha affatto; certamente si tratta di possibilità indistinte e latenti, delle virtualità se si vuole, ma che tuttavia esistono e sono sempre suscettibili di svilupparsi incontrando condizioni favorevoli. Contrariamente a quel che ci si compiace di affermare ai giorni nostri, il popolo non agisce spontaneamente e non produce nulla per conto suo, ma è come una “riserva” da cui si può ricavare tutto, il meglio come il peggio, a seconda delle influenze che su di lui si esercitano.”.

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    • Anonimo

      Per avere potere di popolo, di classe, di Nazione, bisogna sapersi concepire come popolo, classe sociale, collettività nazionale…

      Per sapere disobbedire a leggi ingiuste bisogna saper obbedire a leggi giuste, avere un etica che privilegia l’interesse collettivo…
      l’itaGliano si arrangia ( anche chi potrebbe interessarsi per suo stato di benestante-agiato all’interesse comune, spesso quello dei più deboli, del popolo…), o fa il borioso “brambilla” so tutto mi, ghe pensi mi, io so io e gli altri Non sono un cazzo, atomizzazione…

      Platone ne “La Repubblica” diceva che la democrazia finisce per abuso ( o anche egoistico menefreghismo?) della democrazia… se negli ultimi 30 anni il popolo bue ha lasciato fare i propri beati porci comodi a danno dell’interesse collettivo ad ogni politicante od affine che si è presentato, adesso potrà resistere ad un un disegno oligarchico in atto da decenni, ed ormai consolidato, con il quale è stato in buona parte acquiescente, fosse anche bombardato dalla propaganda manipolatoria ?

      Un concetto chiaro di democrazia a detta di Gatto, Non esiste, tra un po’ a gente come Gatto verrà in mente che un chiaro concetto di salute Non esiste, magari perché la salute, sarà sempre più quella di chi potrà pagarsela profumatamente .

      La democrazia rappresentativa ( rappresentativa !!) è “un scontro” dialettico fra maggioranza ed opposizioni…

      Si sono viste degne opposizioni ai vari governi, ispirate in modo determinato dal bene collettivo ( o della maggioranza effettiva, ma divisa delle classi subalterne…) negli ultimi 30 anni ?

      Quanti scioperi Generali (!!) ci sono stati data la continua presa di mira dei dritti dei lavoratori, in italia ?

      I lavoratori delle mille ed appositamente parcellizzate-atomizzate categorie, hanno interessi generali , comuni ??

      Si fanno “atomisticamente” i cavoli loro ?

      Il loro interesse particulare prevale sempre e comunque sull’interesse collettivo ?

      Loro sono loro, e gli altri non sono un cazzo ?

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  • inpocheparolecloud

    Seguo questo blog e sono spesso d’accordo. Ma questa non è per niente un’influenza qualsiasi. Hai ragione sul sistema sanitario pubblico, hai ragione sul neoliberismo, però questa non è per niente un’influenza. Non capisco perché le due cose non possano andare insieme. Siamo arrivati alla frutta a causa della macchina capitalistica e in più, anche a causa di questa stessa macchina, ci siamo beccati una pandemia. Perché non possono essere vere tutte e due le cose? Mistero.
    enrica.tedeschi@gmail.com

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    • Anonimo

      “Perché non possono essere vere tutte e due le cose? Mistero.”

      Non è tanto l’esistenza di una malattia la cui perniciosità è abbastanza ridotta, il problema… ma la gestione eccezionalista-emergenziale-catastrofista, e che se ne frega dei dritti fondamentali oltre a far danni ingentissimi all’economia ed al benessere del Paese…
      Il problema Non è prioritariamente sanitario a riguardo del covid 19, è politicante-autoritario e dannosamente economico.

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    • Anonimo

      Rispetto all’entità dei morti da covid19, che è quella sommariamente citata dal simplicissimus, le sembra ragionevole e proporzionato, colpire la libertà di circolazione, quella economica ed il benessere di tutta la collettività ?

      Chi ha permesso lo sfascio della sanità pubblica ?

      Chi guadagna privatamente nella sanità pubblica con le varie intra moenie o comparaggi vari, danneggiando il buon ed universalistico andamento del SSN ?

      Quali egoismi , avidità e narcisimismi anche fra i dipedenti del SSN, hanno portato allo sfascio attuale ?

      Perché i dipendenti del SSN non hanno chiesto a gran voce , già 15 anni fa, ad esempio, una serie di scioperi generali contro lo sfascio della sanità pubblica ?

      Perche non hanno chiesto solidarietà nazionale o di classe ?

      Stavano pensando al proprio particulare ?

      Alla famigghia ?

      Al proprio profitto ( anche a spese e a danno, sostanziali, della salute altrui, magari ?) ?

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    • Anonimo

      Forse il personale del SSN la solidarietà non l’ha chiesta a gran voce, per paura di doverla anche dare, No ?

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    • Anonimo

      Si può leggere:

      L’HARD POWER DI CREARE EMERGENZE

      su

      ComidadPuntoOrg

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  • M Jama Farah

    L’omologazione dentro un modello globale dove ogni visione disomogenea e potenzialmente antagonista rispetto al neoliberismo e ai suoi costrutti storici, viene demonizzata con parole private o alterate di senso di senso ( fascista, comunista, rossobruno, populista, negazionista) che sono come le delimitazioni di un campo di gioco oltre il quale qualsiasi palla non vale o innesca un fallo. Così ogni scontro vive esclusivamente dentro una dimensione individuale e incredibilmente futile, finendo per ammansire intere generazioni: in assenza dell’idea stessa di conflitto sociale e ideologico, di scontro fra prospettive possibili anche le vittime designate, anche il servo precarizzato, finisce per fare propria propria la visione dell’avversario. Quindi non si può letteralmente immaginare di essere presi in giro senza contemporaneamente rigettare tutto il mondo in cui si è vissuti. Ora i medici non hanno più bisogno di chiedere ai pazienti di dire 33, basta dire bee.

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