Gli stati Uniti sono talmente padroni dello stretto di Hormuz che stanno creando un disastro ecologico. Questa settimana gli Emirati hanno chiuso le spiagge di Umm Al Quwain dove si è riversata un’enorme marea nera. il fato è che numerose petroliere che cercavano di forzare il blocco sono state danneggiate, due sono state proprio affondate e si tratta di navi che trasportano centinaia di migliaia di barili di oro nero. Un’altra si è arenata sulla costa dell’Oman e da lì sversa lentamente il suo contenuto. Non è possibile sapere quante petroliere siano state danneggiate: Bloomberg parla di 23 attacchi, molti dei quali hanno colpito i motori, costringendole all’immobilità ,  il Centro britannico per le operazioni di commercio marittimo fa la cifra di 119 navi danneggiate. In ogni caso lo stretto di Hormuz si va riempendo di chiazze di petrolio, cosa che non costituisce solo un danno ecologico, ma è un grande pericolo per gli stati del Golfo.

Un pericolo che nessuno aveva messo in conto: gli Stati dell’area infatti mancano quasi del tutto di corsi d’acqua e per ospitare una popolazione di gran lunga superiore a quella che le risorse idriche consentirebbero, devono fare uso intensivo di impianti di desalinizzazione. Il 99% dell’acqua potabile del Qatar deriva da questa fonte, ma anche il Bahrein e il Kuwait usano acqua di mare desalinizzata da cui ricavano il 90 per cento dell’acqua che arriva ai rubinetti e così via: 86 % in Oman,  70% in Arabia Saudita e 46% negli Emirati. Ma se il mare dello Stretto e quello del Golfo cominciano a riempirsi di petrolio questi impianti (ce ne sono la bellezza di 3400) non possono dovette essere  dissetato con autocisterne. Ma allora gli abitanti, cosa che vale per tutti gli Stati del Golfo, erano un quinto  rispetto ad oggi e sarebbe impossibile rifornirli di acqua potabile in questo modo. D’altra parte non esistono riserve che possano tamponare la situazione: l’Iran non nemmeno più bisogni di colpire direttamente gli impianti, come è accaduto mesi fa.

Così se il prezzo per il trasporto di oro nero è aumentato di 43 volte rispetto al passato e moltissime  grandi petroliere sono all’ancora perché il rischio per gli armatori è diventato troppo grande  c’è anche un altro piccolo e inaspettato inconveniente: oggi la più grande flotta  per il trasporto di petrolio è quella ombra russa, cioè quella  sanzionata a bestia dall’Occidente. Non c’è dubbio che l’aggressione all’Iran sia stata un grande successo.